PD contro Poltronesofà: vince il PD per 423 a 411!

Purtroppo l’arbitro, per natura cornuto, ma per diletto venduto, è stato di parte e, ad oggi, non ha ancora multato il PD che dal 2011 continua a dichiarare che la ripresa c’è, che si vede la luce in fondo al tunnel

 

Una straordinaria partita si è giocata, in Italia. In realtà non sembrerebbe ancora essere finita: è iniziata intorno al 2011 e dopo quattro anni, seppure è ancora in corso, è in netto vantaggio il Partito Democratico. Gli sfidanti hanno messo in campo tutti i loro gioielli, non hanno risparmiato energie e impegno, hanno lottato con tutte le loro forze. Purtroppo, a metà della partita il gruppo Poltronesofà si è visto puntare in faccia un cartellino giallo da un arbitro oggettivamente non proprio imparziale.

A Poltronesofà è stata contestata una condotta illecita: “Promozioni che non finiscono mai e sconti con date di scadenza non confermate. Pubblicità ingannevole, quindi, per cui Poltronesofà dovrà pagare una multa di mezzo milione di euro. La denuncia all’Antitrust era stata fatta ad aprile da Altroconsumo che ha segnalato promozioni che dovevano “terminare definitivamente domenica”. Ma la data di scadenza del messaggio pubblicitario, secondo l’Associazione, non arrivava mai. Tanto che il termine delle promozioni era, di fatto, posticipato di volta in volta.

Purtroppo, l’arbitro, per natura cornuto, ma per diletto venduto, è stato di parte e, ad oggi, non ha ancora multato il PD che dal 2011 continua a dichiarare che la ripresa c’è, che si vede la luce in fondo al tunnel, che il Pil è in aumento, che l’occupazione è risalita, che gli italiani stanno meglio e che il Paese ha ripreso a correre, smembrata la corruzione, dissolto il malaffare, riacquistata dignità all’estero.

Certo, sarebbe interessante sapere che cavolo fumino Monti, Letta, Renzi e gli altri del PD, perché a dirla tutta, ‘sta ripresa, come ha ben detto il poeta, parrebbe più che altro una ri-presa per i fondelli. Per completezza di informazione, vi riporto i titoli dei maggiori quotidiani nazionali: Monti (2011): «Mancano pochi mesi per vedere i segni della ripresa» Il presidente del consiglio al forum della Coldiretti. Forse Monti ha creduto che con la barzelletta di mandare la guardia di finanza a Natale a Cortina D’Ampezzo e Madonna di Campiglio avrebbe risollevato l’economia dello Stato. In realtà, ha ammarronato (come si dice in Francia) la stagione a quelli, s’è fatto ridere dietro da mezzo mondo ed ha lasciato il Paese non più in ginocchio, come lo aveva preso, ma a novanta gradi…

Al peggio non c’è fine. Infatti, dopo la barzelletta della guardia di finanza a controllare scontrini a Cortina d’Ampezzo, ha fatto fare al Paese la più micidiale figura di merda dell’intera via lattea con la vicenda dei Marò, lasciati a marcire, riportati in Italia e rispediti in India: neanche Paperoga sarebbe riuscito a fare di peggio.

Dopo di lui, Letta. Il poveraccio dichiarò, nel 2012, “Segnali di ripresa, serve stabilità. Il premier incontra Saccomanni e Visco”. Non contento, a Bolzano disse “Non mi farò logorare: c’è il grande problema di una legge elettorale, senza la quale le elezioni darebbero una ulteriore situazione di instabilità”. Ora, che Letta non si sia fatto logorare e che abbia garantito la stabilità, è sotto gli occhi di tutti. Poco importa: lui è sereno.

Certo, la campanella avrebbe voluto tirargliela in testa a quello zuccone di Renzi, ma da galantuomo qual è ha preferito cedere il passo ad un vero politico, ad un gigante della politica internazionale e monetaria, all’uomo del monte che avrebbe certamente colto i frutti maturi al punto giusto. Nel frattempo, di tanto in tanto ci segnalava che lo spread scendeva, e quindi era stato giusto cacciare il governo eletto e sostituirlo con quello gradito a Merkel, Napolitano, Banche Degli Usurai Riuniti spa, banda Bassotti e Giovani arrampicatori sociali di belle speranze snc.

E infatti, ci siamo beccati Renzi (lui sì che è sceso dalle stelle: ma per questo c’è da ringraziare il comico Grillo e il freschissimo Napolitano, nonché Bersani che passava da lì per caso, mentre andava a comprare un nuovo pettine per pettinare le bambole).

Praticamente il Presidente del Consiglio ogni giorno ci dà la grandiosa notizia che il Paese è in ripresa, che il PIL cresce, che l’occupazione aumenta, e che i bambini nascono sotto i cavoli, Babbo Natale esiste ed è puntuale, la befana porta il carbone solo ai berlusconiani ed ai grillini, e se ti cade il dentino non serve andare dal dentista perché puoi benissimo metterlo sotto al cuscino ed aspettare San Nicola, che le banche di parenti e amici si salvano nottetempo con un decretino veloce, veloce, con tanto di obbligo di segretezza… San Nicola per altro, ti porterà il soldino da consegnare al dentista, perché anche quello della mutua deve mangiare e Renzi se ne è dimenticato perché sta troppo sereno.

Ma, ad essere onesti, come potrebbe mai il Signor Renzi rendersi conto che dice fregnacce in tutte le lingue del mondo? Il poveraccio non può accorgersene, perché quando chiede lumi ai ministri si sente rispondere “beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeene, va tutto beeeeeeeeeeene, il Paese va beeeeeeeeeeeeeeeeene, il Pil va beeeeeeeeeeene” e lui mica si rende conto che se si mettesse a contare i ministri si addormenterebbe! Quello, del resto, è il metodo più antico del mondo per prendere sonno.

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