DA NON PERDERE

Soprintendenza, la rimozione di Lanteri Trigilia e Spataro sa di resa dei conti

 La rimozione dei dirigenti delle Unità Operative è l’epilogo di una stagione in cui l’Ufficio di Siracusa è stato scevro dalle logiche politiche e fedele alla missione di tutela e fruizione del paesaggio e del territorio

Quanto accaduto in relazione alla sospensione dal ruolo di soprintendente di Siracusa della dottoressa Beatrice Basile ha dei buchi oscuri che si ravvisano nella procedura utilizzata dal Direttore Generale dell’assessorato ai BB.CC. della Regione Siciliana dottor Salvatore Giglione.

La visita ispettiva del 6 agosto, la chiusura indagini il 13 agosto, l’avvio del provvedimento di revoca del successivo 22 e il provvedimento di sospensione con l’indicazione di un interim del 3 settembre, non contengono le motivazioni per le quali la dottoressa Basile viene “accusata”, poi “accertata” e infine “condannata”.

A tutt’oggi le motivazioni della sua sospensione restano quanto mai misteriose. Si apprende da altre fonti (Facebook) che tutto parte da una segnalazione anonima su un provvedimento autorizzativo, rilasciato all’assessore regionale Mariarita Sgarlata, per la realizzazione di una piscina nella sua villa a mare. Manufatto che, per tipo e modalità di intervento, non necessita di richieste autorizzative in quanto trattasi di piscina fuori terra prefabbricata ed amovibile. L’accertamento in loco del Corpo Forestale dello Stato, avvenuto a seguito della segnalazione anonima, non riscontra irregolarità. Strano quindi che venga adottato un provvedimento così estremo.

Fin qui i la cronologia dei fatti. 

Abbiamo anche appreso che il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, è stato il destinatario di un dossier, recapitato dall‘on.le Pippo Gianni del Pdr (partito in cui milita l’on.le Michele Cimino parente stretto del dott. Giglione e che esprimeva l’assessore Giusy Furnari, titolare dell’assessorato ai BB.CC.), contenente solo una parte della vicenda “piscina della Sgarlata”. Il documento, costruito ad arte per simulare un abuso e indurre a prendere i provvedimenti conseguenti nei confronti della dottoressa Basile, è stato stigmatizzato e paragonato, per modalità e tempismo,  al cosiddetto “Metodo Boffo”.

Hanno scritto a sostegno della soprintendente Basile, intervistati da Gaspare Urso per il Giornale di Sicilia, che “il Presidente della Regione deve cambiare modi e guardare alla qualità degli uomini e che le persone vanno rimosse quando non fanno il proprio dovere e la decisione di rimuoverla fa piuttosto pensare a un voler togliere qualcuno che è scomodo” (Vittorio Sgarbi). Che “le soprintendenze furono concepite come alti organi tecnico-scientifici di ricerca e di conoscenza del territorio e dovrebbero sfuggire completamente agli arbitri e agli opportunismi della politica. Che la funzione di tutela del paesaggio e dei beni archeologici e artistici, garantita dalla Costituzione, deve essere superiore a qualsiasi interesse politico” (Salvatore Settis). Che “ancora una volta la Sicilia rischia di offrire una prova non felice nella gestione dei beni culturali” (Giuliano Volpe). Che “pur di compiacere costruttori e politici di assai dubbia fama, la Regione giunge ad azzerare tutti i soprintendenti, per colpirne una” (Tomaso Montanari).

Quanto accaduto nel mese di agosto all’assessorato ai BB.CC. siciliano ha dell’incredibile. L’avvio dell’atto di revoca di tutti i soprintendenti siciliani infatti, se contestualizzato correttamente, renderebbe plausibile l’ipotesi, espressa in un articolo di Tomaso Montanari sul Fatto Quotidiano,  che l’unico bersaglio da colpire fosse la dottoressa Basile.

Dopo un’estate calda, la soprintendenza di Siracusa vive ora un autunno di pari calore. La rimozione della Basile è apparsa da subito come l’inizio di una resa dei conti, tutta politica, sulla base di una continua speculazione sul territorio di Siracusa. La fine era già scritta e oggi ne abbiamo tristemente contezza. 

La rimozione dei dirigenti delle Unità Operative, Rosa Lanteri (archeologica), Alessandra Trigilia (paesaggistica), Aldo Spataro (architettonica) sono l’epilogo di una stagione in cui la Soprintendenza di Siracusa è stata scevra dalle logiche politiche e fedele alla missione di tutela e fruizione del paesaggio e del territorio. Questo atto, compiuto dal Direttore Generale dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, vorrebbe avere l’alibi dell’assenza di una guida politica, ma si conoscono bene i mandanti, e i nomi di chi è stato scelto per le sostituzioni, nel mese di settembre, già erano stati anticipati.

 

Da leggere

L’occhio della Zillica. Un racconto di Giuseppe Raudino

É un pomeriggio d’agosto e sto seduto sull’orlo della banchina al porto Lachio. Le mie …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti