Gli operatori Asacom: spesso leggiamo annunci di finanziamenti che poi in realtà non arrivano. Quando si inizierà a vedere ciò che per legge (L. 104/92) spetta per diritto e non come se fosse una forma di “elemosina”?
Vediamo se avevamo ben compreso, domenica 7 febbraio sul Giornale di Sicilia, in prima pagina a titoloni sgargianti era stata resa la “notizia” che dalla Regione stavano arrivando 19 milioni di euro per le ex province (ancora non si è ben compreso che cosa siano diventate, visto che tutto è ancora in alto mare con i conseguenti disagi che vivono soprattutto gli operatori sociali Asacom) con priorità per la disabilità e i servizi ad essa connessi, quali l’assistenza scolastica da garantire in tutti gli istituti superiori frequentati da studenti con particolari disabilità sensoriali e motorie. Per Siracusa si è parlato dell’arrivo di un milione di euro che dovrebbe servire a garantire il suddetto servizio.
Ebbene? Come è andata a finire? Come troppe volte accaduto in questi mesi di facili annunci sui socials da parte di politici prontissimi a prendersi il merito “per aver salvato anche per quest’anno il servizio di assistenza scolastica garantendo le risorse finanziarie”, all’atto pratico c’è e continua ad esserci una dissonanza, visto che finora il servizio sta continuando ad essere erogato per la buona volontà ed un grande senso di responsabilità delle Coop. Sociali e di tutti gli Operatori Asacom che, pur senza vedere da mesi e mesi neanche un centesimo, stanno svolgendo ogni giorno la loro mansione con professionalità e con passione. Questo perché, nonostante questa figura sia tanto bistrattata dalle istituzioni politiche, sindacali ed anche da taluni pezzi di quelle scolastiche, essi credono fermamente nella loro funzione.
Quando si inizierà a vedere ciò che per legge (L. 104/92) spetta per diritto e non come se fosse una forma di “elemosina”? Si vuole solo sperare che non si tratti del solito annuncio propagandistico dal sapore elettorale, perché sinceramente i professionisti dell’Asacom, assieme alle famiglie e alle Coop. Sociali, si sono veramente stancati di leggere sui giornali una cosa che poi nella realtà dei fatti non solo neanche esiste ma di cui si finisce per non parlare per i mesi successivi, salvo nuovo annuncio.
Una riflessione bisogna fare sui dati forniti dalla Regione e riportati in quell’articolo: nel 2015 le Province siciliane hanno speso 550 milioni. Le spese relative alle funzioni sociali ammontano invece a meno del 5 per cento e sono pari a 23 milioni di cui 2,7 milioni per l’integrazione scolastica e sociale dei disabili sensoriali, 4,5 milioni per l’assistenza a scuola di alunni ciechi e sordomuti, 2,6 milioni per il trasporto scolastico dei portatori di handicap, 11 milioni per l’assistenza igienico-personale a scuola e 325 mila euro per le rette di ricovero. La domanda sorge spontanea: ma se la Regione nel 2015 ha erogato a tutte le province siciliane le risorse economiche per garantire il servizio di assistenza scolastica agli studenti disabili, come è possibile che tale servizio è partito con difficoltà a Siracusa e le Coop sociali si sono ritrovate senza soldi per poter pagare gli operatori Asacom?
Dopo un anno la situazione continua a rimanere tale e quale allo scorso anno ed è addirittura peggiorata, visto il ritardo con cui il servizio è partito (agli inizi di novembre e sempre con il paventato rischio della sospensione del servizio per mancanza di soldi, in extremis poi scongiurata) e gli operatori Asacom con le loro Coop sociali stanno continuando a lavorare senza soldi e a fare i salti mortali assieme a tutte le famiglie dei disabili. Se magari qualcuno dalla “provincia” si degnasse di una cortese risposta sarebbe veramente cosa “buona e giusta” oltre che gradita.

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