Qualche mese fa l’amministrazione comunale di Siracusa, per bocca del vicesindaco Edy Bandiera, aveva dichiarato di ritenere una priorità il collettamento dei reflui civili di Siracusa, Floridia e Solarino dal depuratore di Canalicchio a quello dell’ Ias. Questa operazione, secondo Palazzo Vermexio, è finalizzata a raggiungere “l’obiettivo storico” di bonificare le acque del porto grande, dove attualmente vengono immessi i reflui depurati. Bandiera aveva inoltre aggiunto che nel corso di una riunione a Palazzo d’ Orleans aveva potuto “toccare con mano la volontà della Regione di rilanciare l’Ias“. Infine aveva assicurato che “la condotta Ciana se opportunamente manutenuta e adeguata” sarà in grado di veicolare i reflui di Canalicchio verso l’Ias. Tempi previsti? “Pochi, pochissimi anni“.
Queste affermazioni non tengono conto, a mio avviso, del quadro d’insieme e della difficoltà, nelle condizioni date, di raggiungere gli obiettivi indicati. Come si rilancia l’Ias dopo che il presidente Schifani in prima persona ha deciso con tanto di comunicato pubblicato sul portale della Regione di trasformare l’Ias da depuratore di reflui industriali del Petrolchimico a depuratore di reflui urbani? Sento dire che la struttura commissariale da lui stesso creata avrebbe fatto cenno ad alcuni rimedi per non staccare definitivamente le industrie dall’Ias, di pretrattamento dei reflui, ma di atti ufficiali non c’è nemmeno l’ombra.
Di sicuro c’è che fra qualche mese i grandi utenti industriali attiveranno i propri depuratori e si distaccheranno dal depuratore pubblico, mettendolo in ginocchio economicamente. Alcuni dati: si valuta che il costo annuo di gestione dell’Ias si aggiri intorno ai 19/20 milioni di cui 12/13 pagati dalle multinazionali per lo smaltimento dei loro reflui.
Come (e da chi) verrà coperta questa voragine milionaria dopo che i grandi utenti non verseranno un solo euro nelle casse dell’Ias? Su questo interrogativo c’è un assordante silenzio.
Attualmente gli unici reflui civili conferiti nell’impianto Ias sono quelli di Priolo e Melilli. Per conferirvi anche quelli di Siracusa, Floridia e Solarino bisognerà preliminarmente completare la condotta Ciana e renderla utilizzabile per il collettamento delle acque reflue, Questa operazione richiede notevoli investimenti e non meno di un anno e mezzo, due, per stessa ammissione di Edy Bandiera.
E nel frattempo? Con il distacco delle grandi industrie, le sole entrate certe per il depuratore consortile sono quelle provenienti dai comuni di Priolo e Melilli e da un gruppo di piccole aziende che conferiscono reflui industriali. Con questi modesti introiti l’ Ias non potrà resistere. Il quadro finanziario potrebbe cambiare con gli introiti (si tratta di 6,2 milioni) della depurazione dei reflui di Siracusa, Floridia e Solarino che comunque, per quanto detto prima, non potranno essere convogliati nel depuratore Ias prima del 2028, se tutto va bene. Teniamo a mente questi dati: l’Ias perderà, come detto, 12/13 milioni l’anno a seguito del distacco dei grandi utenti e incasserebbe 6,2 milioni dal trattamento dei reflui di Siracusa, Floridia e Solarino. Resta un disavanzo finanziario è di 6/7milioni l’anno: come si pensa di ripianarlo?
Se questo è il quadro, e a prescindere dal ruolo (non certo di bancomat) che potrà avere Aretusacque, spetta al governo regionale predisporre, in tempi brevi, progetti concreti per evitare che l’Ias sia costretta a spegnere le luci.

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