Non c’è ancora certezza che le onde elettromagnetiche causano tumori

Occorrono anni di studi e verifiche per formulare una valutazione scientifica. E’ stato così anche per il fumo e per l’amianto. Ma sul web corrono bufale spacciate per verità assolute

 

 

Come spesso accade, l’osservazione scientifica seria è lenta ma inesorabile.

Una recentissima pubblicazione specializzata ha fornito dati aggiornati su un’ampia “querelle” che anima la comunicazione mediatica. Rimangono delusi gli allarmisti che sanno sempre tutto prima degli altri. Nessuna dimostrazione che le onde elettromagnetiche causino tumori, rimangono non dimostrate le relazioni con le leucemie infantili e l’Istituto per la ricerca sul cancro (IARC) classifica queste fonti di energia come “possibilmente cancerogene”. Vuol dire che il loro effetto nocivo rimane ancora da dimostrare mentre, quando esistesse una condizione di rischio maggiore, si parlerebbe di”probabilmente cancerogene” o di “cancerogeni per l’uomo”. Niente certezze, perciò, su elettrodotti, linee ferroviarie ad alta velocità (in Sicilia non corriamo pericolo, ci tolgono anche i treni lumaca), impianti elettrici casalinghi, wi-fi, cellulari, PC e laptop, radar, antenne telefoniche cellulari, telefoni cordless, lampadine, microonde.

Ciò non vuole e non può garantire che queste forme di energia siano esenti da rischi; si continua, infatti, a studiarle nell’eventualità che lo diventino con il passare di decenni. Per il fumo e l’amianto sono occorsi più di trent’anni di osservazioni per stabilire la loro pericolosità, così avviene per le radiazioni emesse dalle apparecchiature che usiamo. Possiamo solo dire che dopo venti anni di osservazione non sono ancora dimostrate azioni dannose per l’uomo. Le ricerche continuano, sono stati spesi 19 milioni di euro per lo studio“ Interphone”, cercando una relazione fra uso di cellulari e tumori cerebrali, senza alcuna prova, finora. In effetti, sappiamo che il tempo per ingenerare un tumore cerebrale a volte supera i trent’anni, per cui non si può far altro che osservare i fenomeni e studiare ancora. Completamente assolti da molti anni i forni a microonde, del tutto privi di rischio.

Qualcuno dirà, allora: “Come fanno alcuni deficienti ad avere certezze e a pubblicizzarle in tutti i modiˮ? La prima spiegazione è che, spesso, hanno personalità patologiche, hanno sete di rivincite, vogliono acquistare consenso attorno alla loro persona. Magari hanno studiato per un po’ l’argomento, ritengono in poco tempo di avere acquisito tali conoscenze da saltare subito alle conclusioni. Spesso hanno un’istruzione sommaria, collezionato fallimenti in qualche campo, difficilmente hanno studi specifici nell’argomento e il loro lavoro, se ce l’hanno, è distante da quelle discipline.

I pastori di “bufale”hanno spesso l’ardire di entrare in collisione con i tecnici qualificati, convinti che la loro verità sia scomoda e che questi ultimi abbiano interesse a nascondere, perché corrotti e corruttibili, quello che per loro è chiarissimo e comprovato. Basta frequentare” i social” per avere un quadro chiarissimo di questo fenomeno, abbastanza pericoloso per l’opinione pubblica e la quiete sociale. Accade spessissimo che ignari cittadini si convincano delle cose che vedono pubblicate e facciano diventare virali certe notizie. Così si moltiplicano le bufale e nessuno di noi può dichiararsene immune.

Da qui la necessità di spernacchiare e sbugiardare immediatamente chi si fa vettore o propulsore di queste bufale, proprio con lo stesso mezzo, il web. Un’opera meritoria da una parte, pericolosa dall’altra perché si sa che i cretini vincono sempre, trascinandoci in un campo dove essi sono esperti e noi no.

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