Solo gli obesi e i malati di cuore devono stare attenti a non esagerare. Gli unici problemi potrebbero derivare dall’alto contenuto di acidi grassi saturi rispetto ad altri
L’Istituto Superiore di Sanità risponde ufficialmente al quesito se l’olio di palma sia dannoso per il consumo umano.
Al solito, c’è una sorpresa che ci deve far dubitare dell’informazione mediatica massificata ed etero diretta. Dietro gli allarmi supportati potentemente dai media, ci sono sempre i poteri occulti dell’economia. Persino giornalisti con fama consolidata di difesa dei cittadini consumatori cadono in queste trappole ben congegnate. E’ sempre una parziale verità a confondere le menti deboli che governano sia l’informazione sia la salute pubblica. Il ministro per la salute ha rivolto un quesito a quest’autorevole Istituto e la risposta arriva quando già tutti, in buona fede, si sono completamente convinti che gli allarmi erano giustificati.
Questa smentita non farà alcun rumore, pochissimi la comprenderanno: il falso scandalo ha raggiunto il suo scopo. Mi fa sorridere la vista delle giovani mamme ai supermercati che cercano con solerzia olio di palma nella composizione degli alimenti, mentre acquistano tranquillamente, quasi risollevate, quelli con la dizione grassi vegetali, margarine, burro, ignare che alcuni di questi sono, in alcuni casi, molto più pericolosi.
Il consumo di olio di palma, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, non è correlato all’aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti normali, giovani e in buona salute e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di grassi polinsaturi (pesci e alcuni oli vegetali).Nel parere, richiesto ed emesso dall’ISS, si legge come nella letteratura scientifica non sia riportata l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute.
Gli unici problemi potrebbero essere attribuiti al suo elevato contenuto di acidi grassi saturi rispetto ad altri grassi alimentari. Evidenze epidemiologiche attribuiscono, infatti, all’eccesso di acidi grassi saturi nella dieta effetti negativi sulla salute e, in particolare, un aumento del rischio di patologie cardio-vascolari. Bisogna, però, precisare che gli acidi grassi saturi sono molto presenti nella dieta delle persone comuni, attraverso il consumo di molti alimenti non trasformati che li contengono naturalmente, come latte e derivati, uova e carne. I grassi saturi non sono un veleno e sono necessari ai nostri bisogni, vanno solo limitati. Nel complesso, i principali organismi sanitari nazionali e internazionali raccomandano livelli di assunzione di acidi grassi saturi non superiori al 10% delle calorie totali. L’Istituto Superiore di Sanità conclude che “non ci sono evidenze dirette nella letteratura scientifica che l’olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/polinsaturi, quali, ad esempio, il burro, la panna o altri grassi animali”.Il suo consumo – prosegue il documento – non è correlato all’aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti che non abbiano problemi di colesterolo elevato, non obesi, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi. Insomma, l’olio di palma alle persone sane non fa alcun male. Solo i malati di obesità e malattie di cuore o metaboliche devono stare attenti a non esagerare non solo con l’olio di palma ma con tutte quelle cose che abbiano troppi grassi saturi (pensate ai salumi, le salsicce, i formaggi saporiti, strutto nel pane, sughi di maiale, panna, gelati etc.).
Anche l’eccessivo battage sull’olio d’oliva nasconde delle trappole. E’ un grasso ottimo ma molto calorico, non bisogna mai esagerare con le quantità.Infatti, cento grammi di olio di oliva apportano 900 calorie mentre il burro ha un contenuto calorico inferiore del 16%, pari a circa 758 calorie su 100 g. Utilizzando 20 grammi di burro anziché 20 di olio di oliva si risparmiano quindi 24 kcal. Il burro ha anche il vantaggio di essere facilmente dosabile, mentre si tende spesso a esagerare con le quantità di olio di oliva. È quindi del tutto infondata la convinzione secondo la quale l’olio è un alimento più leggero e meno calorico del burro. Caso mai è vero il contrario. L’inevitabile risultato è che le famiglie abbonderanno nel consumo di olio di oliva.
Insomma dietro certi girovita dilatati c’è un abuso proprio di olio d’oliva versato generosamente. Un po’ di burro può essere consumato con giudizio. Le margarine vanno bandite del tutto. Burro e olio di palma hanno qualche similitudine perché troppo ricchi di grassi saturi, non sono pericolosi in sé quanto, piuttosto, andrebbero limitati nella quantità, soprattutto se si è ammalati di malattie cardiovascolari.
Occhio, sempre e comunque, alle bufale mediatiche: servono a contare i gonzi! Nel frattempo, qualcuno, ben nascosto, fa nuovi affari e raccoglie i frutti dei suoi investimenti in stampa, televisioni, giornalismo corrotto. Sono prove generali di nuove forme di dittatura.

Commenti recenti