Domani sera, martedì 29, il Consiglio Comunale di Palazzolo dovrà esprimersi sulla ‘conformità urbanistica’ di opere che stravolgeranno per sempre, e irrimediabilmente, un sito di grandissimo e unico valore archeologico e paesaggistico: la necropoli e l’insediamento bizantino della contrada Santolio oltre ad aree di interesse naturalistico.
Secondo quanto comunicato da Terna al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Dipartimento Sviluppo Sostenibile (denominazione che alla luce dei fatti che raccontiamo fa sorridere, amaramente!) le due opere in progetto – una Stazione elettrica 380/150 kV (prima della variante con una superficie complessiva di circa di 41.550 m2) e due raccordi aerei 380 kV – non saranno sottoposte ad alcuna procedura di valutazione ambientale. “Codesta spettabile Direzione Generale non sarà coinvolta nel procedimento autorizzativo, in quanto gli interventi previsti … non sono sottoposti a procedura di VIA, né a verifica di assoggettabilità. Allo stesso modo si ritiene che non ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’art.6, comma 9 e comma 9 bis del D.Lgs.152/2006”.
Tanto per sapere, le norme citate del D.Lgs 152 riguardano la procedura di valutazione preliminare per qualsiasi modifica di impianti o progetti esistenti, al fine di migliorarne le prestazioni ambientali, e per varianti progettuali non sostanziali (proprio come in questo caso, no?). In sostanza, se si apportano modifiche a opere o impianti che non dovrebbero avere impatti ambientali negativi significativi, è possibile richiedere una valutazione preliminare per verificare se è necessaria una procedura di VIA.
È davvero questo il contesto in cui collocare il progetto Terna? C’è il tempo di procedere a questa verifica, se davvero – come da più parti si dice, ma non basta – si vuole salvare un sito di tale pregio? Può oggi la Soprintendenza, che secondo noi ha pesantissime responsabilità per la piega che ha preso la vicenda, dare un preavviso di vincolo archeologico per sospendere l’iter alla luce delle nuove conoscenze? Terna stessa nella sua relazione evidenzia che “nel corso della ricognizione di superficie sono stati individuati alcuni siti ad oggi inediti… altri ipogei funerari, sempre di età tardoantica e bizantina … l’esplorazione dei terreni pianeggianti posti ai piedi della collinetta (UR 4) ha permesso di rinvenire un’area di frammentazione fittile di alta densità con frammenti ceramici attribuibili all’età romana imperiale e tardoantica … carraie, ” e parla di rischio archeologico alto.
Quali altre emergenze archeologiche si potrebbero intercettare nella realizzazione delle deturpanti condotte idriche (interrate fino a meno 6 mt e sopraelevate fino a 2 mt anche in aree protette della Rete 2000 come Cava Cardinale) o del nuovo sistema viario che modificherà l’assetto urbanistico? La modifica progettuale di Terna su cui martedì si attende la pronuncia del Consiglio è pienamente in linea con l’art. 20 del D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii: “I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione“?
Ma per comprendere in quale complesso e ingarbugliato meccanismo stia per essere stritolata (o si vorrebbe stritolare), insieme all’Amministrazione attiva, l’intera comunità di Palazzolo, rendendole responsabili di un danno inestimabile, è necessario ripercorrere qualche passaggio e dare qualche informazione in più rispetto a quelle che già nel giugno 2024 dovevano essere all’attenzione dei consiglieri comunali e che erano state messe a disposizione dagli uffici anche se si è detto diversamente (il link presente nella documentazione risulta però inattivo).
C’era una volta … potremmo iniziare così a ripercorrere l’iter di un progetto, che ha inizio il 24 novembre 2020, prima a firma di E-distribuzione (per semplificare Enel), poi di Terna.
C’era una volta l’Enel che voleva realizzare una cabina primaria di trasformazione AT/MT 150/20 kV denominata “C.P. Palazzolo” su un lotto di terreno di circa 20.800 mq che, senza troppi problemi (e forse senza neanche troppo denaro), era stato acquistato dalla società. Un’occasione (d’oro!), fa sapere l’Enel, per ottenere “una serie di vantaggi per il territorio tra i quali vi è sia l’incremento dell’affidabilità complessiva del sistema elettrico garantendo il continuo e corretto funzionamento della rete, e sia l’incremento della “Hosting Capacity” del sistema elettrico, ossia il potenziamento della capacità ricettiva di energia prodotta da fonti rinnovabili sul territorio” (altro aspetto da approfondire).
Il progetto, attraverso le procedure ‘semplificate’ previste dalla più recente normativa – tanto più in presenza della “dichiarazione di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità nonché il carattere di inamovibilità e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sulle aree potenzialmente impegnate dagli impianti …” – viene autorizzato dal Dipartimento Regionale Energia il 14 novembre 2023. Nella “conferenza di servizi decisoria in forma semplificata”, nessuno degli Enti e delle Amministrazioni coinvolti esprime infatti dissenso. Nell’elenco delle risposte degli interpellati (10 ad abundantiam) troviamo citato anche il nullaosta condizionato del Comune di Palazzolo (rilasciato già nei primi mesi del 2023) e il parere favorevole (!) condizionato della Soprintendenza di Siracusa. Atti che sarebbe necessario conoscere insieme a quello relativo alla tutela del vincolo idrogeologico, uno dei fattori nevralgici da considerare come messo in luce dall’ing. Antonino Di Guardo.
Quali erano le ‘condizioni’ poste dal Comune di Palazzolo? Quali gli accertamenti fatti prima di giungere alla decisione presa? Coinvolgendo chi? Quale pubblicità è stata data all’istanza di Enel, oltre alla dovuta pubblicazione all’Albo Pretorio dal 20/03/2023 al 20/04/2023?
“Entro i trenta giorni dall’avvenuta pubblicazione non sono pervenute osservazioni e opposizioni” scrive il DRE.
Una testa d’ariete il progetto Enel che spalanca le porte a quello ben più invasivo di Terna nella ‘colpevole’ distrazione di molti. Il ‘piano’ per il subentro di Terna è già nelle carte dove si scrive che, per la connessione alla rete di trasmissione nazionale, dovrà essere coinvolta Terna.
Ed eccolo quello che almeno a noi appare uno strabiliante sillogismo. “Nell’ambito dei propri compiti istituzionali, Terna S.p.A. ha ricevuto da parte di e-distribuzione la richiesta di connessione per il collegamento alla rete di trasmissione nazionale (RTN) di un nuovo impianto corrispondente ad unità di consumo da 32,5 MW denominato Cabina Primaria (CP) di Palazzolo Acreide, nell’ambito della razionalizzazione della rete MT area CP Noto, Ragusa Nord e Vizzini. Sulla base di tale richiesta, Terna ha provveduto ad elaborare la soluzione tecnica minima generale (STMG) di connessione, accettata da e-distribuzione, in cui si prevede che la summenzionata CP sia collegata ad una nuova stazione elettrica (SE) di trasformazione 380/150 kV da inserire in entra – esce alla linea RTN 380 kV “Chiaramonte Gulfi – Priolo S.ne”. Possibile che i vertici Enel non sapessero che quella sarebbe stata “la soluzione tecnica minima”? Perché allora non presentare subito il progetto definitivo? Domande retoriche.
E così l’Enel chiede, ed il 20 gennaio 2025 ottiene dal DRE, una proroga di 12 mesi della data di inizio lavori “rilevatosi più complesso del previsto” (sic!).
Scompare quindi dall’orizzonte la cabina primaria e il focus si concentra sulla ‘nuova stazione elettrica di trasformazione 380/150 kV’.
Anche in questo caso Terna rassicura: “La progettazione delle opere è stata sviluppata tenendo in considerazione un sistema di indicatori sociali, ambientali e territoriali (!) che hanno permesso di ottimizzare l’inserimento della rete elettrica nell’ambito territoriale considerato, nel pieno rispetto degli obiettivi della salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, della protezione della salute umana e dell’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali”.
Noi abbiamo non pochi dubbi e ci chiediamo quanto peso possa avere anche questa considerazione dell’ing. Antonino Di Guardo: “Chiamato alla progettazione della discarica di Floridia, essendo l’area individuata caratterizzata da una dolina, proprio come è quella dove si vuole realizzare la centrale elettrica, quindi un terreno cedevole e permeabile, per evitare l’inquinamento delle acque di falda, decidemmo di spostarla altrove. Nelle planimetrie di Terna è ben visibile la linea dello spartiacque, quelle che fluiscono verso nord e quello verso sud da cui attingono gli acquedotti di molti comuni dell’area. Che si tratti poi di una dolina piuttosto che di graben lo si deduce dalla forma dell’area, circolare e non lineare. Il rischio idrogeologico mi pare possa essere confermato e non è da sottovalutare”.
“Dall’analisi della carta idrologica si deduce come, in condizioni normali, la falda in zona stazioni a 10 metri dal p.c. (dal punto quotato, presumibilmente una falda freatica quindi, zona dove l’acqua presente è soggetta alla pressione atmosferica e si trova in un terreno permeabile, ndr) – scrive Terna – Per quanto concerne la pericolosità e rischio idraulico, si segnalano interferenze tra le opere in progetto con fenomeni di allagamento che coinvolgono le aree più depresse. Il progetto difatti prevede la realizzazione della Stazione Elettrica 380/150 kw in corrispondenza di una zona pianeggiante posta all’interno di un graben strutturale che ha determinato la formazione di un’area endoreica, altimetricamente depressa rispetto alle zone circostanti. Pur essendo le calcareniti dotate di un buon grado di permeabilità sia primaria per porosità che secondaria, per fessurazione e carsismo, la conformazione orografica del sito, unitamente alla presenza di una copertura poco permeabile di terreno agrario di natura prevalentemente limosa, fanno sì che, in occasione di copiosi eventi meteorici duraturi, si verifichino temporanei fenomeni di allagamento dell’area. Durante la prima decade del mese di febbraio c.a. nel Comune di Palazzolo Acreide si sono registrati ben oltre 300 mm di pioggia. Il risultato di tali piogge è stato il temporaneo allagamento dell’area in esame (15-20 giorni), con uno spessore d’acqua nei punti più profondi che ha toccato 1,5 metri di altezza”.
La seduta del Consiglio Comunale di martedì non sarà facile. Le reali intenzioni di tutti saranno manifeste e si misurerà anche la preparazione sulla problematica, la qualità delle proposte, la forza delle soluzioni da mettere in campo.
Chissà se saranno presenti tutti i proprietari dei terreni “soggetti all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e all’asservimento coattivo” elencati tra i documenti di Terna.
F.45 part. 13 19 20 21 22 23 24 33 38 39 43 44 45 46 47 48 49 50 51 56 72 74 75 76 117 125 127 158 166 184 195 203 256 364

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