Rischia la sospensione dall’esercizio della professione. Il presidente AIFA: “Abbiamo il dovere di essere estremamente razionali”. Casi celebri di turlupinatura quelli in cui incorsero l’autorevole rivista The Lancet e Robert De Niro
Non c’è sicurezza maggiore per i cittadini di sapere che sicuramente due più due fa quattro. Parliamo del medico trevigiano, segnalato all’Ordine dei Medici del capoluogo perché avrebbe sconsigliato ad alcune famiglie di svolgere la copertura vaccinale prevista in età pediatrica e per essersi pubblicamente schierato contro le profilassi previste durante l’infanzia. Il medico veneto rischia la sospensione temporanea dalla professione.
Il caso di Treviso, indipendentemente da come andrà a finire, crea un precedente e getta una nuova luce sul dibattito sui vaccini. Fino a che punto il medico può agire secondo coscienza personale e professionale? E, d’altro canto, come rendere cogente una prassi troppo spesso inficiata da falsi miti se non tramite lo strumento sanzionatorio? Senso di responsabilità nell’informare il cittadino e nel formarsi adeguatamente, per rispondere, prima di tutto, a un dovere deontologico. È questo l’appello lanciato dal presidente dell’AIFA, prof. Mario Melazzini, a cui Sanità informazione ha chiesto un parere sulla vicenda. «Sono un grande fautore dello strumento vaccino. Noi medici abbiamo il dovere di essere estremamente razionali e soprattutto di fornire le corrette informazioni alla persona destinataria della proposta vaccinale. Il vaccino è uno strumento estremamente valido per la prevenzione di tantissime malattie, molte delle quali sono state sconfitte nel corso degli anni: non possiamo correre il rischio che ritornino a discapito dei nostri figli, dei nostri nipoti. Lo dico sia come medico sia come presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco: la conoscenza è fondamentale, così come un’informazione corretta e non strumentalizzata nei confronti del cittadino, che non sempre è esperto in materia». Conoscenza equivale a formazione. Adeguata, costante e soprattutto aggiornata. Tuttavia sembrano essere ancora pochi i medici che assolvono in pieno l’obbligo di aggiornarsi con l’Educazione Continua in Medicina. Anche qui, sono state proposte sanzioni oppure in alternativa un sistema premiale che incentivi il medico a svolgere l’aggiornamento continuo.
In sostanza si comprende come più di qualche medico omette di aggiornarsi, pur non rinunciando a esprimere opinioni e dare consigli. Altri, ancora, non hanno le capacità di saper riconoscere la qualità scientifica di alcune pubblicazioni che rimangono neglette o rigettate dalla comunità scientifica.
E’ molto comune che sia medici dissenzienti sia, soprattutto, cittadini sprovveduti, ritengano valide le tesi più disparate, qualora trovino pubblicazioni in questo senso in qualsiasi forma e luogo.
L’equazione secondo la quale una cosa, solo perché detta in televisione, letta da qualche parte, pubblicata su un “social” sia vera, fa moltissime vittime, anche fra chi, in qualche modo, una cultura ce l’ha.
Bisogna sempre ricordare che chiunque può scrivere un articolo, ma le riviste scientifiche autorevoli (sono molto poche) non pubblicano qualsiasi cosa venga proposta.
Nel caso di “The Lancet”, forse la più autorevole rivista scientifica per medici e biologi, quando scoprì d’essere stata ingannata dall’autore della pubblicazione sull’autismo da vaccino, si trasformò nella peggiore nemica di quel medico, fino a ottenerne l’espulsione dalla professione.
Ecco un campo di intervento obbligatorio per gli ordini dei medici. Per colpa di qualcuno non si può pregiudicare l’autorevolezza di un’intera classe di professionisti e mettere a rischio intere generazioni di bambini per non vaccinarli.
L’evento di questi giorni sul ritiro da un concorso cinematografico di Robert De Niro, autore di un film sul rapporto tra vaccini e autismo ed egli stesso padre di un ragazzo autistico, s’inserisce proprio in questo filone. Avere appreso che la teoria era fondata sulle menzogne di un medico radiato dalla professione ha fatto crollare tutta l’impostazione del film e avrebbe esposto l’attore alle ritorsioni legali dei genitori di quei ragazzi uccisi o danneggiati dalle vaccinazioni mancate. In quest’ultimo caso i rapporti fra morte, malattie e mancato vaccino sono certissimi.

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