A Siracusa altissimo e pericoloso consumo di protettori gastrici

Fra le tre città siciliane che ne consumano a iosa. Chi li prende rischia di morire per le cause più diverse in una percentuale del 25% in più rispetto a chi non li assume, può riportare più facilmente Alzheimer, perdita di memoria, disfunzioni renali, fratture…

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

In piena estate, a cavallo di ferragosto, l’Assessore alla Sanità Regionale ha firmato un decreto che ha costretto, con attuazione immediata, tutti i medici solo siciliani a redigere obbligatoriamente una scheda di monitoraggio per continuare a prescrivere ai cittadini i farmaci per la protezione dello stomaco. Ciò ha comportato file interminabili per gli ammalati e disagi a medici e farmacisti. Solo la grande perizia di un nostro rappresentante sindacale regionale, il dott. Luigi Galvano, ha evitato in piena estate questo disagio a tutti, facendo slittare l’applicazione della norma al 31 ottobre.

L’assessorato regionale ha accettato di ritardare l’applicazione del decreto solo se sarà immediatamente corretto un pauroso “gap” che faceva della Sicilia una delle regioni con i consumi più alti di questi medicinali. Per comprendere il fenomeno è necessario specificare che un siciliano consuma almeno il 30% in più di protettori gastrici rispetto all’italiano medio, determinando nelle sedi regolatorie tutta una serie di azioni tese a limitarne il consumo che, fino ad oggi, non hanno sortito nessun effetto.

La categoria dei gastro-protettori non è mai stata di libera prescrizione: due note limitative ne hanno sempre regolata la prescrizione riservandola solo a determinate categorie di ammalati. Queste limitazioni non sono mai state applicate alla lettera dai medici siciliani sulla base di una serie di motivazioni:

  • Una sicura sensazione di confort gastroduodenale che queste sostanze assicurano perché riducono di molto la produzione di acido nello stomaco.
  • Un mezzo efficace per mettere al sicuro dall’aspirina e dagli antinfiammatori lo stomaco delle persone anziane e, quindi, un presidio utile a quella medicina difensiva che, di fatto, sottrae fondi a quella curativa.
  • Una sorta di dipendenza che è indotta in chi soffre di reflusso (la famosa “acidità”) per cui alla sospensione dei gastro-protettori si scatena un aumento della sensazione spiacevole di bruciare.
  • Una predilezione in ambienti ospedalieri di usare queste sostanze per limitare i danni di una gastrite emorragica in situazioni di stress o per l’uso di farmaci aggressivi per la mucosa gastro-duodenale. Una forma di medicina difensiva che è estesa anche a domicilio con le prescrizioni alla dimissione.
  • Non ultima, la tendenza micidiale all’automedicazione e alle lauree istantanee in medicina su Google, per cui si è realizzata l’equivalenza tra somaro-presuntuoso- onnisciente che si prescrive la protezione anche per quei farmaci innocui per lo stomaco e medico stressato dai ricatti che cede il suo prestigio di professionista e tutore della salute alle pressanti richieste dei malati in preda agli ultimi spasmi di erosione malandrina del tutto gratis a tutti, dell’invalidità e accompagnamento al primo accennare della vecchiaia.

Cosa si nasconde dietro una norma così atipica e disonorevole per i medici siciliani? Firmando una ricetta ogni medico si assume già la responsabilità in senso lato di quel che prescrive.

Ciò, però, non è bastato a chi controlla le prescrizioni, e la spesa che ne deriva, per punire chi non rispetta le note limitative sulle prescrizioni di questi farmaci. Compilando una scheda di monitoraggio vi è un’assunzione di responsabilità molto più esplicita e gran parte dei medici, pur di non perdere quei dieci minuti che, spesso, non hanno, sono molto restii a farlo. Redigere fra 200 e 300 schede di monitoraggio per ogni medico, oltre tutte le schiaccianti regole burocratiche che portano alla compilazione di una ricetta, comporta un lavoro, aggiuntivo e non retribuito, di almeno cinquanta ore. Di conseguenza un disagio di maggiori attese e assembramenti negli studi medici e farmacie.

Inutile aspettarsi che la norma sia rispettata da ospedalieri e specialisti: sono gli unici che si sottraggono scientemente ai controlli perché non usano né la ricetta dematerializzata (super controllata e vagliata sia in ambito sanitario che di economia e finanza, in tempo reale) né la ricetta rossa. Questi ultimi usano da decenni il medico di famiglia come loro segretario inoltrando a lui, tramite i pazienti, i loro pezzi di carta non intestati e scritti in aramaico antico. Nonostante le leggi, non hanno mai nulla da temere né si ricorda una richiesta di denaro per indebite prescrizioni a ospedalieri, universitari e specialisti. Così non avviene per la medicina di famiglia, regolarmente controllata e spesso oggetto di richiesta d’indennizzi alle casse del sistema sanitario.

I medici di famiglia hanno accettato la sfida e sperano di non essere soggetti a quest’affronto burocratico delle schede di monitoraggio. Desiderano comportarsi come il resto d’Italia, facendo scendere le prescrizioni dei gastro-protettori del 30% per allinearsi ai dati medi nazionali.

D’altronde le ultime scoperte, molto preoccupanti, su chi assume giornalmente protettori gastrici costringono tutti, medici e pazienti, a ridurre e sospendere questi farmaci.

Sembra, infatti, dimostrato che chi prende in maniera continua un gastro-protettore rischi moltissimo. Il dato più clamoroso è che si rischia di morire per le cause più diverse in una percentuale del 25% in più rispetto a chi non li assume. Altro dato che minaccia i cronici assuntori è una maggiore frequenza di disturbi della memoria e di Alzheimer. Esistono conferme che si rischiano più fratture per traumi anche lievi e, da qualche tempo, si è dimostrato che si rischia molto sul versante della riduzione della funzione renale. Tutte motivazioni che ci vedono alleati nel promuovere una de-prescrizione di queste sostanze.

Solo i soggetti anziani con rischio di emorragie gastroduodenali e assunzione di aspirina dovranno assumerle per lungo tempo ma a dosaggi più bassi possibile. Le forme più gravi di esofagite non potranno sottrarsi all’uso continuo ma devono tendere sempre alle dosi minime.

Aggiungo, anche se non richiesto, una considerazione generale che credo utile soprattutto a chi ritiene di comprendere la scienza medica e di saperne applicare i criteri per curarsi. La secrezione acida dello stomaco ha una funzione importante che la natura ha predisposto. E’ così potente da uccidere germi e digerire molte sostanze ingerite. Eliminarla del tutto sicuramente sposta molti equilibri e causa ingresso di sostanze e germi che prima non potevano superare indenni questa difesa dell’organismo. Se è vero che il 90% delle cellule che ospitiamo sono quelle dei batteri del nostro intestino e che i materiali da essi prodotti interferiscono moltissimo sulle nostre funzioni vitali, non ci possiamo nascondere che tale popolazione batterica (il Microbiota) sia completamente differente in quelle persone che, avendo uno stomaco senza acido, lascino entrare nell’intestino flore batteriche che prima restavano escluse dalla coabitazione umana.

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti