Il “Sistema Siracusa” in Sanità aspetta d’essere svelato

Per prosperare ed essere lasciati in pace bisogna dire che tutto va bene, che il re Narciso è benvestito, immacolato nella sua immagine professionale. Un sistema che aspetta chi lo rovesci

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Mi ha sempre sorpreso in questa città la capacità di rassegnarsi a tutto senza coalizzarsi e reagire. Chissà quale sarà il limite che la cittadinanza è disposta a rispettare prima di organizzare una qualsiasi forma di reazione.

Ho già scritto dei mancati ricoveri per assenza di posti letto: un dramma che miete vittime ogni giorno! Non è cambiato nulla. Anzi, si peggiora! E, come al solito, non c’è un responsabile, meno che mai un colpevole! Siracusa sta fuori da tutti i parametri di civiltà e accoglienza sanitaria. L’unica abilità consolidata è insabbiare e l’impossibilità per chiunque di definire quale sia la catena del comando e delle responsabilità. Alla fine nessuno mai è responsabile. Anzi, c’è chi è pagato per cantare le lodi e mettere la polvere sotto i tappeti.

C’è ancora chi continua a costruirsi curriculum invidiabili riuscendo a ricoprire incarichi sempre più importanti.  Magari, poi, pur occupando poltrone cruciali e delicate per la salute pubblica cittadina, è introvabile, indisponibile, occupatissimo, non ha tempo per leggere la posta, per ricevere il pubblico. In compenso, però, occupa tutti i posti a sedere possibili affinché nessuno possa interferire sui suoi percorsi. Altrove sarebbe inchiodato dai pessimi risultati che produce. Qui no! Chissà chi glielo consente?

Nessuno mi toglie dalla testa che qui, a Siracusa, le fila dei destini e delle carriere siano in mani da muratore, anche se non ruvide, ma pericolose per chi sta fuori dalle logge.

I nani si alleano sotto l’ala dei pupari

Rifletto in questi mesi sui destini dei siracusani che altrove eccellono ma che sono sconosciuti ai loro concittadini.

Conosco i fatti di un mio amico molto intimo, ignorato per anni dal mondo scientifico e professionale della sua città. Normalmente presente in molti consessi nazionali e internazionali, vincitore di premi nazionali, docente e formatore in diversi contesti universitari, giornalista scientifico con discreto successo, non riceve mai un invito presso l’Ordine dei Medici della sua città. Un amico gli soffia che c’è un veto sulla sua persona da parte di qualche protetto dal sistema.

Ma non basta. La sua attività scientifica in contesti regionali e nazionali disturba. Bisogna silurarlo anche fuori della sua città, demolirne la figura. Alla prima occasione utile si materializza il sicario di primo livello che realizza i piani dei nani.

Il sistema Siracusa si difende da chi osa fidarsi delle proprie forze e pensa con la sua testa. Egli potrebbe oscurare la pallida stella di chi in città si arroga funzioni e prerogative per le quali bisognerebbe studiare, cosa troppo dura per certuni. C’è, poi, chi teme che si possa dire quello che tutti sanno. Che il re è nudo, per esempio, mentre tutti descrivono la bellezza delle vesti che gli sembra di indossare. Uno sfoggio che è rito perenne.

Anche questo è uno degli aspetti del sistema Siracusa. Per prosperare ed essere lasciati in pace bisogna dire che tutto va bene, che il re Narciso è benvestito, immacolato nella sua immagine professionale. Un sistema che aspetta chi lo rovesci. I giustizieri verranno con un’astronave? Spero di no.

Mentre i siracusani chiedono in prestito i soldi per curarsi privatamente, c’è chi vive benissimo con centinaia di migliaia di euro di stipendio, amministrando una sanità zoppa che non risponde ai cittadini. E il sistema lo premia. C’è da meditare. Nel profilarsi del governo del cambiamento pare che tutto il vecchio mondo del potere stia per cadere sotto gli attacchi della nuova politica. Ho l’impressione che sarà più facile finire di sfasciare giocattoli utili come il servizio sanitario nazionale e il sistema pensionistico piuttosto che cacciare i nani attaccati al potere e ai pupari occulti.

Sconfitte annunciate

Si preparano le nuove vaccinazioni antinfluenzali. L’azienda sanitaria riunisce i medici per istruirli. I responsabili descrivono tutte le criticità degli appalti, degli approvvigionamenti, i mancati obiettivi di copertura degli anni precedenti. L’impressione, come al solito, è che si viaggi a vista e in alto mare. Nel frattempo si lascia ad una ditta produttrice di vaccini il compito di aggiornare i medici.

Voglio essere odioso, come sempre. Come si può lasciare a un privato, vincitore di un appalto plurimilionario, la formazione degli operatori sanitari pubblici? Può essere mai che i nostri funzionari specializzati nelle vaccinazioni e ben retribuiti non siano in grado di sviluppare una formazione semplice, efficace ed indipendente? Oserei pretendere che il processo della vaccinazione, che si ripete ogni anno, sia preparato per tempo, che non offra sorprese, che non costringa i medici di famiglia a fare i questuanti per procurarsi i vaccini dall’ufficio apposito, che si riconosca a questa categoria di operatori i meriti sui risultati sinora conseguiti.

Scandaloso poi ricordare che in qualche altra città, anche della Sicilia, i vaccini vengono consegnati a cura dei responsabili aziendali nei singoli studi dei medici di famiglia, curando tutte le procedure della catena del freddo e rispettando il tempo di chi si presta volontariamente ad una funzione sociale di primaria importanza. Immaginatevi quanto esigui sarebbero i numeri dei vaccinati se i cittadini e gli anziani dovessero fare chilometriche file presso le Aziende sanitarie.

Appena qualcuno prospetta soluzioni per incrementare i vaccinati e agevolare gli sforzi dei medici di famiglia volontari, vedi subito chi ha lo stipendio assicurato mettere i paletti e le transenne. Effetti anche questi di un “Sistema Siracusa”.

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