“100mila euro ai danneggiati da trasfusione e 20mila da vaccini”

Il Governo risponde all’interrogazione parlamentare dell’on. Sofia Amoddio (PD): “Fino al 2017 sono destinati 860.907.037 euro, compresi anche gli impegni futuri”

 

Tra le ultime iniziative dell’onorevole Sofia Amoddio del Partito Democratico, registriamo anche quella delicatissima sul risarcimento danni per i casi di contagio dovuti a trasfusione o vaccini per i quali ha presentato una interrogazione parlamentare.

Lei si è occupata con una interrogazione parlamentare dei risarcimenti danni nei casi di malasanità e in particolare per i contagi dei virus HIV e HCV post trasfusionali. Ha avuto una risposta?

Devo premettere che purtroppo sono migliaia i casi innanzi all’autorità giudiziaria aventi ad oggetto risarcimento danno alla salute derivato dal contagio del virus dell’HCV o HIV post-trasfusionale. La legge con la quale è stata autorizzata la transazione dei giudizi stanziava a partire dal 2003 un determinato budget. Oltre ai casi di epatite e HIV, il legislatore ha autorizzato il Ministero della salute a concludere transazioni con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o affetti da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali, danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che avevano instaurato, anteriormente al 1° gennaio 2008, azioni di risarcimento.

Perchè è passato così tanto tempo?

La questione è stata molto complessa sia per il numero dei casi sia per i diversi contenziosi. Alcune transazioni sono andate in porto. La prima transazione avvenuta nel 2003 ha portato a risarcire circa 800 emodanneggiati, con la cifra di euro 400 mila ai danneggiati e 620 mila agli eredi. Nel frattempo i tribunali e le corti di appello hanno continuato a condannare il Ministero della salute a risarcire gli emodanneggiati; pertanto, il Ministero ha avviato da marzo 2007 un’ulteriore transazione che si è concretizzata con l’emanazione della legge n. 222 del 29 novembre 2007 che ha stanziato 150 milioni di euro, mentre la successiva legge finanziaria, nel 2008, ha stanziato per le suddette transazioni euro 180 milioni annui; in data 11 gennaio 2008 la Corte di Cassazione a sezioni unite ha emesso una sentenza in materia di prescrizione in 5 anni. Tale sentenza, ha ridotto drasticamente numerose posizioni transattive. Così una circolare dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 20 ottobre 2009 fissava le modalità di presentazione delle domande di adesione alle transazioni per il risarcimento. I soggetti interessati alla stipula della transazione avrebbero dovuto presentare domanda di adesione al Ministero entro la data del 19 gennaio 2010 (90 giorni dalla data di pubblicazione della circolare applicativa).

Qual è stata la risposta del Ministero alla sua interrogazione?

Il Governo, rispondendo qualche giorno fa alla mia interrogazione, ha garantito il pagamento a titolo di equa riparazione di una somma di denaro pari a 100 mila euro per i danneggiati da trasfusione con sangue infetto o somministrazione di emoderivati infetti e di ventimila euro per i danneggiati da vaccinazione obbligatoria. Il pagamento della somma è subordinato alla formale rinuncia a qualsiasi azione risarcitoria intrapresa nei confronti dello stato.

Quindi finalmente queste persone potranno essere risarcite o i tempi si allungheranno a dismisura?

Il Ministero della salute ha garantito che la liquidazione degli importi avverrà entro il 31 dicembre 2017, sulla base di una graduatoria che tiene conto della gravità dei singoli casi. Su 2.395 casi in Italia, sarebbero stati emessi 1.295 ordini di pagamento.

Abbiamo la sicurezza che ministero ha impegnato le somme per pagare questi risarcimenti?

Certo. Al termine dell’esercizio finanziario 2007, sono state impegnate le somme di euro 94.000.000 ed euro 56.000.000, per un totale di euro 150.000.000, destinate a finanziare le transazioni.

Alla fine degli esercizi finanziari 2008, 2009 e 2011, è stata impegnata, per ciascun anno, la somma di euro 180.000.000; mentre alla fine dell’anno 2010 è stata impegnata la somma di euro 60 milioni, per un totale complessivo di euro 600.000.000.

Al termine dell’esercizio finanziario 2012, è stata impegnata la somma di euro 128.451.364, mentre nell’anno finanziario 2013 la somma impegnata è stata di euro 152.737.100. Quindi, le somme da poter utilizzare fino al 2017 sono pari ad euro 860.907.037,00 e sono comprensive anche degli impegni futuri sino a raggiungere il tetto previsto dall’articolo 6 del decreto ministeriale 4 maggio 2012, pari a 1935 milioni di euro.

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