Via Lido Sacramento, coi VV.UU. ci sarebbero forti incassi

La strada angusta per il mare assai trafficata ma i divieti non li rispetta nessuno. L’ipotesi di farne senso unico penalizzerebbe i residenti, e non si può nemmeno ampliarla

 

La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016

Via Lido Sacramento, ai suoi tempi, nacque come trazzera. E trazzera è rimasta. È vero: l’hanno asfaltata. Anche se è bucherellata da una miriade di allacci e tombini idrici e fognari. Il guaio è che la sede stradale è troppo esigua per sopportare l’intensità di un traffico costante nei due sensi. Né varrebbe il rimedio peggiore del male: e cioè un malaugurato “senso unico” che graverebbe pesantemente e in modo insopportabile sulle necessità quotidiane delle migliaia di abitazioni stanziali.

E c’è di peggio. Perché la strada è saggiamente provvista di perentori divieti di sorpasso e da un limite di velocità che vengono costantemente e allegramente disattesi dalla dissennatezza di troppi che la percorrono giorno e notte ad eccessiva andatura.

Si può dire che via Lido Sacramento, perciò, è una “miniera inutilizzata”, che potrebbe portare fiumi di soldoni nelle asfittiche casse comunali. Ma, a memoria d’uomo, non si riscontra l’ombra di una pattuglia di VV.UU.come se ne vedono in altri punti nevralgici della città. Perché via Lido Sacramento “è” un punto nevralgico. È percorsa da forsennati motocicli, da automobili, da camion, da autotreni con rimorchio, da autobus di linea, da pullman mastodontici.

Non occorre molta fantasia per immaginare cosa succede quando questi giganti della strada si fronteggiano da direzioni opposte, strisciando spesso contro i muri laterali. Ferma restando la ristrettezza della sede stradale, il solo deterrente per evitare perlomeno incidenti rimane l’attività tutoria dei VV.UU. per indurre gli abituali e diuturni trasgressori a più miti consigli.

Allargare la sede stradale con gli espropri per recuperare lo spazio necessario? Campa cavallo. Pensiamo alla miriade di opposizioni, agli alti lai, alle proteste, alla bagarre politica di chi ha “santi in paradiso”, e agli anni che durerebbero le vicissitudini burocratiche. E allora? Intanto si potrebbe cominciare con un assiduo controllo della disciplina veicolare come Dio e il codice della strada comandano, e nel rispetto della segnaletica esistente.

È verosimile che qualche siracusano, di vario livello, penserà: “Ma cu tutti i plobbremi ca ci su a Saraùsa, a chistu comu ci speccia a sburricari i morti?”. Meditate, gente, meditate…

 

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