Riserva Ciane Saline, 200 mila euro per la strada SR 3: è davvero questa la priorità? L’opinione del geologo Pippo Ansaldi

Partono i lavori di riqualificazione sulla strada SR 3, l’arteria che conduce alla Riserva Naturale Ciane Saline. L’intervento, promosso dal Libero Consorzio comunale di Siracusa e finanziato dalla Regione Siciliana con un contributo di 200 mila euro ottenuto grazie all’interessamento dell’onorevole Carlo Gilistro, punta a migliorare la sicurezza e la fruibilità del percorso attraverso la sistemazione dei margini stradali, la nuova segnaletica, il rifacimento dei guardrail e la creazione di un percorso ciclopedonale.

Ma anche quest’opera solleva forti perplessità se inquadrata nel confronto sulle reali priorità di tutela e gestione del patrimonio naturalistico siracusano, specialmente a poche settimane dal grave incendio che lo scorso 30 agosto ha devastato parte della vegetazione locale.

Da un lato l’amministrazione, guidata da Michelangelo Giansiracusa, presenta l’intervento come un primo tassello fondamentale per la “rinascita” della riserva e per il rilancio di uno dei siti naturalistici più importanti della Sicilia sud-orientale, pensato anche per collegare l’area a Ortigia attraverso una mobilità dolce.

Dall’altro, a sollevare una dura critica è il geologo Pippo Ansaldi, che frequenta e vive quotidianamente quei luoghi da cinquant’anni. Ansaldi bolla l’intervento come una “propaganda costruita ad arte e un enorme spreco di denaro pubblico. Risorse che vengano impiegate per un’opera che, al di là della reale utilità, nulla ha a che vedere con le vere priorità dell’area protetta.

Il percorso che dalla macelleria aziendale conduce al circuito, attraversando la riserva, è di fatto un fondo cieco, interrotto da cinquant’anni da un vecchio ponte in pietra pericolante e interdetto al traffico veicolare. Trattandosi di un passaggio limitato quasi esclusivamente a pochissime abitazioni e fondi agricoli, e dotato già di un buon fondo naturale che si presterebbe a un uso ciclo-pedonale spontaneo, che senso ha spendere risorse per realizzare una pista artificiale con asfalto, strisce e segnaletica invasiva”.

A pesare sul giudizio sono anche le criticità storiche irrisolte della Riserva, tra cui il periodico abbandono di rifiuti e l’assoluta assenza di una manutenzione ordinaria costante, ridotta a interventi di pulizia dei margini della carreggiata che vengono erroneamente sbandierati come grandi opere. Un intervento, quello di Ansaldi, che non si limita al merito tecnico ed economico dell’opera, ma tocca un nervo scoperto legato al rapporto tra istituzioni e cittadini: “Le istanze di chi davvero vorrebbe salvare le saline restano inascoltate. Mancano del tutto spazi reali di confronto e tutto appare inutile nonostante l’evidenza”.

 

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