Il sindaco Francesco Italia qualche giorno fa ha scelto, come in molte altre svariate occasioni, di rivolgersi direttamente, e innanzitutto, ai concittadini con un messaggio video pubblicato sulla sua pagina social. Audiovisivo di poco più di un minuto che, finora, costituisce l’unica sua dichiarazione sulla nota e fin troppo diffusa ordinanza con cui la Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Siracusa, Antonella Coniglio, ha applicato delle misure cautelari nei confronti di alcuni degli indagati dell’inchiesta su appalti pubblici e corruzione, deflagrata in città e rimbalzata nelle cronache nazionali.
Nel punto centrale del messaggio, Italia ha detto di sentire “il dovere, l’esigenza di chiarire che io non risulto destinatario di nessuna delle misure cautelari previste nell’ordinanza e che a mio carico non sono state condotte attività di indagine volte alla ricerca della prova, quindi non sono stato oggetto né di perquisizioni né tantomeno di sequestri”.
Non ha però smentito la notizia – lanciata dall’Ansa il 14 ottobre e pubblicata dappertutto – che tra gli altri indagati nel procedimento penale (che non compaiono in questa ordinanza del GIP) ci sarebbe pure lui, per i reati ipotizzati di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti.
Sono solo alcuni della “pluralità di reati contro la Pubblica Amministrazione” commessi – secondo l’Ufficio di Palermo della Procura Europea che ha coordinato le indagini – da un “comitato di interessi, radicato a Siracusa, composto da pubblici ufficiali dell’Amministrazione Comunale ed imprenditori interessati all’aggiudicazione di appalti pubblici, con l’intermediazione di un carabiniere”.
Le 7 misure cautelari sono state disposte nei confronti di:
Salvatore Strazzulla, l’appuntato capo dei carabinieri attualmente detenuto in carcere, mentre si trovano agli arresti domiciliari l’imprenditore Massimo Boscarino e l’ex vicepresidente del consiglio comunale (dimessasi anche da consigliere) Concetta Carbone, che stamattina (19 ottobre) è stata interrogata dalla Giudice per le Indagini Preliminari ed ha respinto le accuse che le vengono contestate, fornendo una propria versione dei fatti;
per altri 4 imprenditori del settore costruzioni: Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino (1953), Salvatore Boscarino (1979) e Tino Bugliarello è stato stabilito il divieto temporaneo, per 12 mesi, di esercitare attività che consentano di richiedere contributi comunitari o statali.
Negli atti dell’ordinanza, compaiono estratti di numerose intercettazioni, in cui sono registrate conversazioni fra i sopracitati indagati fra loro e/o con altre persone (indagate e non), spesso solo citate nelle conversazioni, fra cui alcuni sindaci, assessori, funzionari della pubblica amministrazione.
Tornando al sindaco di Siracusa, scorrendo con attenzione l’Ordinanza, è citato diverse volte, ad esempio nelle trascrizioni di alcune intercettazioni di conversazioni fra il carabiniere Strazzulla e l’ex vicepresidente del consiglio comunale Conci Carbone.
Sempre nell’Ordinanza, sono invece due le registrazioni telefoniche nelle quali uno degli intercettati è proprio Francesco Italia.
La prima registrazione (del 13 giugno 2025) è di una telefonata che il sindaco riceve dal consigliere comunale Giuseppe Casella, il quale gli chiede di trovare una soluzione rispetto al problema della mancata costruzione della scuola di via Giusti nella frazione siracusana di Cassibile.
Casella gli dice di averne già parlato con Vincenzo Pantano (assessore all’Edilizia scolastica e alla Protezione civile ndr/nota del redattore) e con l’ingegnere Paolo Rizzo (funzionario tecnico comunale che, fra l’altro, si occupa anche di edilizia scolastica ndr).
Italia “scherzosamente” – scrivono gli inquirenti – risponde che la soluzione di Rizzo sarebbe dare più soldi alla ditta per prenderne un po’ per sé e darne un po’ agli altri, ma che la scuola si farà comunque senza se e senza ma, anche facendo un mutuo. E chiude, prima affermando che dove c’è Rizzo ci sarebbero imbrogli e delinquenti e poi raccomandando direttamente a Casella di stare attento, con un “vi faccio saltare la bomba” che secondo la valutazione del Gip lascerebbe intendere l’intenzione di Italia di denunciare la vicenda.
L’altra registrazione (effettuata nella stessa giornata del 13 giugno 2025) riguarda una telefonata nel primo pomeriggio tra il sindaco Francesco Italia e Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa e sindaco di Ferla. L’ordinanza del GIP rileva che nel corso della telefonata Italia conferma quanto sostenuto con il consigliere Casella ed afferma che l’ingegnere Paolo Rizzo e l’ingegnere Dell’Aira Michele, nelle occasioni in cui vengono nominati RUP (Responsabile Unico del Procedimento ndr) dei vari progetti comunali, fanno lievitare i costi delle opere pubbliche, in quanto, di volta in volta, pretendono dalle ditte appaltatrici una percentuale a modo di ‘tangente’, portando come esempio l’asilo di Cassibile e arrivando a definire questo comportamento come il metodo Dell’Aira e il metodo Rizzo.
Non ci sembrano per nulla battute, ma accuse davvero pesanti.
L’ingegnere Michele Dell’Aira è tra gli indagati certi nel procedimento penale, e dopo l’interrogatorio fissato per il 30 ottobre la dottoressa Coniglio deciderà se e quale misura cautelare applicare pure a lui. Mentre non sappiamo se l’ingegnere Paolo Rizzo compaia tra gli indagati o sia soltanto citato, in questo caso dal sindaco e con accuse particolarmente gravi.
Ma in base a quali informazioni ricevute e da chi, e a quali casi specifici fa riferimento Francesco Italia? Sospettando o informato di comportamenti scorretti, ha mai preso dei provvedimenti a riguardo (rotazione degli incarichi, altro…)? Ha presentato delle denunce?
Più che con un altro messaggio video, il sindaco dovrebbe dare dei chiarimenti in Consiglio comunale, come da giorni gli chiedono partiti e gruppi di opposizione dentro e fuori Palazzo Vermexio.

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