Riserva Ciane-Saline, l’affondo di Giuseppe Patti: “Maxiprogetto inutile, il Comune faccia la sua parte”

Nel corso della seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa dedicata alle sorti della Riserva Ciane-Saline, l’architetto Giuseppe Patti, già esponente di WWF ed ex componente del consiglio provinciale scientifico, richiamando la presa di posizione assunta dall’associazione già il 1° dicembre 2025 sulle perplessità relative a interventi ritenuti poco prioritari, costosi o addirittura dannosi – come l’avanotteria o il ripristino della Casa del Sale, opera già ristrutturata vent’anni fa e poi abbandonata con potenziale danno erariale -, ha ripercorso il percorso di approfondimento sul campo che ha mostrato l’inutilità del maxiprogetto da 5,5 milioni di euro.

Rivolgendosi direttamente all’aula, l’architetto ha lasciato un vero e proprio promemoria programmatico ai consiglieri, ricordando che, sebbene la gestione spetti al Libero Consorzio e la tutela alla Regione, il Comune possiede precise responsabilità su pianificazione urbanistica, gestione dei rifiuti, viabilità e protezione civile, potendo e dovendo così esercitare funzioni decisive di indirizzo politico, controllo e coordinamento.

L’intervento ha quindi dettagliato le sei emergenze territoriali su cui il Comune deve pretendere risposte e agire – dall’erosione costiera al degrado del fiume e del papiro, fino al contrasto all’abbandono di rifiuti, alla prevenzione degli incendi, alle pressioni urbanistiche e alla mancanza di coordinamento inter istituzionale -, delineando al contempo cinque impegni vincolanti da chiedere a Sindaco e Giunta per passare dalle parole ai fatti. Tra questi figurano l’avvio di un tavolo attivo con gli enti regionali entro 30 giorni, la predisposizione di un piano per le aree limitrofe, la rigida salvaguardia urbanistica all’interno del Piano Urbanistico Generale, la pretesa di massima trasparenza sul quadro dei finanziamenti e un monitoraggio consiliare periodico con relazioni semestrali.

In conclusione, sollevando il nodo politico centrale su quale sia la reale strategia ambientale dell’amministrazione per il perimetro esterno alla Riserva, Patti ha depositato una proposta formale di risoluzione per impegnare l’amministrazione a riferire all’aula entro 60 giorni, ribadendo con forza che l’assenza di una delega gestionale diretta non solleva affatto il Comune dalla responsabilità morale e politica di tutelare il proprio territorio attraverso azioni strutturate e verificabili.

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