Una sede per il nuovo ospedale, se no perdiamo i soldi?
Continuano le dispute sul nuovo ospedale. Chi lo vuole alla Pizzuta parte dal presupposto che si risparmia sui terreni, già in parte proprietà della Azienda provinciale. Peccato che non siano sufficienti, che bisognerebbe acquistarne altri limitrofi e a caro prezzo. Soprattutto il guaio maggiore sta nella mancanza di strade ad alto scorrimento, impossibili da costruire vista l’alta densità abitativa della zona, e la mancanza di collegamenti diretti agli svincoli autostradali. Ai fantasiosi sostenitori di tunnel che passino sotto l’Epipoli si risponde rievocando l’enorme quantità di reperti archeologici e paleontologici noti in quei suoli. Da impiegare decenni solo per studiarli.
Questo dei collegamenti agli svincoli autostradali è concetto fondamentale da comprendere. L’ospedale deve essere raggiungibile al massimo entro un’ora da qualsiasi parte della provincia siracusana, perché quello è il limite per poter salvare vite umane in caso d’infarti o ictus. Altro concetto semplice da capire è quello che l’ospedale deve stare dalla parte opposta a quella delle industrie, proprio per poter ricoverare gli ustionati, intossicati provenienti dalla zona industriale coinvolta in incidenti e nubi tossiche. L’ospedale nuovo deve stare a sud e non a nord proprio per quello.
Il nuovo ospedale ha bisogno di grandi spazi. I terreni da acquistare devono essere periferici, prossimi all’autostrada, a basso prezzo d’acquisto e serviti da grandi svincoli. Dovendo distanziarsi dalla zona industriale, non può trovarsi alla Pizzuta, priva di assi viari che si allontanino velocemente dalle aree coinvolte in incendi e nubi tossiche.
In sostanza il parere espresso dall’ordine dei medici sulla sede del nuovo ospedale ripercorre questa mia breve sintesi: vedremo.
È curioso, però, notare che alcuni rappresentanti di forze politiche che hanno prevalso per venti anni in città e che hanno fatto sì da consegnare ai privati buona parte della sanità pubblica, spartendosi le cariche e spogliando l’ospedale di ogni eccellenza e professionalità, lasciando tagliare posti letto che erano vitali, ora si fanno promotori di una lotta per la qualità e propongono un ospedale di 2° livello, addirittura con cardiochirurgia, neurochirurgia. Tutte queste specialità prevedrebbero una radiodiagnostica di altissimo livello oltre a professionalità tipiche delle università. Non ci sarebbe nulla di male a sognare un ospedale molto evoluto se poi se ne avesse uno adeguato come mai abbiamo visto. Pare che lottare per l’eccellenza serva a far dimenticare anni di vergogne della sanità pubblica. Insomma si butta fumo negli occhi per farsi belli ma si parla senza sapere quello che si dice.
![]()
Reazioni allo scandalo del primato siracusano per la prescrizione inappropriata di antibiotici
Invece di allarmarsi e reagire alla presentazione dei dati inesorabili sulla prescrizione inappropriata di antibiotici che contraddistingue negativamente Siracusa, i responsabili sindacali e alcuni medici cittadini, si fanno paladini della professionalità medica siracusana nell’unico modo in cui siamo abituati. Negare i dati e personalizzare il contrasto delegittimando chi denuncia il fenomeno. Un atteggiamento vile che lascia sul tappeto un antibiotico resistenza che fa vittime tutti i giorni in città ma che non vede responsabili.
Sorrido pensando che altrove già sarebbero cadute teste con responsabilità sulla salute pubblica cittadina. Qui, invece, silenzio e facce di stagno inamovibili, anzi orgogliosamente tetragone. È proprio vero che basta essere uniti per non temere nulla, neanche la legge e la voce della coscienza.
Condanne per i responsabili dello sversamento di fanghi tossici dentro il Porto Grande
Malgrado i reati fossero manifesti e le pene conseguenti necessarie, questa città non riesce a liberarsi di un cattivo depurato che quotidianamente inonda i bassifondi della Playa. Ho già scritto che, oltre ad avversare il fatto che un cattivo depurato sia versato in un bacino semichiuso e in bassifondi sabbiosi, vedo una sottovalutazione dello specchio del porto grande che è un enorme acquario destinato alla riproduzione di pesci e molluschi. Esso riceve almeno due fiumi, le cui acque eurialine, limitrofe ad un’area marina protetta che sta dando grande respiro alla fauna marina, sarebbero il luogo ideale per la riproduzione e la rinascita di specie marine ormai al lumicino.
Mi piacerebbe che si facesse un atto definitivo deviando lo sversamento in alto mare e preparando un nuovo depuratore all’avanguardia che tenga presente che il nostro futuro è il turismo e l’ambiente. Per non dire che sarebbe ora di consumare serenamente i mitili e i crostacei che vi alleviamo dentro, senza tener conto della tragedia del depuratore dentro il porto.

Commenti recenti