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Les jeux sont faits. Così in Sicilia la legge inganna la legge e piovono contributi

Dura lex, sed lex dice un vecchio aforisma latino per rimarcare il  carattere inflessibile della legge e l’obbligo di osservarla anche quando è “dura”, severa.

Ma in Sicilia la legge a volte è “tenera”, per usare  l’attributo  opposto,  e soprattutto generosa per chi fa parte di un certo giro come nel caso del triangolo assessorato regionale al Turismo, Fondazione Taormina Arte e Taobuk (Taormina book) legati da un fil rouge che accompagna il flusso dei contributi privilegiati.
La Fondazione Taormina Arte è una struttura in house finanziata dall’Assessorato regionale al Turismo. Taobuk è un sodalizio che promuove importanti iniziative artistiche, organizza costosi eventi di notevole richiamo. Mamma Regione ci mette i soldi, tanti soldi, avvalendosi (legalmente) di una propria legge che (illegalmente) viola la legge sulle procedure di assegnazione dei contributi pubblici.
Spieghiamo l’apparente gioco di parole. In virtù di una specifica disposizione legislativa, i finanziamenti che l’assessorato al Turismo eroga alla  Fondazione Taormina Arte sono a destinazione vincolata e vanno a  finanziare  l’attività culturale di Taobuk. Per il 2025 si tratta, secondo il quotidiano  La Sicilia, di 450 mila euro per il Festival letterario e di 500 mila euro per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario della conferenza di Messina e Taormina.
Quasi un milione di euro dato senza gara, ad personam potremmo dire. Soldi che escono dalle “tasche” di Fondazione Taormina Arte ed entrano direttamente in quelle di Taobuk. Tutto questo è regolare? Assolutamente no, ma, come abbiamo detto, l’Assemblea regionale siciliana lo ha reso legittimo approvando un’apposita legge illegittima (che il governo nazionale non ha impugnato), cioè in violazione della legge che prevede per le pubbliche amministrazioni  l’obbligo del bando pubblico e delle procedure selettive per assegnare contributi. Niente gare, niente pastoie burocratiche, ma uno schema a tre in cui l’assessorato al Turismo dà i soldi alla Fondazione Taormina Arte che a sua volta li gira “per legge” a Taobuk.
In economia si dice che la moneta cattiva scaccia la buona (cosiddetta Legge di Gresham); nel caso descritto è la legge cattiva che scaccia la legge buona.
Lex contra legem, legge illegale al posto di quella legale. È interessante notare a tale proposito la dichiarazione, pubblicata da La Sicilia, del legale di Taobuk il quale correttamente afferma “che i contributi regionali assegnati a Taobuk  trovano fondamento in specifiche disposizioni legislative regionali a destinazione vincolata e che l’erogazione delle somme avviene attraverso la Fondazione Taormina Arte Sicilia“. Appunto, è questa la Legge dell’Ars.

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