Abbondano le diarree e le nevrosi, che scatenano la richiesta di risonanze magnetiche e tac per accertare patologie spesso inesistenti. Tra coloro che lavoricchiano, aumenta la richiesta di certificati medici, profittando del welfare. E il “no” del medico diventa un’offesa da lavare.
FA SEMPRE PIU’ CALDO – A me non piace più l’estate. Non piace almeno dagli anni ’80. Fa troppo caldo. Soffro l’afa e odio sudare. Preferisco lavorare. Così non la pensano i colleghi associati con me che, al pari di tutti gli italiani, fanno le ferie in luglio e ancor più in agosto. Ci vorrebbero andare tutti contemporaneamente. Mi lasciano da curare anche i loro pazienti così, io, d’estate, lavoro almeno per tre volte il mio usuale.
Di che si ammalano i Siracusani in estate? Di tutto: è la prima risposta che mi viene in mente.
UNA CITTA’ DI VECCHIE TESTE DURE – Ogni anno la nostra azienda sanitaria ci manda dei comunicati allarmanti (un po’ mi fanno ridere per la loro scontata inutilità) per tutelare dalle ondate di calore gli anziani e i soggetti più fragili. Hai voglia a raccomandare l’uso di ventilatori e di condizionatori! La risposta concorde degli anziani siracusani è che questi arnesi fanno male, aumentano i dolori e i raffreddori. Così, anno dopo anno, mentre il caldo diventa pauroso sempre più e fa nuovi record, i vecchi continuano con gli antichi ed inutili rimedi ma si guardano bene dal bere il doppio e dall’accendere ventilatori e condizionatori.
Inutile spiegare cosa sia capace di fare il caldo siracusano alle persone fragili. Porto loro l’esempio della verdura e frutta lasciate fuori dal frigo per due giorni. Tutti concordano che diventano avvizzite e mosce ed io ripeto che così accade alle persone se non si difendono dal caldo. La testa rimane dura, l’aria condizionata fa male e il ventilatore pure! Conseguenza ne è che tutti gli anziani perdono quel po’ di forza residua e si sentono peggio. Da almeno trent’anni i medici sono costretti a rivedere d’estate tutte le cure per la pressione alta per il riscontro frequentissimo d’ipotensione negli ipertesi. L’afa, infatti, procura riduzione dei valori pressori e la sudorazione continua fa perdere sali minerali (il sudore è salato), aggravando il fenomeno, soprattutto in chi usa diuretici nei farmaci per la pressione.
DIARREE ALLA GRANDE – Altra protagonista fissa delle estati siracusane presso il medico è la diarrea in tutte le sue espressioni. Per lo più virale ed epidemica ma anche dispeptica, vista la tendenza estiva a mangiare cose che la procurano. Con timore guardo a quelle causate da ricci di mare e cozze, con simpatia a quelle da indigestione d’anguria, troppi gelati e granite, da fichi e fichi d’india (slurp!), con rassegnazione a quelle virali, in grande aumento nell’ultimo lustro. Tutti a comprare fermenti lattici, convinti che curino la diarrea mentre, di fatto, ingrassano chi li vende e lasciano le cose come stanno, fino a quando madre natura provvede a guarirci da sola.
ANCHE LE NEVROSI PEGGIORANO – Non mancano le incursioni ripetute dei malati di “stinnicchio”. Il caldo fa peggiorare tutte le malattie psichiatriche per cui non cessa la solita danza dei fissati che cercano di convincere il medico che la loro diarrea non è come quella degli altri ma nasconde sicuramente qualcosa di male, che la stanchezza e la spossatezza di cui si lamentano è foriera di brutte nuove, per cui, dopo aver ripassato tutte le malattie sul dottor Google, te le vengono a raccontare con fare poliziesco. Chiedono sempre nuovi accertamenti, si farebbero TAC e RISONANZE tutte le settimane, cercano sempre tumori strani quando sono esentati dal ticket. Se invece devono pagare i profumatissimi ticket sanitari siciliani, si accontentano di torturare il medico di famiglia ogni due o tre giorni, tanto è gratis. Non li potrà mai convincere nessuno che la loro malattia è nel cervello, credono sempre che il medico sia somaro, che non li capisca nessuno, cercano sempre il santone specialista che azzecchi la malattia. Per fortuna il tempo è galantuomo, invecchiano meglio di altri cercando strane malattie, restando sostanzialmente sani di corpo e marci nell’anima.
LE SOLITE SCENE ALL’ITALIANA – Non si può parlare dello scenario medico estivo se non si parla della danza dei certificati. C’è sempre qualcuno che ci marcia, che cerca di allungarsi le ferie, che si dà la prognosi da solo: insomma lo sport abituale del siciliano accattone. Perché accattone, un termine così offensivo, ai miei amati concittadini? Come potremmo mai scordare i salti mortali, il voto di scambio, il “pescecanismo” strutturato per accaparrarsi un posto di lavoro, in posti dove la disoccupazione e l’emigrazione sono non solo un ricordo ancor vivo e presente ma una terribile realtà! Per l’ex accattone, poi, acchiappato il leggendario posto sicuro, ogni scusa è buona per approfittare delle conquiste residue del vecchio socialismo: la malattia a gogò, la pensione privilegiata, l’infortunio, la causa di servizio, l’invalidità, la mansione superiore, la ricerca pervicace di tutti i diritti e la negazione, anche concettuale, di avere dei doveri. Al primo contrasto in ambito lavorativo o di carriera si vuol dare ammalato. Che sensibilità! Che finezza di intenti! Che senso civico e morale!
Insomma una lotta quotidiana, una fatica di Sisifo, una delusione continua. Penso a quanti, istruiti a sufficienza e in ruoli direttivi, politici e professionali di prestigio, credono di poter estorcere vantaggi personali illegittimi dalle conquiste sociali eroiche del secolo scorso, come l’essere pagati se malati, la pensione etc..!
E ogni “no”del medico equivale a un’offesa da lavarsi con l’odio ed il cambio del medico, oppure con apprezzamenti tipo: ”Lei, caro dottore, con i certificati è stitico!”
Poi dice che uno si butta a sinistra, direbbe Totò!

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