Focus della Procura di Roma sulla vicenda Open Land

Continuano le indagini di quattro PM sulla ipotesi della corruzione in atti giudiziari. Tra i protagonisti l’avv. Piero Amara “che al Consiglio di Stato si muove come un pesce nell’acqua”

I rapporti dell’avvocato con l’ex presidente del CGA siciliano, Riccardo Virgilio

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

L’avvocato Piero Amara, classe 69, da Augusta, nel servizio curato per L’Espresso dai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Nello Trocchia, relativo a un‘ennesima inchiesta della Procura di Roma che si inscrive nel grande alveo dello scandalo Consip, appare davvero essere indiscusso protagonista. Sullo sfondo invece il socio avvocato Giuseppe Calafiore, insieme nella società Dagi e nella Investment Eleven Ltd.

Una tempesta sembra essersi scatenata sui due, senza dar loro tregua. Solo un mese e mezzo fa, insieme ad altri (almeno una trentina le persone indagate), Amara e Calafiore erano finiti in una diversa inchiesta della stessa Procura in quanto cointeressati in società segnalate per frodi fiscali attraverso la fatturazione di “operazioni inesistenti, al fine di consentire ai destinatari l’evasione delle imposte”. Un vortice di nomi e srl/spa dove abbiamo ritrovato vecchie conoscenze dei nostri servizi giornalistici del 2011/12 e di cui ha scritto il direttore Franco Oddo nel numero del 21 aprile scorso. E probabilmente proprio nel corso di alcune perquisizioni dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria Gico, disposte dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, su input del pm di Napoli Henry John Woodcock a seguito di alcune intercettazioni telefoniche, sono stati rinvenuti documenti tali da far prospettare ai magistrati l’ipotesi dell’esistenza di un sistema corruttivo atto a configurare un vero e proprio mercimonio di sentenze in alcuni processi amministrativi: l’ipotesi di reato, gravissima, è di corruzione in atti giudiziari.

“Faccendieri, politici conniventi, giudici e professionisti che, dentro ai tribunali e al Consiglio di Stato, riuscirebbero a fare il bello e cattivo tempo” scrivono Fittipaldi e Trocchia, commentando che se i sospetti fossero confermati, sarebbe un vero e proprio colpo al cuore della giustizia amministrativa, cioè di quel settore giudiziario che, come ben si sa, è sempre più spesso chiamato a dirimere le controversie su appalti e risarcimenti.

Quindi il Consiglio di Stato quale “compensazione dei poteri economici e politici del Paese”.

Ma da noi, in Sicilia, il Consiglio di Stato si chiama Consiglio di Giustizia Amministrativa – il grado di giudizio definitivo cui si accede dopo il TAR – ed è “normale” porsi delle domande se tornano i nomi dei magistrati (o del magistrato) discussi. Presso questi uffici giudiziari infatti pendono le cause calde del territorio siracusano, in particolare quelle che riguardano le vicende del gruppo Frontino: Open Land/centro commerciale e l’edificazione di 71 villette, questioni spinose (spine di cactus) perché relative a eventuali risarcimenti per danni stramilionari, da tradurre in un aggravio fiscale, da una parte, per i cittadini siracusani (nel primo caso è il Comune di Siracusa ad essere direttamente coinvolto), dall’altra per i siciliani tutti (in gioco c’è la Soprintendenza di Siracusa, quindi il dipartimento regionale). Solo per fermarci a queste due vicende (ma ce ne sono altre) parliamo di 20 milioni di euro (nulla rispetto a quanto richiesto inizialmente dalla società, pretesa ridotta dallo stesso CGA di circa un terzo) di cui il Comune (noi tutti) ha già versato 2.800.000, e di altri 240/280 mln ancora sub iudice.

Centrale, nel servizio di Fittipaldi e Trocchia (da leggere integralmente per la dovizia di informazioni), il collegamento tra l’avvocato Amara e l’ex presidente aggiunto del Consiglio di StatoRiccardo Virgilio, “fino a un anno fa presidente (facente funzioni) del Consiglio di Stato. Alessandro Pajno, il nuovo numero uno di Palazzo Spada vicinissimo al capo dello Stato Sergio Mattarella, lo ha sostituito nel febbraio del 2016″.

Apprendiamo così che proprio nel corso di una perquisizione della società Dagi srl, sarebbero stati trovati documenti, scottanti, su alcune operazioni finanziarie del presidente Virgilio che, secondo L’Espresso, è titolare di un conto in Svizzera, aperto agli inizi degli anni ‘90, e avrebbe investito oltre 750 mila euro cash in una società maltese, la Investment Eleven Ltd, i cui soci appaiono schermati da un’altra fiduciaria sebbene lo stesso Amara abbia detto di esserne socio insieme a Calafiore.

Scrivono i due giornalisti: “Un contratto di finanziamento firmato il 4 novembre 2014 garantirebbe al consigliere di Stato un diritto di opzione per il controllo di quote della Teletouch, una società di cui è socio lo stesso Amara (Amara detiene solo il 10% di quote, 40mila euro non tutti versati, quote superiori hanno l’imprenditore Andrea Bacci, amico di Matteo Renzi e in passato socio d’affari del padre Tiziano, il genovese Mario Cavalcante, e due cittadini svizzeri: Andrea Bertocchi di Bellinzona e Moritz Piller del Canton Ticino, ndr). Spulciando i documenti della camera di commercio maltese, dove è conservato un verbale del 13 marzo 2017 della Investment Eleven, si legge che per finanziare l’operazione Teletouch (che dovrebbe garantire addirittura «un ritorno del 50 per cento l’anno», grazie anche a un memorandum d’intesa non vincolante con Telecom Italia firmato nel 2015 teso «a sviluppare la tecnologia N-Touch») e altri business legati al commercio del petrolio e del gas con Dubai (attraverso altre due società di Amara e del suo socio Giuseppe Calafiore), «la società ha sviluppato un accordo con il signor Riccardo Virgilio»…

Virgilio risulta anche sottoscrittore di una polizza sulla vita con la Credit Suisse Life (Bermuda) ltd, la società del colosso svizzero che è stata indagata dalla procura di Milano con l’accusa di aver aiutato migliaia di presunti evasori fiscali attraverso polizze vita fasulle. Leggendo il verbale della Investment dello scorso marzo, si scopre che i fondi investiti sono proprio «parte di una assicurazione sulla vita aperta nel 2006» dal giudice.

E Amara – “professionista esperto che, al Consiglio di Stato, si muove come un pesce nell’acqua” – ha gestito (proprio) un contenzioso sull’eredità della zia tra il magistrato suo cliente e altri eredi, che per chiudere la partita hanno deciso di donare alla famiglia Virgilio un appartamento ai Parioli del valore di circa 800 mila euro”.

Un connubio che dura da anni quindi e che apre a una serie d’interrogativi che le stesse Procure (di Siracusa come di Roma) dovrebbero porsi, almeno ora che sono all’attenzione anche di altre testate giornalistiche a tiratura nazionale come, per ultima, La Repubblica.

Noi abbiamo nel tempo documentato ciò che consideravamo delle anomalie negli sviluppi giudiziari in particolare della vicenda Open Land/centro commerciale ed AMGroup/71 villette. Le fluttuanti decisioni dei giudici amministrativi ci hanno spesso spiazzato e a volte sono sembrate poco motivabili a livello giuridico, come evidenziato dagli avvocati di controparte, e ancor di più hanno stupito alcune scelte relative ai consulenti nominati nel tempo dai giudici amministrativi.

Segue articolo: LE CONSULENZE

https://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2401:le-consulenze&catid=60:le-grandi-questioni&Itemid=154 

 

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