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L’ultimo viaggio di Pippo: il ritorno nella sua Militello

Nel bel mezzo dei festeggiamenti per il Santissimo Salvatore, a Mililtello in Val di Catania (CT) giunge la notizia della scomparsa di Pippo Baudo, uno dei suoi figli più illustri.

La cittadina, dalla storia millenaria, recentemente è stata visitata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione del nuovo plesso della scuola “Pietro Carrera” (intitolata al sacerdote, avventuriero e poligrafo del Seicento, cappellano del marchese Francesco Branciforte), ha ricevuto il riconoscimento di Borgo dei Borghi 2025,  e oggi ha apprestato le esequie per il famoso presentatore, che ha sempre ricordato le proprie origini e aveva eletto Militello come proprio buen retiro, decidendo espressamente di volervi tornare per riposarvi per sempre. Non solo: il funerale si è tenuto proprio in quel Santuario di Maria Santissima della Stella, patrona principale della città, che lo vide bambino, chierichetto e poi fantasista in erba, nell’attesa che i suoi talenti lo portassero poi a far conoscere il nome di Militello in tutta Italia e nel mondo. La chiesa, Patrimonio Unesco, contiene tesori come la Natiivtà di Andrea della Robbia, capolavoro in ceramica invetriata, e il Cristo alla colonna di Fra Umile da Petralia; stanotte ha ospitato il feretro di Pippo Baudo, che, dopo un lungo viaggio in auto. compreso di passaggio in traghetto, è finalmente tornato “a casa”, accolto dal saluto dei concittadini, che dalle 9 alle 13 di oggi non hanno cessato di rendergli omaggio.

Quasi surreale passseggiare stamattina per la città, che dopo la processione del 18 agosto riprende le proprie attività consuete pur nel prosieguo dei festeggiamenti dell’ottavario, e vedere giornalisti, tecnici, forze di polizia, volontari, transenne.

La fila per entrare in chiesa a salutare il Pippo nazionale è variegata; militellesi che offrono ricordi e aneddoti, gente che si è sentita in dovere anche da fuori paese di venire qui a rendere omaggio a un personaggio che decenni di carriera hanno reso non solo noto ma familiare.

Al netto di tutto, si riflette sulle condizioni della TV attuale e dei media in genere. All’epoca “nazionalpopolare” era nato come un insulto, ma retrospettivamente, quando ormai il baratro in cui è caduta l’estetica, la morale, la professionalità e la qualità artistica sembra passivamente accettato e subito, sembra un titolo di merito.

Le parole del sindaco Giovanni Burtone ricordano soprattutto l’uomo, il militellese, “u paisanu”, oltre che il personaggio e l’innovatore – “l’Enrico Mattei” della televisione italiana, così lo definisce il primo cittadino di Militello – e un lungo applauso ha chiuso il suo discorso.

Sobria la celebrazione, animata dal coro di Maria Santissima della Stella diretto dal maestro Alessandra Lussi; tenore solista Salvo Fresta. C’è tanta Sicilia anche nelle musiche scelte per accompagnare il rito, in primis l’intermezzo della “Cavalleria rusticana” di Mascagni, esplicitamente desiderato dal presentatore, un vero amante della musica e melomane. Commuove i militellesi il canto d’uscita, l’inno alla Madonna della Stella, conosciuto da ogni “marianisi” com’era lo stesso Baudo.

Si scorge Salvo La Rosa, il pupillo, forse il vero erede dello stile baudiano.

Qualcuno scatta foto e selfie, ci sono Al Bano, Lorella Cuccarini, Gigi D’Alessio…

L’ultimo applauso, l’ultimo saluto e un “Pippo, Pippo”, poi è l’ora del congedo, della tumulazione strettamente privata.

Colpisce soprattutto, in questo insolito mercoledì di lutto cittadino, che un personaggio tanto noto non abbia voluto altro che ritornare a casa, farsi abbracciare dal calore dei concittadini, tornare a riposare in Sicilia, nella sua terra, nella cappella che ospita i genitori.

Bentornato a casa, Pippo.

Sit tibi terra levis.

 

Una piccola galleria di immagini:

  Il feretro di Pippo Baudo in chiesa. Dietro l’altare maggiore, la bellissima Natività di Maria di Olivio Sozzi.

 

 

I fiori della Rai – Radiotelevisione italiana

Un’altra immagine del feretro; l’omaggio della gente e il picchetto.

 

 

 

 

 

 

 

Il Santuario dedicato a Maria Santissima della Stella pronto per accogliere la funzione funebre.

L’interno del Santuario con la postazione per le riprese.

I fiori della Regione siciliana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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