Non è per niente chiaro in che modo la Cabina di regia intenda affrontare la fase successiva al distacco dall’ Ias delle grandi industrie del petrolchimico. La sensazione, confermata dalla riunione di ieri, giovedì 24 settembre, è che manchi una strategia per garantire l’occupazione e la sopravvivenza del depuratore consortile. Ricordiamo che della Cabina di regia fanno parte i sindaci di Siracusa, Priolo e Melilli, il presidente dell’associazione degli industriali di Siracusa, l’amministratore giudiziario dell’Ias, i vertici di Aretusacque e un dirigente regionale, che la presiede.
A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DEL DEPURATORE IAS?
Il suo compito è quello di indicare il percorso di conversione dell’Ias da polo della depurazione industriale (e dei reflui urbani di Priolo e Melilli) in polo della depurazione civile (e dei reflui industriali di un nutrito gruppo di piccole e medie aziende che operano nel petrolchimico).
La conversione è stata voluta dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dopo aver preso atto della volontà delle grandi industrie di dotarsi di propri depuratori ed è stata ufficializzata mediante la pubblicazione sul portale istituzionale della Regione a fine giugno del 2024. Il presidente Schifani prospettò contestualmente “la possibilità di ampliare le utenze civili” ai comuni di Siracusa, Floridia e Solarino.
Il distacco dal depuratore Ias dei grandi utenti – che sarà completato entro l’anno tranne che per Sonatrach che ritarderà di due, tre mesi – determinerà un crollo delle entrate per l’Ias, stimato in 12/13 milioni l’anno, venendo a mancare i proventi della depurazione industriale. Chi e come colmerà questa voragine finanziaria?
Ma c’è un secondo problema che riguarda il convogliamento dei reflui civili di Siracusa, Floridia e Solarino dal depuratore di Canalicchio a quello dell’Ias, convogliamento che dovrebbe esser fatto attraverso la condotta Ciane, che però necessita di interventi di manutenzione senza i quali gli scarichi urbani non potranno essere veicolati. Quando tempo occorrerà? Sembra che di questo problema nella riunione di ieri della Cabina di regia non si sia parlato.
Nel frattempo la situazione finanziaria dell’Ias non potrà che peggiorare perché ai cessati introiti provenienti dalle industrie si potrebbero aggiungere le mancate entrate (circa 7 milioni) della depurazione civile dei tre suddetti comuni, ammesso che la condotta Ciane sarà messa in funzione, del che a questo punto è lecito dubitare considerato che la progettazione dei lavori e il reperimento delle risorse finanziarie, per quanto è dato sapere, sono all’anno zero. Senza il collettamento dei reflui di Canalicchio, il progetto di coversione del depuratore Ias in Hub civile è destinato a fallire.
Ricordiamo che la decisione di Schifani di convertire l’Ias in depuratore civile è del giugno 2024 e che la Cabina di regia è stata istituita a luglio di quest’anno.
Chi risponderà dell’inerzia di questi due anni?
Si fa strada la sensazione che sottotraccia non si escluda la possibilità, con riferimento agli esiti giudiziari, di salvare l’occupazione ma non l’impianto Ias. In questo caso, che ci auguriamo privo di fondamento, si potrebbe porre in termini a dir poco critici per i i cosiddetti piccoli utenti il problema di dove depurare i reflui industriali. Per ora è solo una sensazione.

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