Il piccolo Matteo, siracusano, da due anni è affetto da leucemia. La richiesta di aiuto dei genitori è stata rilanciata da una scuola e si è propagata sui social. In provincia si può donare solo a Augusta, Lentini ed Avola
La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018
E’ sulla scorta dell’appello lanciato dai genitori siracusani di Matteo, 7 anni, affetto da leucemia e ricoverato presso il Policlinico di Catania che la donazione del midollo osseo nella provincia di Siracusa, città di provenienza della famiglia, ha avuto una sensibile crescita. Il bimbo, che da due anni lotta contro questa malattia, necessita di un trapianto e, per lui, si sono mobilitate Catania, città di residenza della famiglia, e Siracusa, città di provenienza del papà del piccolo.
E a fare da cassa di risonanza è stato anche l’Istituto Grazia Deledda che aveva diffuso una nota a firma del dirigente scolastico: «Su richiesta dei genitori del piccolo Matteo alunno del nostro Istituto si pubblica il seguente appello in cui si ricercano potenziali donatori di midollo osseo compatibili a quello del bambino. Il piccolo è ricoverato e necessita di essere sottoposto al trapianto di midollo osseo il più presto possibile. I potenziali donatori devono recarsi in un centro Admo per eseguire gratuitamente un test di compatibilità che consiste in un semplice prelievo di sangue, necessario per la tipizzazione ed immissione nella banca dati. In seguito i potenziali donatori (più saranno, più aumenterà la possibilità di trovare quello perfetto) risultati idonei saranno contattati per confermare la disponibilità alla donazione per consentire a Matteo di essere sottoposto a questo delicato intervento. Tra i requisiti per donare il midollo osseo in questo caso si dovranno possedere tra i 18 e i 35 anni; peso corporeo superiore ai 50 kg, risultare perfettamente in salute, presentando inoltre la specifica ricetta medica per sottoporsi al prelievo al Policlinico di Catania dove dovrà essere programmata una visita» conclude la nota.
Ed è Massimo Fazio, referente provinciale dell’Associazione donatori midollo osseo dal 1992 e portavoce dell’intensa richiesta di informazioni, provenienti anche da città come Torino e Milano, che ci spiega il valore di una mobilitazione tanto imponente e capace di portare all’incremento delle possibilità di trovare un soggetto compatibile non solo per Matteo, ma per quanti sono ancora in attesa di un donatore. A svolgere un ruolo di importanza primaria sono stati, e sono ancora, il social network Facebook e il servizio di messaggeria istantanea Whatsapp: sui social l’empatia è celere e sono stati moltissimi gli utenti che hanno condiviso gli articoli che i giornali hanno dedicato al piccolo Matteo.
<<Sarebbe auspicabile una collaborazione anche con le istituzioni, a partire dalle scuole fino alle forze armate, tale da garantire la possibilità di avviare una campagna di informazione in materia di donazione e di avere a disposizione un bacino di donatori sani>> dichiara Fazio, che reputa fruttuoso un ipotetico rapporto di collaborazione anche con i vertici delle forze armate.
Inerentemente alla provincia di Siracusa, allo stato attuale, è possibile donare presso i centri trasfusionali delle città di Augusta, Lentini ed Avola. A rimanere sprovvisto di un polo attivo è proprio il capoluogo aretuseo, il più popoloso dei comuni del libero consorzio che, con oltre centomila abitanti, non dispone di un servizio che consenta ai potenziali soggetti compatibili di donare senza spostarsi nei centri abitati vicini: <<Speriamo che chi ha la possibilità di fare qualcosa in merito a questo tipo di disagio si attivi il prima possibile contribuendo all’operatività del polo e aumentando la presenza di personale specializzato all’interno dello stesso>> conclude Fazio.
Una ricerca, quella del donatore compatibile, che assomiglia sempre più a una battaglia contro il tempo, lo stesso tempo che conta i giorni e le ore non solo al piccolo Matteo, ma anche ai diecimila nuovi casi di leucemia che, in media, vengono diagnosticati ogni anno in Italia. L’incidenza risulta essere particolarmente spietata perché i tumori che colpiscono le cellule del sangue sono molto più frequenti nell’età infantile rispetto a quella adulta. Le aree ad elevato rischio ambientale, qual è il territorio del siracusano ad esempio, fanno registrare inoltre una percentuale maggiore di malati rispetto alle zone non interessate dai pericoli per la salute collaterali alla presenza di forti conglomerati industriali. Un prezzo troppo alto quello che il progresso fa pagare al Triangolo della morte quasi quotidianamente. L’orologio biologico toglie tempo a chi si ammala e i necrologi, perfidi per chi li legge così spesso come i cittadini delle comunità della zona nord della provincia “babba”, sono sempre più frequenti: sette giorni fa si spegneva Gianfranco, 27 anni e malato di leucemia, e tre giorni fa saliva alla casa del signore Laura, 38 anni, malata oncologica.

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