Ricerca su farmaci e inquinamento, premio SIMG al dr Artale

Importante riconoscimento per il medico, collaboratore del nostro giornale. “Solo pochissimi depuratori in Italia, nessuno in Sicilia – dice – sono in grado di abbattere o ridurre il contenuto di medicinali nei nostri mari”

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Il dr. Dino Artale, apprezzato medico di famiglia, diabetologo, nonché prezioso collaboratore de La Civetta di Minerva, consegue per la seconda volta (la prima nel 2014) il primo premio Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Il premio è stato assegnato nell’ambito del 33° Congresso nazionale SIMG, svoltosi a Firenze dal 24 al 26 di Novembre, e riguarda una sua originale ricerca in ambito farmacologico e ambientale.

Dr. Artale, ci parli di questa ricerca.

Mai come in quest’epoca della storia del pianeta si è avuto un così gran numero di persone trattate con una mole notevolissima di farmaci. Questi, eliminati attraverso urine e feci, continuano ad agire in forme diverse su tutto quello con cui vengono a contatto. Così accade nei mari, fiumi e laghi dove vengono convogliati i flussi dei cosiddetti depurati. Al momento attuale solo pochissimi depuratori in Italia – nessuno in Sicilia – sono in grado di abbattere o ridurre il contenuto di farmaci e nessun depuratore è in grado di impedire che essi finiscano nell’ambiente e poi in mare. Le ripercussioni sull’ambiente marino sono ancora parzialmente sconosciute ma è probabile che non si diagnostichi quello che si sconosce. Ho ritenuto, pertanto di effettuare lo studio della presenza nei nostri mari di farmaci e dei loro metaboliti e la ricerca di correttivi per evitare un danno al biosistema. Si è proposto lo studio di diverse realtà bio-ambientali, tra cui il porto di Siracusa e il mare antistante, Castellammare del Golfo e un tratto di mare tra Sciacca e Licata.

Quali sono le conseguenze dell’inquinamento da farmaci?

Negli ultimi decenni è stata evidenziata una riduzione della fertilità umana, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dovuto rivedere le caratteristiche di “normalità” dello spermiogramma. Ci sono ampi studi  sugli effetti ormonali nei maschi umani per l’assunzione di estrogeni da animali, da piante e da pesci o mitili. Ci si ritrova allergici o con una flora microbica antibiotico resistente a farmaci mai assunti Considerando l’importante riduzione del numero di pesci negli ultimi decenni, anche di quelle specie non commercializzate per uso alimentare, si può ipotizzare che vi siano delle condizioni ambientali che determinino una compromissione della riproduzione degli organismi marini. Nei pesci l’ermafroditismo è piuttosto diffuso. E’ evidente che stimoli ormonali anomali possono interferire con la fisiologia riproduttiva, giustificando il notevole impoverimento della biomassa dei nostri mari, indipendentemente dagli scarichi industriali e dai sistemi di pesca.

Quale il compito della Medicina Generale?

La nostra posizione all’interno del SSN ci consente di avere cognizione dell’enorme uso che si fa dei farmaci, sia per nostra iniziativa che per prescrizione indotta. Il compito essenziale di tutela globale della salute dei cittadini ci induce a sollevare e studiare il problema dell’inquinamento da farmaci dell’ambiente. Bisognerà imparare a riconoscere le nuove forme patologiche, sia umane che animali e vegetali ancora occulte, che ne derivano. Obiettivo secondario ai risultati dello studio sarà la ricerca di correttivi per evitare un danno al biosistema, per la cui realizzazione stiamo avanzando una proposta all’Assessorato Regionale che speriamo venga presa seriamente in considerazione.

Come cittadini, come ricercatori e come soggetti politici, i medici di medicina generale sono legittimamente orgogliosi di intestarsi una progettualità dal possibile rilievo nazionale e internazionale su una materia che riguarda l’uomo, l’ambiente e il mare.

Non è usuale per un medico della nostra realtà essere pluripremiato

E’ bellissimo vedere premiate le proprie fatiche. Con comprensibile commozione sono cordialmente grato a tutti quei colleghi autorevoli che mi hanno premiato e per aver avuto piena fiducia nel mio operato. Come spesso capita, non è semplice ricevere riscontro e giusta considerazione nel proprio territorio: da circa un anno aspetto ancora di ricevere udienza da un esperto con cariche importanti in materia. Un altro collega con cariche istituzionali ha deriso pubblicamente un mio articolo che avevo pubblicato su La Civetta in tal senso. Qualcun altro ha fatto di tutto per sminuirmi ma è stato travolto da un alto consenso e da un nuovo incarico societario nazionale assegnatomi (collaboratore nazionale Area Farmaco e prescrizione). Devo molto a chi deliberatamente si è messo di traverso perché mi ha dato la forza di lavorare ai limiti delle mie possibilità e di gettare il cuore oltre gli ostacoli.Ho capito allora che avevo da perseguire il risultato in solitudine rispetto a questa città La Ricerca premiata adesso è diventata un progetto regionale siciliano della Società Italiana di medicina generale, e questo mi riempie di orgoglio.

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