Rosalba Panvini la nuova Soprintendente, boicottata da SOS Siracusa

Da tempo Legambiente ne chiedeva la rimozione dai vertici della Soprintendenza di Ragusa, previa opportuna ispezione su atti e pareri ritenuti dall’associazione “illeciti”. Le auguriamo di smentire le accuse nella delicatissima gestione siracusana

 

La polemica, ultima per ordine di tempo, sulla ormai avvenuta nomina ai vertici della Soprintendenza di Siracusa della dottoressa Rosalba Panvini, di origini catanese e soprintendente prima a Caltanissetta e poi a Ragusa, è la ciliegina sulla torta di giorni all’insegna di discussioni sui beni monumentali e paesaggistici della città. Il dibattito infervorato sul Palazzo delle Poste trasformato in lussuoso albergo, secondo alcuni contravvenendo a disposizioni vigenti, e ancor prima, nei mesi precedenti, il tentativo contestatissimo di modificare lo storico asse viario della mastrarua per ‘andare incontro’ alle esigenze di sicurezza degli ospiti dell’Algilà (l’ingresso del prestigioso hotel è a filo di strada), è stato seguito dalle notizie incalzanti sulle modifiche del litorale di Terrauzza, presto dimenticate e consegnate all’oblio dal dibattito sul nuovo resort prospettato ad Ognina (sullo sfondo naturalmente la non ancora definita vicenda della Pillirina).

Discussioni che ben si collocano nella querelle nazionale, ad altissimo livello per la qualità degli interventi, che ha fatto da corollario alla decisione del ministro Franceschini di nominare quali direttori di musei e poli museali anche stranieri di sicuro valore ma forse non di specifica competenza per gli incarichi attribuiti (così il nostro Tomaso Montanari).

 E allora, in una carrellata su questi temi caldissimi, partiamo proprio dall’istituzione cui compete la tutela dei beni monumentali come del paesaggio: la Soprintendenza.

E’ firmato da SOS Siracusa l’intervento più duro e chiaro e la richiesta ai parlamentari regionali, così come agli stessi vertici dell’amministrazione siciliana, di agire in modo tale da individuare un Soprintendente in grado di non disperdere il prezioso lavoro condotto fino all’ultimo dalla dottoressa Beatrice Basile per tutelare e promuovere i beni culturali patrimonio comune nei giorni precedenti la nomina della Panvini.

Pesanti le responsabilità attribuitele da SOS: “L’approvazione di opere a mare per la difesa dell’erosione marina che prevedono scogliere artificiali e frangiflutti in diversi comuni della provincia; l’autorizzazione alla costruzione di decine di ville in campagna ad uso rurale e residenziale turistico senza adeguati controlli in merito all’effettivo collegamento alla conduzione agricola del fondo (per alcune di esse il Comune di Ragusa avrebbe addirittura accertato la lottizzazione abusiva, ndr); il rilascio di un nulla osta per la costruzione di uno stabilimento balneare in zona di tutela 3 presentato dal Donnafugata Golf Resort nonostante le strutture, per stessa ammissione della società, fossero opere non precarie e non amovibili; il rilascio di due autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi tramite trivellazioni in terreni agricoli lungo i fiumi Irminio e Pizzillo; l’autorizzazione alla realizzazione di pale eoliche presso la “Rupe di Marianopoli”, zona vincolata e sito di interesse comunitario, quando ha rivestito la massima carica presso la Soprintendenza di Caltanissetta; e ancora, last butnotleast, il permesso a realizzare un ascensore nella rocca di San Paolino a Sutera, in provincia di Caltanissetta, ribattezzato come uno degli “ecomostri più brutti d’Italia”, scelta, secondo Italia Nostra, “scriteriata e sbagliata”.

Da tempo infatti Legambiente chiede la rimozione della Panvini dai vertici della Soprintendenza di Ragusa, previa opportuna ispezione su atti e pareri ritenuti dall’associazione “illeciti”.

Un fuoco incrociato quindi quello delle associazioni ambientaliste a cui la dottoressa Panvini sicuramente risponderà (disattesa la nostra richiesta di intervista quando la nomina si ipotizzava  soltanto). Non possiamo che augurarle di smentire nei fatti quanto le si rimprovera e di affrontare con competenza e spirito libero le tante questioni spinose del territorio, avvalendosi proprio di quelle professionalità che in questi anni sono state bersaglio di imprenditori e studi legali, per chiudere così finalmente un periodo di altissima conflittualità.

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