Fin dalla più remota età dell’uomo sulla terra, la gamma cromatica della natura è stata motivo di osservazione per conoscerne significati, simboli, corrispondenze dalle quali sono scaturite tante credenze. I colori sono stati usati nei riti religiosi, nell’arte, nella magia, connotando le diverse culture nel corso dei secoli. Dal fascino, che essi esercitano, sono rimasti ammaliati filosofi e scienziati di ogni tempo e in epoca illuministica anche il poeta Goethe (1749-1832), genio fra i più poderosi e poliedrici del suo tempo, del quale ricordiamo “La teoria dei colori” li studiò nella consapevolezza di quanto gli uomini abbiano bisogno dei colori come della luce. Nasciamo, cresciamo, ci sviluppiamo in una sfera pervasa da colori mattutini e serali, che variano secondo le stagioni e le perturbazioni atmosferiche. Fatto, che ha permesso di capire quanto essi influenzino l’umore, l’equilibrio psicofisico, quanto bisogno abbiamo della loro bellezza e varietà cromatica. Tant’è che cerchiamo di imitarli nei tanti aspetti pratici e artistici della vita. I colori distinguono le razze, le gemme e i minerali, i mantelli degli animali domestici e selvatici, le piante e i fiori, la frutta, le erbe e gli ortaggi. E l’uomo li ha trasferiti nella sua vita colorando le bandiere nazionali e la segnaletica, gli stemmi comunali e regionali, le case e le scuole, l’abbigliamento civile e le divise dei corpi militari, le confezioni alimentari e farmaceutiche, nell’arte pittorica. Ma qual è il meccanismo per vedere e distinguere i colori? Esse sono reazioni elettromagnetiche e per comodità si sono fissati sette colori fondamentali o colori dell’iride, che comprendono il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco, il violetto. Questi, fondendosi, compongono la luce solare o bianca e, mescolandosi, originano una tavolozza di infiniti colori e sfumature. Dio li creò e li adoperò non soltanto per rendere varia e bella la terra, l’intera creazione, ma per parlare alla mente e al cuore dell’uomo, per ispirarlo e ricondurlo a Lui. Tant’è che pose i Suoi colori nell’arcobaleno, simbolo del ponte di riconciliazione che Gesù il Cristo o Messia è con la Sua espiazione tra l’uomo e Dio come viceversa. La constatazione nel tempo del potere dei colori di parlare in molte lingue, di incidere nella sfera dei sentimenti e delle emozioni, di interagire con la persona, ha indotto la psicanalisi a studiarli per capire l’individuo, chi siamo. Attraverso la preferenza o il rifiuto di un colore emergono tratti del carattere della persona e tale reazione ha permesso di distinguere i colori in positivi e negativi, dinamici e opachi. Catalogazione che rispecchia vicende religiose e credenze popolari tramandate nei millenni di storia umana. Basta considerare i colori che eccellono nelle case per Natale e Capodanno, per Pasqua, nei fiori per i nostri cari defunti, nei compleanni e onomastici, per San Valentino. Dagli studi condotti da psicologi e da medici è nata la cromoterapia applicata in specifici campi, mentre gli studiosi del simbolo ci hanno permesso di conoscere il significato di ogni colore e la gemma ad esso associata. Il bianco, opposto al nero (il colore della vita che ha inizio nel grembo materno e nel grembo della terra finché non si manifesta, viene alla luce), in ogni civiltà ha rappresentato la purezza, l’integrità. Ad esso sono associati il diamante e lo zircone, che hanno proprietà scaramantiche. Il blu e l’azzurro, poiché si riferiscono al cielo, luogo della Divinità, della gioia e dell’immortalità, attirano le forze benefiche del cielo e quindi nastri e vestiti azzurri, lapislazzuli e turchesi hanno tale potere. Il verde, simbolo della fertilità, della giovinezza, della rinascita, ha un significato magico di salute e la giada è la pietra ad esso ragguagliata. Il giallo richiama lo splendore del sole e dell’oro, quindi la regalità, il potere e la ricchezza della terra, affidata alla cura saggia dell’uomo. Il topazio giallo è la gemma corrispondente, Il rosso, anche nelle sue diverse gradazioni, è il colore del vigore e della forza, della passione e della fierezza. Viene associato al sangue e al vino. Ha proprietà catartiche e porta fortuna. Infatti sono tanti gli amuleti di corallo e di agata rossa oltre ai nastri e ai cuoricini confezionati con stoffa rossa. L’arancione è il colore dell’ottimismo, della spontaneità. Chi lo preferisce è una persona aperta e sincera. La sua pietra è il cristallo di rocca per la sua iridescenza. L’indaco e il violetto sono i colori della mistica, della nobiltà e della saggezza. La sua gemma è l’ametista nelle sue diverse tonalità. Essa era considerata la pietra della guarigione. Dalla combinazione del verde col rosso nasce il marrone, il colore della terra e del tronco degli alberi. Simboleggia la prudenza, la pazienza e la tenacia. La corniola ne è il simbolo. Mischiando il nero col bianco si ottiene il grigio perla o più scuro. È il colore della perfetta neutralità, dell’eleganza, come le perle che vanno bene per ogni occasione. I colori, dunque, esprimono il gusto personale. Sono scelti in armonia col proprio carattere, col proprio senso di bellezza. Anche la terra con le sue tante cromie esprime i suoi tanti arcobaleni che caratterizzano le quattro stagioni.
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