Enzo Vaccaro, segretario provinciale dello SPI CGIL, ha aperto l’assemblea del 21 settembre illustrando la chiusura in attivo del bilancio d’esercizio. Ha precisato, tuttavia, che per il sindacato il successo non si misura solo con le fredde voci contabili, ma attraverso i risultati ottenuti sul territorio, ricordando che l’avanzo economico non è un punto di arrivo, ma una base per rilanciare le iniziative e investire in formazione, organizzazione e risposte concrete per i pensionati e le loro famiglie.
Il 2025 è stato un anno socialmente molto complesso, in cui i pensionati hanno dovuto fare i conti con il carovita, la perdita di potere d’acquisto e i rincari di sanità e bollette, in un contesto di crescenti disuguaglianze. A fronte di ciò, lo SPI di Siracusa ha promosso un’intensa attività sindacale e di solidarietà, celebrando tra l’altro la Festa della Liberazione a Rosolini il 25 aprile insieme all’ANPI e all’amministrazione comunale con l’inaugurazione di una stele per il partigiano Carmelo Amore, mobilitandosi attivamente tra aprile e giugno per la campagna referendaria che ha visto una grande partecipazione di cittadini pensionati, e compiendo a maggio una missione di solidarietà internazionale nei campi profughi saharawi in Algeria, tema poi approfondito a ottobre nel convegno Dal Sahara a Gaza, territori senza voce, popoli senza Patria.
La contrattazione sociale, cuore pulsante dell’attività dello SPI, si è tradotta in numerosi interventi a difesa dei servizi essenziali. A luglio l’attenzione si è concentrata sugli uffici postali di Cassibile e Pedagaggi, denunciando le gravi carenze di personale per tutelare i piccoli centri a rischio spopolamento. Ad agosto, dopo i maltrattamenti in una struttura assistenziale di Pachino, il sindacato ha chiesto maggiori controlli per le persone fragili, dichiarando la disponibilità a costituirsi parte civile da parte del presidio. A ottobre è intervenuto sulla situazione dei laboratori di analisi che facevano pagare le prestazioni agli utenti perché avevano esaurito il budget regionale, mentre a novembre ha affrontato il tema della mobilità per garantire agli anziani un maggiore accesso gratuito al trasporto pubblico e contrastare l’isolamento sociale.
Vaccaro ha dedicato particolare attenzione alla crisi della sanità pubblica territoriale. Liste d’attesa, carenza di personale e costi insostenibili penalizzano duramente chi vive in condizioni economiche fragili. Ha inoltre criticato la mancata attuazione del DM 77/22 che, pur finanziato dal PNRR per garantire cure di prossimità attraverso case di comunità e infermieri di famiglia, a quasi cinque anni dalla sua introduzione resta in gran parte inapplicato. “Difendere il diritto alla salute significa portare queste urgenze nelle sedi istituzionali, perché la situazione attuale è inaccettabile”, ha affermato.
Un ruolo cruciale in questo percorso è svolto dalle Leghe presenti in tutti i Comuni della provincia, veri presìdi in cui il sindacato ascolta quotidianamente le difficoltà delle persone e costruisce risposte collettive. Ringraziando i volontari per il loro indispensabile impegno, il segretario ha ribadito che la vera forza dello SPI risiede nella fiducia degli iscritti. In vista del prossimo futuro, l’obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza sul territorio, partendo già da ottobre con un nuovo ciclo di assemblee in tutti i Comuni.
I lavori si sono conclusi con una ferma riflessione politica: “Questa destra al governo, sempre più schiacciata su posizioni estremiste, ha reso l’Italia sempre più povera. Adesso è il momento di cambiare”.

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