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M5S: tra riorganizzazione e distinguo. Il punto di Giuseppe Lauretta, ‘motore della ripartenza’

Interpelliamo Giuseppe Lauretta che è stato l’assessore designato alle ultime amministrative di Siracusa, attivista della prima ora nel fondare il Movimento 5 Stelle in città con la sua passione politica che continua nel Movimento. Oggi, quale ruolo ricopre?

Siamo rimasti in pochissimi quelli della prima ora e portiamo avanti senza interessi personali la nostra attività. In questi momenti di rifondazione del Movimento tramite lo statuto e il regolamento appena votati, insieme al presidente, andremo a breve alla nomina dei vari responsabili locali. In questo momento esistono solo gli attivisti come me.

La situazione all’interno del movimento?

Non mi nascondo. Sempre ci sono stati problemi interni che nel futuro continueranno anche se li abbiamo risolti e cercheremo di risolverli senza contrapposizioni, questo è il vecchio modo partitico che non ci appartiene. Io come altri che credono nei valori del Movimento ci mettiamo la faccia ispirandoci ai principi fondamentali. Quindi se una cosa non ci va ne parliamo, è successo anche alle ultime vicende di Grillo. In quel caso Paolo Ficara pubblicamente da parlamentare si è dissociato, ma rimanendo nel movimento.

A chi alludi?

Mi riferisco all’avv. Moena Scala che vi ha concesso un’intervista mentre noi non la sentiamo da qualche anno fa.

Ha parlato della crisi comunale.

Non può rappresentare il movimento con sue personali dichiarazioni che non sono in linea con quelle del Movimento. Se si dichiara d’essere con Conte deve ammettere che è andata proprio contro il regolamento e lo statuto presentato da Conte e che lei ha votato. L’ha letto bene? Le sue dichiarazioni dicono il contrario. Lo statuto specifica che non saranno più tollerati faide interne tra i vari gruppi locali, nel Movimento locale possono coesistere, avendo un numero di iscritti superiore a 50, due gruppi dichiarandone il numero e nomi al Movimento nazionale. Questi gruppi dovranno seguire una condotta unica ed etica. Se dichiara a tutti fra interviste e social Contiana dovrà aver capito il senso dello Statuto territoriale che si presta oramai a strutturarsi quasi da partito.

Eppure è stata, come 5 stelle, presidente del consiglio comunale.

Quel posto chiamiamolo in un altro modo, perché l’ha ottenuto non dialogando con il Movimento, ma con i vari partiti e il capo gabinetto del sindaco Michelangelo Giansiracusa. Sono loro che hanno deciso tramite un accordo esterno al Movimento.

C’è quindi un fare politica differente?

Dico solo che altri nel Movimento, mi riferisco ai deputati Ficara, Pasqua, Zito fanno fatti con le loro quote, non parole. La differenza è forte e va sulla scia di chi se mosso nell’entrare nel movimento che non è solo scrivere sui social ad ogni operazione di Conte. Il Movimento in cui credo si muove nella democrazia partecipata.

Fra un anno le elezioni comunali cosa farete?

Si gestirà in un tutt’altro modo. Ho delle mie idee e mi sto muovendo ascoltando persone, anche fuori dal Movimento, debbono essere persone per bene e molto preparate. Anche se non ho ancora una nomina specifica, come recita il vecchio regolamento, il mio agire e i miei discorsi sono ascoltati a tutti i livelli del Movimento sono una voce autorevole perché si vede quello che faccio sbracciandomi quotidianamente, andando in giro e ascoltando tutti.

Allora quello che dice Moena Scala sul PD è sbagliato?

Al di là del suo discorso su sindaco e giunta di tecnici che è senza senso, il dichiarare un contatto fra il Movimento e PD non esiste. Per essere precisi mi sto incontrando spesso altri esponenti come Firenze, Veneziano, meno condizionati dall’establishment, non col segretario provinciale e comunale, legati alla gestione centrale del PD. Secondo me bisognerà trovare una quadra fra persone all’interno e all’esterno del Movimento per creare un piano politico omogeneo da presentare alla città. Un domani potrà venir fuori anche un sindaco non del Movimento, ma per bene e professionalmente preparato. È su questo che si sta lavorando.

Come è combinato il movimento a Siracusa?

In questo momento c’è dispersione fra chi è sull’andare via, chi s’è aperti a Conte e quelli come s’è visto con Ficara che, davanti alle esternazioni di Grillo, apertamente critico è rimasto nel Movimento.

Ha dei nomi per le prossime elezioni amministrative?

Ho già contattato una rosa di nomi, specialmente fuori dal movimento per un programma, anche il nome del sindaco. Ma ancora siamo in progress. Il criterio usato è quello della preparazione anche specifica oltre all’onestà e che non punti alla poltrona. L’importante sarà il progetto elettorale, su ciò ho trovato difficoltà.

Come mai?

Sono persone importanti e competenti, finora fuori nella politica, che sarebbero propense a prestarsi al progetto e dare una mano d’aiuto. Anche se a settembre inizieremo a confrontarci hanno difficoltà perché hanno paura di quest’ambiente troppo difficoltoso. Ma sono la parte migliore che può esprimere un cambiamento e trascinare al voto tanti siracusani da anni avviliti dalla classe politica non vanno a votare. Se non si arriverà a questo livello vorrà dire non presentare una lista e fare altro. Vincere le amministrative sappiamo che per noi è impossibile, ma iniziare a farsi conoscere come il nuovo Movimento di Conte. È questo quello che faremo confrontandoci con varie associazioni, specialmente ambientaliste, politici liberi da condizionamenti, ecc. Solo radicandoci sul territorio potremo dare un servizio alla città.

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