Allergie: boom di test ma un italiano su quattro è “malato immaginario”
La Civetta di Minerva, 12 gennaio 2019
Gli italiani, un popolo di allergici. Almeno così sembra osservando i numeri dei test per allergie e intolleranze, che stanno conoscendo negli ultimi anni un vero boom. Secondo gli esperti una parte consistente dei “presunti” allergici in realtà non lo è ed è spinto a sottoporsi a test, spesso anche poco o per nulla attendibili, solo dalla paura e da una forma di condizionamento.
I numeri parlano chiaro: un italiano su quattro soffre di patologie allergiche, ma quasi uno su due crede di essere allergico o intollerante. C’è un buon 25 per cento, insomma, che è convinto di essere allergico ma non lo è. A fronte di una reale percentuale del 3% fra adulti e bambini, la percezione globale di “allergia alimentare” nella popolazione generale è molto più alta, intorno al 30%. Dieci volte di più. Un fenomeno in crescita, con numeri raddoppiati nell’arco di cinque anni. Il problema è che spesso questa percezione, quella di essere intollerante o allergico a qualcosa, non corrisponde a realtà. Quelli che si sottopongono più frequentemente a controlli sono le donne, soprattutto quelle tra i quaranta e i cinquanta anni.
Quella delle intolleranze è sicuramente una “moda” – dichiara uno dei maggiori esperti italiani di allergie – sulla quale si concentra la maggioranza degli equivoci a causa della grande disinformazione. Il mercato ovviamente ci lucra, immettendo in commercio strumenti ed esami spesso non attendibili. Sono pochissimi, infatti, quelli che hanno un reale valore scientifico: solo il test per il lattosio e quello per l’intolleranza al glutine sono stati riconosciuti ufficialmente validi. Ed è facile accorgersi dell’approssimazione di questi test: a volte basta ripeterli dopo pochi giorni per avere valori totalmente opposti.
Difficile convincere le nostre pazienti in sovrappeso di questa realtà. Quando truffate con un famoso test che determina le allergie alle sostanze alimentari in maniera assolutamente non scientifica e cominciano le diete di esclusione di quei cibi che sono ingiustamente incriminati, è chiaro che inizia un dimagramento. Tale fenomeno è spacciato come effetto e conferma dell’essere allergica a quei cibi. Basterebbe un po’ di buon senso per capire che qualsiasi dieta, anche strampalata, porta a un dimagramento ma guai a farlo notare. Molti vogliono ragionare con la propria testa ed essere truffati. Questo è il cancro che divora la nazione: tutti capiscono tutto.
Uomini e donne sono uguali? Per fortuna no! Neanche nei vizi e nelle malattie
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Anche se in gioventù le donne inseguono da vicino ormai gli uomini nel vizio del fumo e nell’esagerare con l’alcool senza eguagliarli, nelle abitudini alimentari e di stile di vita sono ancora diverse. Mangiano più frutta e verdura degli uomini, cui piace troppo pasta, carne e salumi, fanno meno attività fisica e sportiva degli uomini. I giovani apprezzano e usano i profilattici sempre di meno e c’è più rischio di malattie sessuali. Si dorme e ci si riposa di meno a causa dell’uso smodato di pc e smartphone.
Le donne sono meno in sovrappeso degli uomini, soffrono più di osteoporosi e di malattie depressive. Sono colpite da tumori specifici e diversi da quelli maschili: in ordine decrescente mammella, colon, polmone, corpo dell’utero e tiroide. Il diabete colpisce più gli uomini ma le donne diabetiche hanno malattie cardiache più gravi, i maschi hanno più ictus, infarti e scompensi di cuore delle femmine.
Non potrei dire se le donne al volante siano un pericolo ma, di fatto, causano la metà degli incidenti rispetto agli uomini. Sono meno pericolose. I tumori maschili più comuni sono, in ordine decrescente: prostata, polmone, colon, vescica e stomaco. Come si vede, i due sessi fanno cose diverse. Tanto che si tenta di applicare una medicina di precisione e di genere perché appare sempre più probabile che i due sessi siano da curare in modo diverso. Infine le donne vivono di più ma sono esposte a divenire disabili frequentemente dopo la menopausa. Preoccupa l’imitazione dei maschi per il fumo, alcool e droghe. Bisognerà ricordarsene quando si programma sanità pubblica.
Gestiamo con intelligenza ed economia l’attacco dei virus invernali
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Circa 250 ceppi di virus non vedono l’ora di attaccare le nostre cellule dell’apparato respiratorio per iniettare i propri piccolissimi geni e utilizzare la macchina biologica perfetta di una cellula umana per perpetuare la loro specie. Dopo pochi minuti la cellula viene fatta scoppiare dalla miriade di repliche virali che è stata obbligata a generare per conto del virus che l’ha inoculata. Diabolicamente perfetti, i virus temono il calore forte, alcune sostanze disinfettanti e resistono meno di un’ora nell’ambiente fuori dal corpo umano o animale. Nonostante i progressi della scienza, essi non possono essere uccisi da null’altro che i nostri stessi anticorpi. Tale sistema riproduttivo può devastare estese superfici interne del naso, gola, trachea, bronchi e oltre. Chi non riesce a bloccare in tempo il loro processo d’invasione può vedersela brutta.
Sorprende tutti i medici il fatto che nessuno dei pazienti si sia rassegnato al fatto che nessun farmaco è in grado di bloccare la virulenza di questi germi. Quando se n’è colpiti, non rimane altro che aspettare i tempi di guarigione spontanea. Il medico è l’unico di tutta la cerchia dei nostri conoscenti che non conosca un rimedio infallibile contro il raffreddore. E’garantita una delusione costante nel rapporto medico e paziente quando il cittadino riceve un rifiuto nella prescrizione di antibiotici. Per una perversa, lunga e mal condotta abitudine, non si riesce a far comprendere che un antibiotico uccide le cellule dei batteri non i virus, per cui si producono solo danni all’ecologia dei batteri buoni che ospitiamo e che ci difendono, aggravando i danni.
Come tutte le cose impossibili da ottenere, la cura delle forme simil-influenzali lascia il campo libero a tutti quelli che vendono illusioni. Spesso a caro prezzo e con qualche rischio, i pazienti s’impasticcano di farmaci inefficaci, ignari che, tranne danni economici e tossici, non guadagneranno neanche un giorno per guarire prima di chi ha aspettato pazientemente il decorso naturale della malattia. Tranne il vaccino per il più pericoloso di questi virus, quello influenzale, nessun presidio si rivela utile.
Nel prossimo numero faremo chiarezza su quei pochi rimedi che ci faranno soffrire di meno. Leggete il prossimo numero della “Civetta”, risparmierete fregature e acquisterete più autonomia e nozioni di autocura sicure.

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