Farmacia dell’ospedale, orari ridotti e settimana corta

Mediamente in altre città la farmacia è aperta fino alle 14.30 e anche il sabato. A Siracusa se la prendono comoda. Grandi disagi per i malati, costretti a file estenuanti la maggior parte in piedi

 

La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016

47 persone in attesa. 8 sedie in tutto. Siamo davanti alla farmacia ospedaliera dell’ospedale Umberto I di Siracusa. Un laconico avviso ci informa che il pubblico si riceve dalle 10,30 (mai puntuale), alle 12,30 (puntualmente). Due persone al banco, una farmacista e una ausiliaria. Un’altra farmacista è assente da varie settimane ed è incerta la data di rientro. I pochissimi addetti si occupano di dispensare i farmaci sia ai reparti che al pubblico. Infatti il paziente dimesso ritira i farmaci prescritti presso la farmacia ospedaliera. Ma poiché le dimissioni avvengono dopo le 13, i pazienti usciti dal reparto trovano la farmacia chiusa. Se poi ti dimettono di venerdì, potrai ritirare i farmaci il lunedì successivo. A parte che anche uno studente di giurisprudenza saprebbe che ci troviamo dinanzi a una chiara interruzione di pubblico servizio, la cosa più odiosa è sentire l’indifferenza di operatori che davanti alle sacrosante lamentele dei cittadini, scrollano le spalle con un “Reclami in direzione”

Siamo andati a controllare come avviene l’erogazione dei farmaci ospedalieri nelle altre città d’Italia. Mediamente tutte le farmacie ospedaliere rimangono aperte al pubblico dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 14.30. Ciò dimostra che il problema da noi sollevato riguarda solo l’Asp di Siracusa. Chi si occupa di dirigere sistemi complessi sa riconoscere le cause di disfunzione di un processo. L’area ospedaliera disconosce l’abc della gestione. Hanno trasferito gli ambulatori specialistici da via Brenta, ex Inam, all’ospedale Umberto I°. Informare i cittadini attraverso una campagna di messaggi non è stato ritenuto necessario. Il povero paziente, anziano o disabile o in gravidanza, cerca un posteggio nel quartiere più ingolfato della città, dopo averlo trovato sale al piano in cui gli hanno prenotato la visita e a quel punto scopre che “ha sbagliato” (lui?), deve andare in ospedale. Il paziente (ma quanta pazienza deve avere?), giunto in ospedale, troverà un solo cartello all’ingresso a indicargli dove hanno portato gli ambulatori specialistici. Lungo il percorso non un solo cartello indicativo.

Se i dirigenti dell’Asp di Siracusa frequentassero qualche ospedale della Lombardia, magari imparerebbero il rispetto verso i pazienti. Che non ne facciano una carenza di fondi pubblici, i fogli indicativi stampati al PC costano un centesimo!

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti