Influenza, solo il quadrivalente si sta rivelando efficace

Il virus quest’anno appare inaspettatamente contagioso, si ammalano anche persone vaccinate. Non esiste alcun rimedio utile di tipo farmacologico che possa accorciare di un solo giorno la durata della malattia. I consigli del medico

La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018

Esattamente un secolo fa nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, dopo che il genere umano aveva seminato morte violenta su quasi tutto il pianeta e cancellato intere generazioni di giovani in Europa e in Italia, la natura mise il suo zampino su questo carnaio.

Un’impressionante epidemia d’influenza, la “Spagnola”, uccise oltre cinquanta milioni di persone in diverse parti della terra. In Europa la nazione che contò più vittime fu la Russia, stremata dalla lunga guerra, seguita, purtroppo, dall’Italia, dove i morti furono seicentomila su quattro milioni e mezzo di colpiti dal virus. Considerato che intere classi di giovani in Italia erano state strappate alle famiglie, già poverissime, del centro sud e spedite sulle Alpi a morire di freddo, fame, mitraglia e cannone, i danni umani, morali ed economico-sociali arrecati a intere generazioni cancellate dalle anagrafi furono incommensurabili per l’aggiunta dei milioni di morti per influenza. Pochi sanno che la maggior parte dei morti causati dalla “spagnola” furono giovani sotto i trenta anni di età.

Il virus che causò l’epidemia non aveva nulla a che vedere con la Spagna, nazione neutrale nella prima guerra mondiale ma che ebbe il coraggio di pubblicare notizie sull’epidemia terribile, cosa che non avvenne nelle nazioni in guerra a causa della censura. La convivenza umana in Oriente con polli e suini, anch’essi vittime di virus influenzali, aveva fatto in modo che un virus influenzale fosse mutato nella sua natura, creando un mostro sconosciuto agli anticorpi umani. Non lasciando scampo a chi non aveva avuto contatti anche parziali con quel tipo di virus (definito scientificamente A H1N1), furono proprio i giovani le vittime preferite. A onor del vero furono le truppe americane, venute a combattere in Europa, a portare il virus.

In Italia si ebbero moltissime vittime fra i medici e gli infermieri, tra i soldati già devastati dalla fame e dallo stress bellico, tra tutti quelli che lavoravano nel settore dei trasporti, paralizzando la nazione, già ridotta ai minimi termini dalla lunga guerra.

In sostanza l’influenza spagnola rimane fra le epidemie più terribili della storia dell’uomo dal momento  che uccise più persone della stessa prima guerra mondiale. Solo la peste nera del 1347, quasi dimezzando la popolazione europea di allora, superò il novero di quelle vittime.

Quest’anno facciamo i conti con un virus inaspettatamente contagioso.  Il virus influenzale ha virtù proteiformi e, per sua natura, muta con facilità. I vaccini per l’anno in corso vengono preparati su indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità isolando i virus circolanti nell’anno precedente. Basta che qualcuno dei tre virus scelti muti nel suo percorso dentro gli ammalati man mano che infetta le persone in Oriente o altrove, per rendere poco efficaci i vaccini.

Proprio in queste ore si definiscono le preoccupazioni di noi medici che vediamo anche alcuni vaccinati tra i soggetti colpiti. Pare che il virus che sta mettendo a letto un sacco di persone sia mutato rispetto a quanto atteso. Solo uno dei vaccini prescelti per quest’anno pare stia proteggendo i vaccinati ed è il quadrivalente, l’unico a contenere le difese per quattro virus diversi.

In Italia circola poco il virus australiano che tanti danni sta facendo in Inghilterra, dove i contagiati sono ben più che da noi. Per due mesi sono state bloccate tutte le attività non urgenti negli ospedali inglesi.

Un po’ di consigli utili per difendersi. Tenete chi ha più di sessantacinque anni e chi è fragile lontano dagli infetti. Si teme in queste ore che i vaccini adatti a quell’età potrebbero non dare le coperture sperate a meno che non abbiano praticato il vaccino quadrivalente, originariamente destinato a chi aveva età inferiore a sessantaquattro anni.

Stare sempre a un metro di distanza da chi è ammalato. Non toccarlo, non dare la mano, lavarsi le mani in continuazione se si è a contatto con ammalati. Mascherina sul naso di chi assiste gli ammalati e igiene delle mani. Evitare se possibile i luoghi affollati. Micidiali, per la loro pericolosità di trasmissione del virus, aeroporti e aerei. I più esposti sono i bambini e possono diffondere il virus per tempi più lunghi rispetto ai più grandi.

Non esiste alcun rimedio utile di tipo farmacologico che possa accorciare di un solo giorno la durata della malattia. Stare alla larga da antibiotici perché non servono e fanno pure male. Non cercare il medico per i primi giorni, solo paracetamolo per la febbre e i dolori muscolari e ossei, ricordandosi che l’effetto del farmaco dura sei ore. Qualche volta, a causa della violenza dei sintomi si è costretti a usare, sotto parere medico, il cortisone. Sappiate che può attenuare i sintomi più eclatanti ma allunga la durata globale della malattia ed espone a più facili ricadute. Il riposo a letto, i liquidi caldi in grande abbondanza, i “rimedi della nonna” restano gli unici presidi validi. La tosse dura almeno quindici giorni, usare i sedativi della tosse non i mucolitici, che non servono a nulla.

Il virus teme molto il calore (quindi anche la febbre alta lo combatte) e il bicarbonato di sodio nell’acqua bollente i cui vapori sono molto efficaci, se inalati spessissimo. Per fortuna, nonostante una contagiosità che non vedevamo da quindici anni, non si riscontra a tutt’oggi un aumento di mortalità, come avvenne per altre forme influenzali del passato. Di quest’ultima importante componente della malattia non c’è che da ringraziare solo la casualità: se il virus mutato avesse avuto certe caratteristiche avrebbe fatto milioni di morti lo stesso.

Una parola di speranza – Durante la Spagnola si salvarono con più facilità solo alcuni adulti o anziani che circa venti anni prima alla fine dell’Ottocento, avevano contratto un virus simile al famigerato AH1N1 e ne avevano il ricordo anticorpale.

E’ probabile che una prossima epidemia potrebbe presentarsi con caratteristiche di mortalità elevata e si salveranno solo i vaccinati. Più vaccini antiinfluenzali avranno praticato in vita maggiore sarà la possibilità di scampare alla morte. Anche un vaccino non adatto fornisce sempre una difesa maggiore di chi non ne ha mai fatti. Ce ne accorgiamo noi medici quando osserviamo la malattia nei vaccinati perché essa dura meno e lascia meno complicazioni.

Se ne desume che chi rischia maggiormente la vita siano i giovanissimi, i bambini, chi non prende mai l’influenza per natura (crepano fra i primi quando la contraggono o rimangono invalidi a vita), chi non si vaccina per paura, convinzione o sciatteria.

Sembra che i cretini, tradizionalmente intesi, muoiano meno degli altri perché, in genere, si fanno influenzare dal parere degli esperti. I cretini presuntuosi sono ad alto rischio, a meno che, intelligentemente, si vaccinino di nascosto, sperando di sfoltire la concorrenza. Andando al voto, spero che gli elettori si ricordino che l ‘Italia è nel mirino della scienza mondiale per causa degli antivaccinisti. Non sapremmo come definire chi suppone di sapere più dei tecnici.

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