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FAKE NEWS IN SANITA’, LA SALUTE NELL’EPOCA DELLA DISINFORMAZIONE – 3a parte

Vorremmo risparmiare ai lettori la lunga, assurda diatriba fra vaccini e autismo, nata per fini sostanzialmente truffaldini e finita con la radiazione di chi la pubblicò se non fosse che il medico radiato, dopo più di venti anni, sta ancora nell’ambito della cerchia di Trump, circondato dalle attenzioni di chi si occupa di sanità.

In sostanza, a causa di una falsità totale, le vaccinazioni in molte parti del mondo e in USA hanno avuto un calo preoccupante, che porterà a nuove morti per malattie prevenibili, invalidità e ricoveri. Anche in Italia è aumentata l’esitazione di un discreto numero di cittadini di fronte al fenomeno generale della vaccinazione. Questo fenomeno trova anche alimento in alcuni rappresentanti della professione sanitaria che hanno adottato un comportamento dubitativo assolutamente immotivato sulle vaccinazioni.

Ciò vuol dire che una parte di chi guadagna lo stipendio in sanità appartiene alla sfera dei bevitori abituali di fake. Cosa incredibile e mai abbastanza perseguita col licenziamento in tronco. Infatti se un sanitario, sia medico che laureato in scienze infermieristiche, o biologiche manifesta dubbi sulla efficacia e validità di una vaccinazione obbligatoria, inconsciamente attesta la propria assoluta impreparazione.

Il ritorno di morti e malati per malattie ormai scomparse, grazie alle vaccinazioni, comporterà seri problemi economici e sanitari ovunque. Anche in Italia, ma mai come negli USA, dove Il presidente Trump è il primo seminatore di fake news sanitarie insieme ad un improbabile personaggio figlio di Bob Kennedy, non si sa come elevato a ministro della sanità americana.

Sui microchip inoculati col vaccino sappiamo come è nata la falsa notizia. Ci rifiutiamo anche di commentarla per quanto sia enorme la bestialità ma la indichiamo come rivelatrice di un degrado culturale ormai neanche immaginabile, vista l’epoca di enorme sviluppo tecnologico.
LA MEDICINA RIGENERATIVA

 

Sulla MEDICINA RIGENERATIVA spenderemo poche parole, partendo dalla considerazione che i miracoli esistono per chi ha la fede ma la scienza compie progressi e non miracoli. Per certi versi ha molto in comune con la cosmetica quando promette di cancellare i segni dell’invecchiamento o, addirittura, di rigenerare le cellule. Si adonteranno, forse tutte le donne e non solo, ma la scienza è una cosa seria e non promette cose impossibili.

Si parte dal presupposto che lo studio e lo sviluppo delle cellule staminali, intese come embrionali e pluripotenti, potrebbe portare a ricreare nuovi tessuti sani in quegli ammalati di malattie degenerative o tumorali suscettibili di essere trattate con queste cellule.

Su questo confine gioca la medicina rigenerativa sui cui successi e scandali rimandiamo al caso Stamina, finito male dopo aver sconvolto i media, coinvolto la politica peggiore e, addirittura, arrivata alla sperimentazione in ospedali e università. Questa pseudo-cura fu, persino, concessa in uso compassionevole fino a quando vennero fuori tutte le magagne, l’esercizio abusivo della professione medica e la solita dabbenaggine e ignoranza scientifica ormai certificata di buona parte degli italiani.

Utile mi sembra riportare i soggetti anche istituzionali che appoggiarono la mega-truffa di Stamina:

-decine di Tribunali, fra cui il Tribunale di Venezia che scrisse di proseguire le cure pur in assenza di prove scientifiche, personaggi dello spettacolo come Beppe Grillo, Celentano, Fiorello, Pieraccioni, Gina Lollobrigida, Claudio Amendola, Nicola Vaporidis, Fiorella Mannoia.

-forze politiche come la Lega Nord, Movimento 5 stelle.

-Talk Show come La Vita in Diretta, I Fatti Vostri, Pomeriggio Cinque.

– Renato Balduzzi, ministro della Sanità nei primi mesi del caso Stamina, autorizzò la sperimentazione con un DL urgente stanziando tre milioni di euro, dopo il rigetto di due comitati scientifici.

In termini più espliciti l’onda mediatica popolare degli analfabeti funzionali costrinse un ministro ad andare contro il parere scientifico dei tecnici.

 

L’inchiesta prosegue con prossimi articoli

 

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