Ad organizzare la festa del lavoro del Primo Maggio quest’anno sarà il settore della scuola, formazione e ricerca (la FLC) della CGIL. Ne parliamo con Giovanni La Rosa, segretario provinciale.
“Sono soddisfatto della responsabilità che è stata affidata alla nostra categoria – spiega il segretario La Rosa – e Siracusa risponderà con un ampio numero di partecipanti e una forte presenza della nostra categoria. Come dire che sarà una celebrazione sentita, una giornata per la memoria, una festa di popolo per rievocare i tragici fatti del 1° maggio 1947 a Portella della Ginestra, che vedrà partire da Siracusa anche una delegazione della Rete degli Studenti Medi, quest’anno al nostro fianco. Insomma un importante momento di condivisione che si vuole vivere in presenza”.
Quindi, una Flc Cgil impegnata a 360 gradi, quella siracusana. Proprio in questi giorni si è concluso anche uno dei seminari per la formazione delle Rsu. Avete raggiunto traguardi importanti!
“Sì. Ne sono molto soddisfatto. Alle ultime elezioni per le Rsu – risponde La Rosa – abbiamo raggiunto come Flc Cgil Siracusa ottimi risultati che ci vedono primi in Sicilia e tra i primi posti a livello nazionale. E per i neo eletti, chiamati a rappresentare le istanze del mondo della scuola e dei propri colleghi, come da tradizione, è necessaria una specifica formazione per competere con competenza e potersi confrontare con i DS, conoscere la normativa, sapere qual è il proprio campo di azione, cosa possono contrattare e cosa chiedere. I seminari che teniamo, concordati col centro formazione nazionale che invia i propri formatori, abbracciano tutti gli aspetti: dagli aspetti politici (la storia della Cgil e la sua centralità storica) alla parte più pratica e tecnica attraverso le descrizioni delle fasi della contrattazione d’Istituto con una simulazione finale che coinvolge in prima persona i corsisti. Il corso appena conclusosi ha visto anche un passaggio importante sulla comunicazione: linguaggio e tono hanno un’importanza fondamentale nel rapporto con gli altri e ancor più per i rappresentanti sindacali che svolgono una funzione di difesa dei lavoratori e di confronto con i dirigenti. L’incontro consente anche momenti di discussione tra le Rsu Flc della provincia e su quanto accade nelle varie realtà scolastiche, sulla normativa, sulle domande poste dai colleghi. Naturalmente altri momenti di confronto saranno avviati all’inizio del nuovo anno scolastico assieme al materiale di supporto per le nostre Rsu. Questi incontri sono molto partecipati con oltre l’80% dei nostri rappresentanti di base: ciò vuol dire che funziona e serve. Inoltre è sempre presente il nostro segretario regionale Adriano Rizza”.
“Il Primo Maggio vuol dire celebrare il lavoro che nella nostra provincia scarseggia – chiediamo al segretario -: cosa chiede la Flc Cgil di Siracusa a chi sarà eletto alla guida della nuova Amministrazione per il segmento istruzione e formazione, visto che il rilancio di una città inizia anche dalla cultura?”
“La maggiore criticità che riscontriamo – risponde La Rosa – è di certo quella dell’edilizia scolastica. Purtroppo se metto a confronto le scuole nelle quali di persona ho lavorato per oltre dieci anni in Piemonte, posso affermare che le nostre strutture sono davvero carenti. Va messa mano, in maniera decisa, all’edilizia scolastica. Abbiamo scuole con una sola via d’ingresso e di uscita o istituti superiori ospitati ancora nei bassi di palazzine senza neanche i laboratori; molti edifici sono fatiscenti e la soluzione che si trova è temporanea e palliativa! Manca il tempo pieno che è legato strettamente alle mense scolastiche e mancano fisicamente i luoghi per le mense stesse che, peraltro, dovrebbero partire, lì dove funzionano, da settembre e non in ritardo mettendo in difficoltà le famiglie. Parliamo di PNRR e innovazione ma se poi entriamo nelle scuole di Siracusa ci accorgiamo che il primo tema è la carenza di sicurezza. Il Comune dovrebbe mettere mano a un piano di infrastrutture e di logistica delle scuole che preveda anche, dinanzi alle strutture, adeguati spazi. Fare le prove di evacuazione oggi, in alcune realtà scolastiche, vuol dire condurre gli alunni sulle strade e tra le macchine. Si dovrebbe seriamente investire sul risparmio energetico e risolvere il problema del riscaldamento degli edifici: i termosifoni vengono accesi troppo tardi rispetto alle esigenze: i giovani alunni alle 8 devono trovare aule già riscaldate! Che senso ha accenderli dopo e avere situazioni in cui i ragazzi seguono le lezioni col plaid sulle spalle?” Edilizia e sicurezza le priorità, dunque.

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