Azzeccagarbugli. Ha vinto il No. E piove lo stesso!

I fautori del SI’ hanno pensato che molti avessero votato NO sperando che, cadendo il governo, smettesse di piovere!

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Se a qualcuno fosse sfuggito, comunico ufficialmente che la Costituzione non ha subito lo sconvolgimento sperato da Renzi. Per dirla tutta, Renzi è stato bocciato, defenestrato, asfaltato, scacciato. Insomma ha finito.

Prontamente, bisogna riconoscerlo, ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, come aveva promesso. Mentre aspettiamo che faccia lo stesso la Boschi, poiché anch’essa lo aveva promesso (e, confessiamo, anche questo è stato un formidabile invito a votare NO), notiamo con estremo disappunto che, nonostante tutto, continua a piovere!

Piove che il governo sia ladro o meno, dunque! Eh, ma allora ce lo dovevano dire! No, perché i fautori del SI’ hanno pensato che molti avessero votato NO sperando che, cadendo il governo, smettesse di piovere! E mannaggia, questi Yes-Man, una buona comunicazione sociale, qualche letterina alle isole (comprese e incomprese), una campagna pubblicitaria porta a porta a Baltimora o Rio de Janeiro, un serio volantinaggio in Polinesia, in favore di Matteo e Maria Elena l’avrebbero fatta, per comunicare che avrebbe continuato a piovere lo stesso, se lo avessero capito per tempo! Niente da fare.

Da oggi, bando alle ciance, piova o meno, ci aspettiamo alcune cosucce che, tanto per gradire, mettiamo per iscritto nel dicembre 2016 e speriamo di non dover ripubblicare nel dicembre 2017. Ebbene, il nuovo governo ha dei compiti ineludibili: innanzi tutto deve mettere mani alle leggi sull’immigrazione e risolvere la questione minacciando, se del caso, l’Unione Europea  di fare le valigie modello Inghilterra e salutare con un bel Ciaone la Merkel e i quaranta suoi compari.

La situazione è questa: prendere o lasciare: o l’Unione Europea comporta oneri e onori o, altrimenti, se deve essere solo pronta a bacchettarci e pretendere, noi la molliamo e, comodi comodi, tanto per iniziare, mettiamo una bellissima tassa di ingresso in Italia per chi avesse voglia di vedere cosa c’è di veramente bello al mondo. Tassa che, ovviamente, sarebbe più alta per i tedeschi che, girando per le città con i famosi sandali e calzini corti, ci deturpano il paesaggio.

Immediatamente deve, ancora, mettere mani al mondo del lavoro e porre rimedio al danno incalcolabile provocato dalla Fornero, per gli esodati, per i contratti a tempo determinato, per i voucher, per i pensionati, per il processo del lavoro col rito cosiddetto semplificato, per l’art. 18 e quant’altro. Anche qui la situazione è gravissima e non si può rimandare: cominciamo con gli stipendi dei politici, e poi dei dirigenti e degli amministratori e, con una sfoltitina del 10-15% a questi signori, si riesce a dare una mano ai lavoratori veri.

Sempre immediatamente, deve rimodernare la Costituzione, riducendo il numero dei parlamentari ed eliminando il CNEL, possibilmente senza farlo in solitaria e lasciando stare, per il momento, le altre norme. Almeno finché non si affaccerà al palcoscenico della nuova politica qualche Costituzionalista serio e competente, in grado di discutere saggiamente delle norme scritte dai Padri Fondatori.

Ora, qui la vicenda è semplice: se mi rimettono un referendum col quale mi chiedono di nuovo se voglio ridurre i costi di funzionamento delle istituzioni pensando che io non sappia né leggere  né scrivere, glielo boccio di nuovo perché io voglio sapere PRIMA come intendono ridurre quei costi. Per esempio, se vogliono privatizzare la sanità o la scuola e sostenere che così si sono ridotti i costi, allora No Grazie. Avanti un altro.

Il  nuovo governo dovrà, inoltre, prontamente, riavviare i grandi cantieri nazionali e provvedere alla manutenzione di ponti, cavalcavia, strade, ospedali, scuole e uffici pubblici  di ogni genere. Capisco che anche qui siamo tutti a chiederci dove prendere i soldi: ho un paio di idee… qualcuna meno piacevole, come vendere un centinaio di opere d’arte che noi teniamo negli scantinati dei nostri musei e con il ricavato potremmo benissimo risistemare tutte le nostre strade, oppure fare finalmente pagare le tasse ai siti internet e alle slot machine, o ancora legalizzare e mettere in monopolio le droghe leggere o altro ancora (le idee non mancano).

Sempre tra le prime incombenze, il nuovo governo non dovrà dimenticare di ridurre drasticamente le tasse: sono assolutamente sproporzionate e, pertanto, esse stesse sono una reale induzione all’evasione o all’elusione fiscale. E’ fondamentale, sotto questo aspetto, eliminare del tutto la tassazione ai poveri d’Italia: niente ticket sanitari, niente marche da bollo qui e là, niente abbonamenti autobus o treni, niente. Per i più ricchi sarà un carico di poco conto, per i più poveri un aiuto concreto.

Ancora: il nuovo governo dovrà finirla di fare leggi in favore di banche e assicurazioni. Capisco che il crack di una banca ha effetti sconvolgenti, ma come ogni società per azioni, anche le banche devono chiamare a raccolta i propri soci e ricapitalizzare con patrimonio proprio. Del resto, quando le banche (esattamente come ogni società per azioni) distribuisce gli utili non li distribuisce tra i cittadini, ma tra i soci; al pari, quando deve sopportare le perdite, dovrà farlo fare ai soci, non ai cittadini. Renzi e Boschi si sono dimenticati del diritto commerciale, di come funzionano le società di capitali e di quali rischi corrono gli azionisti.

Insomma, di compitini il nuovo governo ne ha: del resto, dopo lunghi anni di inferno, di danni incalcolabili, di sonnacchioso tirare a campare, era più che prevedibile. Tra le primissime cose di cui dovrà occuparsi il nuovo governo, comunque, ce n’è una fondamentale: deve assolutamente far tornare il sole, perché piove, governo ladro, piove!

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