Sanità. Esportiamo cervelli a Cuneo ma a Siracusa le rogne ce le teniamo

Salvo Brugaletta, direttore generale dell’Azienda Sanitaria siracusana, vince un concorso al Nord

 

La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018

Se n’è involato da manager in quel di Cuneo, vincitore di un concorso, il mio amico Salvo Brugaletta, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Siracusana. Non succede mai che il Nord si prenda un manager siciliano. Avevo visto giusto sulle sue capacità.

Per nostra disgrazia, essere capace non ha significato ottenere dei progressi. Tutti quelli da lui ottenuti in questi anni sono stati strombazzati con accuratezza da una stampa prona con una bella ed efficace macchina della propaganda. Io e altri, che credevamo nella sua bella mente e alla sua capacità di fare, c’eravamo creati troppe attese.

Stupidamente avevamo dimenticato Tomasi di Lampedusa e il Gattopardo. Anche qui si parlò e si lavorò tantissimo ma non si mosse nulla. I vecchi camaleonti sono rimasti a guardare immobili, lentissimi anche a cambiare i colori. Per il resto silenzio, degrado, immobilità operosa.

Ha ricevuto chiunque, lavorato per migliaia di ore. Tanto ascolto attivo, tanta assertività ma è continuata la mortificazione dei talenti, la continuità con il passato, l’inamovibilità dei soliti amici degli amici, il rispetto degli equilibri politici.

Qualcuno (chiaramente interessato a fornire dati favorevoli alla sua carriera) ha prontamente garantito che il pronto soccorso, ristrutturato, funzionasse meglio e avesse ridotto i tempi di attesa, più volte si sono forniti dati in questo senso, ma la gente, i malati, noi medici di famiglia, non solo non ce ne siamo accorti, ma siamo subissati di proteste.

Ho già scritto dei mancati ricoveri per assenza di posti letto: un dramma che miete vittime ogni giorno! Non è cambiato nulla. Anzi, si peggiora! E, come al solito, non c’è un responsabile, meno che mai un colpevole!

Siracusa sta fuori da tutti i parametri di civiltà e accoglienza sanitaria. L’unica abilità sopraffina è insabbiare e l’impossibilità per chiunque di definire quale sia la catena del comando e delle responsabilità. Alla fine nessuno mai è responsabile. Anzi, c’è chi è pagato per cantare le lodi e mettere la polvere sotto i tappeti. C’è anche chi si costruisce curriculum invidiabili in previsione di ricoprire incarichi sempre più importanti.

In questo modo lo stipendificio aziendale sanitario provinciale continua ad assicurare reddito a tutti mentre nessuno misura i risultati, al massimo si chiama un giornalista per lodarsi!

Basta star zitti e fermi mentre gli anni passano e non vedere che il re è nudo. E i servizi ai cittadini ammalati? Perché nessuno dei responsabili aziendali si preoccupa di articoli come questo e risponde per le rime? Conosco la risposta ma passo la palla ai cittadini (si sveglieranno un dì?)

 

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