I pannelli di vetro di Emanuela Di Bella diventano oggetti di design

Interessantissima mostra permanente nello showroom Comelia Arredi di viale Teracati. L’eclettica artista, imprevedibile e anarchica come la materia che lavora: “Ho iniziato a sperimentare, accostando al vetro materiali come la sabbia vulcanica, i fossili, i metalli, la terracotta”

“Sono partita dal restauro delle vetrate delle chiese”, ci racconta. “Utilizzavo tecniche tradizionali come la Tiffany o la piombatura medievale, poi ho iniziato a sperimentare, accostando al vetro materiali come la sabbia vulcanica, i fossili, i metalli, la terracotta. Ma occorre un animo particolare per accostarsi al vetro: se ci poniamo attenzione, sono pochi gli artisti che si sono cimentati con questo materiale, l’ultimo che l’uomo ha imparato a lavorare dopo averlo ottenuto quasi per caso”.

Emanuela Di Bella ci parla di Fenici e di Plinio, di cristalli boemi e di mercurio, di miscele e vetri piombati: la storia di questo materiale è la storia della civiltà, di commerci e società. Una finestra è la spia della ricchezza di una classe sociale, una vetrata è lo specchio dello splendore della Chiesa, un panetto di vetro ci racconta i viaggi di vascelli, la vita nelle botteghe dei mastri vetrai, la lotta contro incrinature e bolle, l’evoluzione della tecnologia.

“Qui e altrove” lo sguardo e l’animo del visitatore sono immersi e trasportati nel percorso da un cielo a un albero, da una pianta d’agave a un paesaggio interiore, ri-creati grazie ad un materiale che l’uomo ha imparato a padroneggiare dopo secoli di tentativi.

 “Qui e altrove”: pannelli di vetro che diventano oggetti di design, retroilluminati a led per creare un’atmosfera morbida e intima. E non solo. Acquerelli su vetro – fragile e tagliente insieme, contradditorio e solido – dipinto come se fosse carta: un po’ una metafora della trasformazione alchemica della materia, che si spiritualizza e accoglie suggestioni superiori.

La permanente, recensita tra gli altri da Giampiero Ignaccolo, sarà visitabile per qualche mese.

 

 

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