È trascorso più di un anno dal primo bando di “democrazia partecipata” quando un numero considerevole di Siracusani (oltre 5.500) ha partecipato con grande interesse all’iniziativa.
Sono state allora 67 le proposte presentate, votate attraverso centinaia di mail, che spaziavano in un’ampia gamma di settori. Alcune, in verità, “fantasiose” o realizzabili con una cifra superiore al massimo di spesa consentito (60.000 euro).
Nonostante le criticità, sia nella fase della presentazione dei progetti sia al momento del voto, non c’è stato chi non abbia considerato un successo la partecipazione entusiastica di quasi 700 cittadini all’incontro finale tenutosi all’Urban Center per scegliere le proposte ritenute migliori tra le 15 selezionate a seguito del voto da casa.
Terzo tra i quattro progetti da attivare è stato quello presentato da Ludovico Leone e sostenuto dalla Pro Loco “Farmacia letteraria”. Un budget richiesto di 8mila euro anche per acquistare la strumentazione necessaria e arredi e dar vita così a un percorso culturale alla Borgata nella prospettiva del programma più ambizioso della riqualificazione del quartiere, oggi rilanciato sulla scia della querelle sul Caravaggio: una rigenerazione che si attende, e promette, da anni.
La stimolante iniziativa culturale, presentata da Leone, un giovane che ha svolto il suo servizio civile presso la Pro Loco e ha continuato a seguire le attività del centro insieme al Presidente Luigi Puzzo, era volta alla creazione di un punto di aggregazione nel quartiere per tutte le etnie e culture presenti nel territorio, con il precipuo scopo di favorire uno scambio reciproco di tradizioni, usi e costumi “attraverso la forza del dialogo e della letteratura”. L’intenzione era di organizzare incontri per la lettura di libri, eventualmente anche direttamente a casa di anziani o di persone per un qualsiasi motivo costrette nella propria abitazione, dibattiti letterari e presentazione libri, un servizio di stampa on demand, corsi di lingua anche siciliana e di formazione in ambito artistico (disegno, pittura, fotografia, cinematografia, ecc.) e altre attività adeguate alle esigenze del quartiere. Tutto in collaborazione e nell’ambito della Libera Biblioteca di Santa Lucia. Ma in realtà la Pro Loco non ha poi realizzato il progetto a causa di contrasti “interpretativi” con l’Amministrazione Comunale.
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IL PUNTO DI VISTA DELLA PRO LOCO
Secondo il Presidente della Pro Loco Luigi Puzzo ci sarebbe stato un tentativo di stravolgere il progetto iniziale in qualche modo sottraendolo ai proponenti per condividerlo con altre, molte, associazioni quali Città Educativa, Arci, Ciao dei Maristi, Accoglierete, e altre ancora.
“Attraverso l’accesso agli atti presentato l’altro ieri intendiamo sapere cosa è accaduto e in base a questo si deciderà quale strada percorrere – spiega Puzzo -. Il regolamento parlava chiaro. Ogni progetto, in base al settore di riferimento, sarebbe poi stato sviluppato con il supporto dell’ufficio comunale competente. Quindi il nostro progetto avrebbe dovuto essere gestito da quello alla cultura. Perché invece è diventato di competenza dell’assessore Rita Gentile? Come si può parlare di democrazia partecipata se al cittadino viene solo assegnata la funzione di proponente l’idea e poi gli viene negata la possibilità di sviluppare il progetto che poi si affida ad altri? Si è fatto capire che la nostra richiesta di sedie, computer, proiettore, cioè quanto necessario alle iniziative culturali, fosse ascrivibile alla volontà di arredare e attrezzare la Pro Loco ma così non è dal momento che si sarebbe trattato, ovviamente, solo di un comodato d’uso da parte del Comune, con cui tra l’altro abbiamo una convenzione per una fattiva collaborazione. La nostra intenzione era, è, di collaborare sicuramente con la biblioteca di quartiere, di essere in qualche modo complementare ad essa che manca degli spazi adeguati per svolgere attività di aggregazione per i residenti. Forse l’assessore Gentile non sa che la Pro Loco, ovunque in Italia, non persegue interessi privati, ma pubblici, sociali. Dal nostro punto di vista si sta commettendo un’ingiustizia e ci si sta causando un danno d’immagine. Abbiamo coinvolto tante persone, convinte della bontà della nostra proposta, a un tour de force di ore e ore per esprimere la loro preferenza all’Urban Center e darci sostegno. Nei tre incontri avuti con l’assessore non è stato possibile chiarire nulla tale è stato l’arroccamento nelle sue posizioni senza possibilità di alcun compromesso”.
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IL PUNTO DI VISTA DELL’ASSESSORE RITA GENTILE
Assessore Gentile, cerchiamo di spiegare quali sono le motivazioni del contrasto tra La Pro Loco e l’Amministrazione in merito al Progetto Farmacia Letteraria. Vuole intanto spiegare cosa cita il regolamento che ha avviato la prima esperienza di Democrazia Partecipata?
Riporto alcuni passaggi fondamentali. All’art. 1 “l’attivazione di forme di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte politiche di governo del territorio, al fine di individuare e selezionare azioni di interesse comune”; all’art. 2 comma 1 “si attivino al fine di condividere le decisioni sulle questioni centrali dell’agenda politica”; all’art. 3 comma 2 “La cittadinanza attiva, dunque, non è solo una scelta etica ma diviene “requisito operativo” per la costruzione del bene comune, attraverso una partecipazione civica consapevole, che consenta di far emergere le criticità ed elaborare proposte e soluzioni per il territorio, avvalendosi dell’intelligenza collettiva”.
Da questo si evince con chiarezza che l’esperienza di democrazia partecipata, approvata con delibera del 22/06/2019 dal Consiglio Comunale ed ispirato alle varie normative e circolari che regolano la materia, presenta questa esperienza quale strumento di coinvolgimento democratico della popolazione alle decisioni dell’agenda politica della città, su tematiche individuate dal regolamento, art. 5, ispirate ad una logica di “costruzione di bene comune”. Quindi, il singolo cittadino, regolamento art. 6, attraverso lo strumento partecipativo è chiamato a proporre spazi d’intervento che l’agenda politica ha il dovere di realizzare a beneficio della collettività.
La procedura prevista dal regolamento ha permesso nell’ultima fase dell’iter avviato di individuare le quattro idee progettuali da realizzare. Dopo la pubblicazione della graduatoria dei progetti il 17 febbraio di quest’anno come da regolamento, si è proceduto con determina dirigenziale il 27 marzo alla presa atto dei progetti da finanziare, individuando i relativi capitoli di bilancio nei singoli servizi di competenza per materia.
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I progetti al momento hanno subito dei rallentamenti. Colpa della pandemia?
Sì. Il sopraggiungere del primo periodo di lockdown ha fortemente rallentato tutti i procedimenti e i progetti di democrazia partecipata non hanno fatto eccezione. L’ufficio Relazioni con la città, responsabile anche se non titolare dell’attuazione degli stessi, ha continuato a relazionarsi con i singoli uffici per monitorarne l’applicazione. Attualmente si va verso la realizzazione da parte dell’Ufficio del verde pubblico del progetto “Parco dell’Agorà”; il “muro del genio” sarà seguito dalle politiche scolastiche; il “portale della disabilità” è in carico all’ufficio informatica e la “farmacia letteraria” attende di essere realizzata dalla biblioteca di Santa Lucia che fa riferimento all’assessorato alla cultura.
Quali sono stati i problemi con La Pro-loco?
Va sottolineato che i progetti sono stati presentati da singoli cittadini che a loro volta, come per la “farmacia letteraria”, erano espressione di realtà associative. L’idea progetto presentata, votata dall’assemblea, appare in perfetta linea con i vincoli imposti dal regolamento di democrazia partecipata. Ma qualche giorno dopo la votazione il responsabile della pro-loco, associazione che aveva sostenuto la candidatura del progetto, ha presentato una lista di materiali da acquistare, attraverso l’Amministrazione Comunale, finalizzati alla realizzazione dell’idea progettuale. Probabilmente il carattere sperimentale dell’esperienza, prevista peraltro dal regolamento art 2 c.3, ha tratto in inganno i soggetti promotori del progetto che avevano l’attesa di ricevere una sorta di contributo economico, sotto forma di materiali, proiettore, sedie, computer, abbonamenti a riviste ecc., per la realizzazione dell’idea presentata. Sono seguiti numerosi incontri sia informali che formali durante i quali si è ripetutamente cercato di far comprendere la natura dell’iniziativa e i vincoli normativi della stessa. Si è ribadito che la realizzazione dell’idea progettuale andava necessariamente ricondotta a un servizio pubblico, nello specifico la biblioteca comunale del quartiere Santa Lucia, che avrebbe collaborato con l’associazione per l’individuazione delle singole azioni da attivare (cineforum, laboratori teatrali ecc.). Inoltre, si è data ampia disponibilità a realizzare la gran parte delle attività presso la sede della pro-loco, in una logica di fattiva sinergia fra pubblico e privato a servizio del quartiere. Di fatto questa proposta, che in un primo momento non pareva rappresentare un problema, non è poi stata accolta.
Perché la Pro-loco cita altre associazioni?
L’azione della biblioteca di Santa Lucia, titolare del progetto farmacia letteraria, persegue logiche di partecipazione e di promozione delle risorse associative presenti nel quartiere. Nel periodo estivo, quando sembrava che la Pro-loco avesse compreso e accettato la natura del progetto di democrazia partecipata e si attendeva che la stessa insieme alla responsabile del quartiere elaborasse progettualità specifiche, è nata l’esigenza di avviare una prima iniziativa. La biblioteca Santa Lucia ha coinvolto Città educativa, anch’esso un ufficio pubblico, ed ha insieme alla Pro-Loco coinvolto l’associazione CIAO, altra associazione ubicata nel quartiere. All’interno di questo impegno, dopo una iniziale adesione all’iniziativa, la Pro-loco ha comunicato al gruppo la propria volontà di dissociarsi in quanto continuava a non ritenere corretto di non poter disporre come riteneva più opportuno per la propria associazione della somma prevista dal progetto.
A questo riguardo va specificato che la biblioteca Santa Lucia, insieme agli altri partner, ha continuato il proprio impegno realizzando per quattro pomeriggi nel mese di luglio in piazza Santa Lucia un servizio di animazione e di lettura per bambini e di presentazione di libri per gli adulti. Tutta l’attività non ha necessitato di alcun onere economico ed ha avuto un positivo riscontro da parte degli abitanti del quartiere.
Quindi la Pro-loco è fuori dal progetto che ha presentato.
Mi spiace molto che non si sia compreso il valore della partecipazione dei cittadini a determinare un indirizzo per la realizzazione di un servizio. Comprendo che il carattere innovativo dell’esperienza non ha aiutato chi è in qualche modo legato al modello del “contributo” diretto alla propria, pur meritevole, attività associativa. La “Democrazia partecipata” apre a una nuova logica, cioè dà la possibilità alla cittadinanza d’individuare un servizio da realizzare collaborando per la sua attuazione. Il valore evidente è dato dal processo partecipativo e dalla sinergia che va a crearsi fra pubblico e privato, in quanto entrambi diventano coprotagonisti della realizzazione di un’azione. Assistiamo, quindi, a una comunità che non è più solo l’oggetto di un intervento ma lo determina nella fase ideativa e contribuisce, all’interno di una logica di collaborazione, alla sua attuazione. Continuo ad augurarmi che l’associazione che ha lavorato per questo fine possa accogliere questa logica facendola propria.
Posizioni inconciliabili a quanto pare

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