Fimmg, Smi, Snami chiedono all’assessore regionale Gucciardi attenzione e rispetto Inapplicata la normativa della Rete d’emergenza 118, contratto fermo da 10 anni, rischio tagli nel segmento più delicato della sanità pubblica per un presunto riordino
La Civetta 7 Luglio 2017
Le organizzazioni sindacali FIMMG, SMI, SNAMI (medici di emergenza sanitaria territoriale 118 della Regione Sicilia) hanno proclamato, in questi giorni, lo stato di agitazione su tutto il territorio regionale. Una decisione a cui sono stati indotti, pressoché costretti, dall’indifferenza con cui l’assessore al ramo, Baldassare Gucciardi, unicamente mosso da una logica del risparmio del settore, esiziale se si parla di sanità pubblica, ha accolto le diffide congiunte già inviategli sia l’11 aprile che il 4 maggio scorsi. All’assessore si imputa di non aver ripreso le trattative per il rinnovo di un contratto, scaduto da ormai 10 anni, in spregio delle norme che prevedono la formalizzazione degli accordi regionali entro sei mesi dalla stipula dell’Accordo Collettivo Nazionale, firmato nel 2010, e di non aver provveduto al riordino del settore sia nella definizione degli organici che a livello economico, laddove, come per altro evidenziato dalla stessa Commissione Sanità dell’ARS, si registrano ingiustificabili disparità di trattamento retributivo per medici che operano nello stesso servizio e con identiche mansioni.
Nella diffida trasmessa ai Direttori Generali di tutte le aziende ospedaliere dell’isola, i sindacati evidenziano infatti che “risulta inopinatamente ancora inapplicata” la normativa della Rete d’emergenza 118 che prevede la presenza di sei medici di emergenza territoriale per ognuna delle quattro centrali operative, con compiti di supervisione del personale infermieristico, che assumono anche compiti di medico dell’automedica allocata presso la centrale operativa.
Si prevede da una parte che tale personale sia stabile e con orario totalmente dedicato, dall’altra che all’interno di ogni Centrale Operativa 118 sia individuato un responsabile formazione, un responsabile servizi territoriali di soccorso su ruota, un responsabile elisoccorso, un responsabile sistemi informativi e qualità.
Tale inerzia, ingiustificabile secondo le OOSS, deriverebbe evidentemente dalla sottovalutazione del delicato compito dei medici d’emergenza che svolgono una funzione fondamentale sia nella gestione dei pazienti critici a partire dal domicilio del paziente stesso, o laddove si è verificato l’evento patologico, sia nella riorganizzazione della rete ospedaliera poiché sono loro a dirigere il malato nell’ospedale più idoneo alle esigenze di salute accertate e a coordinare quindi l’intervento assistenziale da parte degli altri operatori del sistema.
Il timore espresso negli ormai molti e reiterati comunicati è dunque non solo che il sistema di emergenza regionale rimanga incompleto sine die ma che subisca tagli in seguito al recente decreto di riordino della rete ospedaliera varato dall’assessore Gucciardi.
“La necessità di dover garantire la sicurezza e la salvaguardia della salute dei cittadini impone che il servizio non venga compromesso dall’assenza della figura medica e dalla riduzione delle risorse impegnate – scrivono ancora i sindacati – La politica sta mettendo a dura prova la stabilità del sistema Sanitario Regionale nell’ambito dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118”. Nel caso ancora non vi fosse una risposta positiva alla richiesta di tornare al tavolo delle trattative, sarà dunque inevitabile il ricorso allo sciopero.

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