Ci è pervenuta una nota della società Elemata Maddalena S.r.l. in replica al comunicato stampa (apparso anche su La Civetta il 17 novembre scorso) “Mobilitazione storica e corale per la Riserva Naturale della Pillirina” -, resoconto della giornata di domenica scorsa, 16 novembre, a firma di Fabio Morreale, Presidente di Natura Sicula.
La partecipazione di centinaia di cittadini (oltre 500) chiamati a raccolta da diverse associazioni ambientaliste del territorio ha dimostrato quanto sia diffuso e sempre vivo il desiderio della Comunità siracusana di salvaguardare la naturalità e la biodiversità di un paesaggio straordinario che si vorrebbe preservare incontaminato per le future generazioni, impegno che pre esisteva ancora prima dell’acquisizione della proprietà da parte del privato in questione.
Ma se è sicuramente vero che Legambiente con i suoi legali, avvocati Marilena Del Vecchio e Paolo Tuttoilmondo, ha rappresentato fino ad ora la controparte in sede giudiziaria della società Elemata ci sembra assolutamente inopportuna, nella replica inviata dalla società, ridurre un impegno ‘corale’ di anni, da parte di migliaia di cittadini, a mero ‘evento mediatico’ la cui principale ‘responsabilità’ ricadrebbe sull’avv. Tuttoilmondo che insieme alla collega Del Vecchio ha sempre messo in campo, a servizio della comunità, la propria professionalità gratuitamente, senza alcun interesse personale. Forse da parte di Elemata un tentativo maldestro di ridurre un movimento di massa a un unico interprete da isolare con un attacco diretto (che però nella mail a noi indirizzata risulta essere meno aggressivo che in altre cronache sui fatti).
Comunque certamente infelice l’affermazione di Elemata in relazione a “pignoramenti – il riferimento è a Legambiente e non abbiamo potuto verificare se ci sia davvero stato un pignoramento ma ogni debito ci risulta saldato, ndr – per i mancati pagamenti dovuti ai ricorsi al TAR persi nei confronti dei loro stessi associati”.
In realtà il grande sostegno all’Associazione da parte dei cittadini (e non solo degli associati) è riscontrabile nelle campagne di crowdfunding promosse per sostenere le sole spese vive dei ricorsi amministrativi (per esempio contro le autorizzazioni rilasciate a Elemata per trasformare in abitazioni i ruderi di Punta della Mola) o, come recentemente, le spese legali a cui Legambiente è stata condannata all’esito sfavorevole di due di questi giudizi. Un paradosso quest’ultima condanna se si pensa che, in un altro procedimento giudiziario in cui Legambiente ha vinto (l’annullamento del permesso di costruire rilasciato per Punta della Mola), i giudici – ingiustamente – hanno compensato le spese, senza condannare né Elemata né il Comune di Siracusa che le aveva rilasciato illegittimamente il titolo edilizio.
Sono questi i comportamenti e le situazioni che getterebbero discredito sull’associazione e sui suoi avvocati?
Che poi la società Elemata non abbia mai ostacolato la Riserva ma piuttosto sostenuta ci sembra sia smentito dalla realtà: la società ha infatti impugnato al Giudice Amministrativo tutti gli atti di avanzamento dell’iter di istituzione della Riserva, a partire dal 2011, con ben sei ricorsi, così come ha impugnato il Piano Paesaggistico. “Da anni ci dichiariamo favorevoli alla riserva Maddalena –Plemmirio – scrive Elemata -, purché definita nel rispetto della legge e dei diritti di proprietà”. Come? Una perimetrazione e una regolamentazione diversa da quella proposta dalla Regione non garantirebbe alcuna tutela alle emergenze naturalistiche che insistono nell’area e su queste basi trovare forme di collaborazione appare certo complesso.
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| Pubblichiamo di seguito la Replica di Elemata Maddalena S.r.l. all’articolo “Mobilitazione storica e corale per la Riserva Naturale della Pillirina” In merito all’articolo pubblicato in data odierna, relativo alla “marcia storica” e alla richiesta di accelerare l’istituzione della riserva terrestre della Pillirina, Elemata Maddalena S.r.l. ritiene necessario offrire alcune precisazioni, alla luce delle affermazioni contenute nel testo e del quadro informativo proposto ai lettori. 1. Il principio di proprietà privata, ignorato nell’articolo, è un fondamento dello Stato di diritto. L’articolo descrive una mobilitazione “corale”, ma omette di ricordare che la Penisola Maddalena è costituita per larga parte da terreni di proprietà privata legittimamente acquisita. 2. L’articolo presenta la riserva come ostacolata dai privati: fatto totalmente inesatto. Nel testo si afferma che la riserva è “l’unica via” per proteggere il territorio e che occorre accelerare l’iter “senza indugi”, lasciando intendere che qualcuno si opponga alla sua istituzione. 3. La narrazione della “mobilitazione popolare” non giustifica la demonizzazione del privato. Il riferimento dell’articolo ai “quasi mille cittadini”, alle venti associazioni partecipanti e alla “volontà corale” appare costruito per suggerire che la tutela dell’ambiente passi necessariamente attraverso lo scontro con la proprietà privata. 4. Nell’articolo non si cita – volutamente – che Elemata propone da sempre un modello eco-compatibile unico in Sicilia. Mentre il pezzo dipinge il territorio come minacciato da “speculazioni”, si omette completamente che la società ha sempre presentato progetti basati su:
5. Se le associazioni citate nell’articolo vogliono davvero tutelare la Pillirina, lo dimostrino con i fatti – non con i cortei. Il testo esalta la “mobilitazione storica” ma non ricorda che alcune associazioni protagoniste della manifestazione hanno subito pignoramenti per i mancati pagamenti dovuti ai ricorsi al TAR persi nei confronti dei loro stessi associati. 6. Elemata Maddalena S.r.l. rimane pienamente disponibile al dialogo, a differenza di quanto suggerito dal clima dell’articolo. Da oltre quindici anni operiamo in un contesto caratterizzato da ostilità ingiustificata e da una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Elemata Maddalena S.r.l. |

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