Cara direttora Marina, dopo il vano tentativo degli amministratori dell’Inda di “spiegare” il loro incredibile, ma rivelatore, diniego a leggere il documento “Due Popoli due Stati” – senza per altro proporre nella pec di risposta alternative “più congeniali” al mandato statutario (per esempio un sudario in scena alla fine della rappresentazione teatrale) -, permettimi di sottolineare come il lungo applauso, partito dal pubblico quando gli attori dell’Edipo a Colono hanno steso il sudario per Gaza, segni la distanza, abissale, tra la sensibilità degli artisti e quella del sindaco Italia e di tutto il CdA dell’Inda.
Siracusa è rappresentata degnamente da quel pubblico e non da certi amministratori, chiamati dalla politica a ricoprire ruoli per i quali, a mio avviso, non sempre sono adeguati. Nella giornata del Giubileo dedicata agli artisti e alle persone di cultura, Papa Francesco disse: “La vostra missione è dare voce a chi non ha voce, di trasformare il dolore in speranza“.
È quello che hanno fatto meritoriamente gli artisti di Edipo a Colono, mentre gli amministratori dell’Inda, dal sindaco Italia alla consigliera delegata, Marina Valensise, hanno immotivatamente negato la lettura di un documento che chiede di porre fine al massacro di donne e bambini palestinesi e la richiesta di “Due popoli, due Stati” come ormai a gran voce si fa ovunque, persino in Israele.
Mi auguro che al termine delle rappresentazioni classiche l’intero CdA dell’Inda si dimetta.

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