Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza e false cure, aggiungendo al terrore di chi ne vive l’esperienza la turpitudine, voluta o no, delle false speranze.
Si è detto e sostenuto di tutto. Non ci sembra opportuno citare le centinaia di condotte false, tendenziose, crudelmente inutili perché sarebbero troppe.
Un cenno meritano due casi siciliani che solo i più anziani dei lettori possono ricordare. Un veterinario di Agropoli, il dottor Bonifacio, agrigentino di Montallegro, sbagliandosi grossolanamente ragionando in base alle sue fallaci osservazioni, si convinse che le capre non hanno cancri e ne sarebbero immuni. Preparò con feci e urine di capra un siero che iniettava intramuscolo ogni 48 ore ai malati di tumore. Era convinto di trasferire ai poveri ammalati una immunità utile. Sebbene subito smentito dalla scienza ufficiale, la corsa al siero causò gravi sommosse e interrogazioni parlamentari. Tredici anni dopo, sull’onda dell’ignoranza popolare organizzata in tumulti, nel 1982 il ministero della sanità fu costretto a riproporre una rivalutazione del suo siero. Solo la morte del veterinario ci salvò da una spesa assurda e un rischio ulteriore per i malati.
Il caso Di Bella ha preceduto il caso Stamina ma ci ha condotto ad un disonore maggiore. In questo caso vi era il possesso per lui e per il figlio di una laurea in medicina.
Per non tediare i lettori non citerò alcune gustose considerazioni sulle regole deontologiche che tutelano la professione medica. Quelle da sole bastavano a radiare dall’albo entrambi i soggetti. Citerò un brano di un vecchio articolo della Civetta di Minerva che dedicammo a questo triste fenomeno.
“Invece di un’espulsione dal consesso scientifico e un pietoso silenzio, il professor Di Bella e il suo metodo s’impongono nell’opinione pubblica italiana ed egli fa il suo ingresso trionfale in Parlamento, sulle spalle entusiaste di Alleanza Nazionale e di Gianfranco Fini.
Nel gennaio del 1998, in una conferenza a Bruxelles il professor Di Bella, ottantaseienne, dopo una serie di affermazioni irritanti in cui afferma di aver compreso anzitempo, egli solo, alcuni meccanismi legati alle cellule tumorali, dichiara che la sua cura sarebbe stata, a suo dire, efficace anche contro altre patologie, come l’Alzheimer e la Sclerosi multipla, sollevando le proteste degli specialisti presenti in aula. Questi ultimi, insieme ad altri parlamentari, in segno di protesta per le numerose castronerie sproloquiate da Di Bella, gli girano le spalle ed escono dal Parlamento Europeo mentre egli enuncia i suoi vaneggiamenti. Un affronto gravissimo ma meritato.
Peccato che Di Bella fosse lì a rappresentare una parte della politica italiana, perché Alleanza Nazionale aveva sollecitato l’evento. Bell’esempio di esportazione della cultura italiana all’estero!”
UN ALTRO TEMPIO DELLE FAKE NEWS È IL COVID
La prima fake fu quella di aver diffuso ovunque l’ipotesi che il virus era di fabbricazione umana e fuggito da un laboratorio di ricerca di Wuhan in Cina. Notizia completamente falsa che rischiava di provocare una alterazione dei rapporti con la nazione cinese. In questa pandemia sono stati pubblicati circa un milione di articoli che veicolavano una disinformazione franca.
Il più grande sponsor mondiale delle bufale in argomento è stato Donald Trump. Il principale argomento di disinformazione è stato quello delle cure miracolose citate da Trump, dal disinfettante agli antimalarici.
Studi epidemiologici hanno dimostrato che negli USA 800 persone sono morte e 5876 sono state ospedalizzate durante la Pandemia Covid per avere assunto metanolo convinte che si trattasse di una sostanza efficace contro il virus. Altri si erano iniettati disinfettanti come suggerito dal presidente. Furono usate molte sostanze anche farmacologiche, altre fantasiose o inutili come il bicarbonato.
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Fine 4a Parte.

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