CONSORZIO UNIVERSITARIO SIRACUSANO fine corsa? Lo scontro tra Regione e Consorzio gela il futuro universitario di Siracusa. Chi se ne (pre)occupa? 

A sensazione, mi pare di capire dalle prese di posizione dell’Università di Messina e soprattutto dell’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, che le probabilità che il C.U.Sir. (Consorzio Universitario Siracusano), possa uscire dalla crisi in cui si trova siano ridotte al lumicino, anche se non mi sento di escludere, conoscendo certe dinamiche siciliane, un componimento tra le parti.
L’Università di Messina, a cui non si può rimproverare nulla, ha diramato un comunicato per esprimere la massima disponibilità alle studentesse e agli studenti ad assicurare la  continuità didattica, anche in forme alternative, e la solidarietà ai dipendenti del Cusir, che si sono astenuti dal lavoro per mancata corresponsione delle retribuzioni a loro spettanti.  L’Ateneo messinese si dice inoltre “pronto ad avviare interlocuzioni con altri attori istituzionali competenti per individuare soluzioni alternative” qualora il Cusir non fosse nelle condizioni di garantire lo svolgimento dei servizi previsti dagli accordi. Insomma, se non è un aut aut ci assomiglia molto.
Il Cusir contesta alla Regione l’omessa erogazione dei finanziamenti previsti dalla legge per la gestione dei corsi universitari e il funzionamento della struttura amministrativa. Ma l’assessore Turano rigetta ogni accusa e addebita al Consorzio la responsabilità del mancato accredito dei fondi per aver  impedito con atteggiamenti ostruzionistici l’insediamento del presidente del Consorzio stesso, designato dalla giunta regionale, e dei revisori dei conti. Un ente acefalo e privo degli organi di controllo non è legittimato, secondo l’esponente del governo regionale, a ricevere finanziamenti. Inoltre viene contestato al Cusir di non aver aggiornato i libro dei verbali dell’assemblea dei soci e del consiglio di amministrazione e gli vengono mossi rilievi sulla tenuta della contabilità.
Come si vede, la posizione del governo regionale è tranciante. Non sto qui a ripetere il dettagliato J’accuse dell’assessore Turano, ma quando si portano le carte alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti, i margini per appianare i contrasti sono pressoché nulli.
Ancora più perentorio è l’avvertimento con cui l’esponente del governo regionale conclude la lettera di cinque pagine di accuse. “C’è però – scrive Turano – un principio al quale non possiamo derogare: le risorse pubbliche destinate al Cusir devono essere utilizzate per la collettività studentesca e per garantire l’offerta universitaria. Il Consorzio non è un’attività privata… e non può essere gestito secondo logiche estranee alla sua funzione pubblica”. Accuse roventi che richiederebbero un chiarimento da parte della governance del Cusir, anche per tutelare l’immagine degli amministratori e dei soci.
Ci sarebbe da fare una riflessione sul senso dell’insediamento universitario a Siracusa, sui suoi obiettivi, sulla sua coerenza con i caratteri identitari della città. Ma, avendo una qualche esperienza in materia, so che con la nostra classe dirigente e con i rappresentanti istituzionali che abbiamo eletto sarebbe tempo sprecato.

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