Abbiamo la sensazione che lo scontro politico-istituzionale che ha ‘occupato’ la cronaca dei giorni scorsi tra il deputato regionale Carlo Auteri (DC) e la presidente dell’Iacp di Siracusa, Alessia Scorpo (FdI), – incentrato sulla procedura per la nomina del nuovo direttore generale dell’ente – sia destinato a riservare nuovi e interessanti colpi di scena.
Non è certo la prima volta che il deputato muove critiche all’operato dell’Istituto. Già in precedenza è intervenuto polemicamente proprio sulla nomina della presidente: “Il suo curriculum non appare idoneo rispetto al ruolo… Invito tutti a leggere quello di Andrea Sangregorio, uno dei componenti Iacp: per esperienza e competenze sarebbe stato, senza dubbio, il profilo più indicato… La nomina delle parti sociali appare illegittima. Avrebbe dovuto essere sottoposta al parere della Commissione Ambiente e Infrastrutture (oltre che Affari costituzionali) dell’Assemblea regionale siciliana. Questo passaggio non è avvenuto, uno dei componenti è di Agrigento e non conosce il territorio, su questi punti chiederò chiarezza”, e ha in altro momento ‘denunciato’ i ritardi nell’assegnazione degli alloggi del ristrutturato ex albergo scuola di corso Umberto. – “Meno tagli di nastri e più porte aperte. Perché le case popolari servono quando vengono abitate, non quando vengono fotografate” – le sue parole.
Da qui l’attenzione del deputato (che ormai nello stile comunicativo sembra voler competere con il suo acerrimo rivale Ismaele La Vardera) si è ora spostata “sulla regolarità e trasparenza” dell’importante incarico quinquennale arrivando a chiedere l’intervento della Regione. Non a torto, invero. Auteri ha infatti in particolare stigmatizzato i tempi “inadeguati” dell’avviso per le manifestazioni di interesse, pubblicato il 29 luglio con scadenza al 5 agosto: appena 5 giorni lavorativi.
“È raccapricciante leggere un atto impostato in questo modo. Non sarebbero stati rispettati i criteri stabiliti dal regolamento interno, con particolare riferimento agli articoli 11 e 22, mentre ai professionisti interessati vengono concessi soltanto cinque giorni per partecipare. Una tempistica così ristretta rischia di compromettere la trasparenza e la più ampia partecipazione” ha detto il deputato, non mancando di evidenziare come, nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 23 luglio, Andrea Sangregorio si fosse astenuto in aperto dissenso con i colleghi.
La sua contestazione è stata ritenuta fondata dal Dipartimento regionale che, lo scorso primo settembre, ha disposto una formale istruttoria di vigilanza, bloccando l’incarico e imponendo la riapertura dei termini per le candidature (17 quelle intanto già presentate).
Lasciando da parte la cronaca del botta e risposta che ne è seguito, ad attirare la nostra curiosità sono stati ben altri passaggi dei comunicati ufficiali.
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“Perché Auteri attacca sistematicamente l’attuale CdA proprio mentre l’IACP sta approfondendo i concorsi e le assunzioni della gestione precedente?” ha contrattaccato Alessia Scorpo spiegando che le verifiche interne sono doverosamente partite a tutela dell’Ente dopo la segnalazione di possibili anomalie nei punteggi. E ha affondato il colpo: “Proprio la legalità invocata da Auteri dovrebbe indurlo a sostenerle, non a delegittimare chi le ha disposte… Perché tanta ostilità verso l’attuale Consiglio e tanto silenzio sui concorsi, sui punteggi e sulle assunzioni della precedente gestione? Cosa teme possa emergere?»
Un interrogativo – che in realtà appare immotivato a chi legge i soli comunicati di stampa – che lascerebbe chiaramente intendere come l’attivismo mediatico e i video polemici di Auteri siano finalizzati a distogliere l’attenzione o a coprire le zone d’ombra ereditate dal passato, anziché a tutelare il bene pubblico.
Secondo la presidente, la levata di scudi del deputato è stata “Un buco nell’acqua che ha sottratto energie al lavoro utile: l’Iacp andrà avanti per la sua strada senza alcun condizionamento” ed ha ribadito ancora una volta, ‘avvertendo’ che gli approfondimenti sulla precedente gestione proseguiranno “con ancora maggiore determinazione per fare piena luce su assunzioni e concorsi e restituire trasparenza totale all’ente”.
La replica di Carlo Auteri non si è fatta attendere: “Non temo assolutamente nulla (!). Se esistono anomalie, vengano accertate fino in fondo e, se necessario, trasmesse agli organi competenti. La legalità vale per tutti, ieri come oggi… Se la presidente possiede elementi su irregolarità precedenti, faccia bene ad accertarli e ad adottare tutti gli atti conseguenti… Il resto sono polemiche che non mi interessano. Non entrerò nel gioco delle insinuazioni personali (!). Continuerò a esercitare il mio ruolo di controllo”.
Non temo assolutamente nulla. Non entrerò nel gioco delle insinuazioni personali. Ma quali messaggi subliminali si stanno scambiando Scorpo e Auteri? Esattamente di quali assunzioni e di quale concorso stanno parlando? Ci sarà forse uno svelamento di nomi noti?
Certo è che, in un contesto in cui non stupirebbe per nulla individuare consuete sacche di familismo e amichettismo, la questione degli incarichi nello Iacp resta caldissima.
Auteri – che con i suoi interventi su legalità e trasparenza sembra voler mettere una pietra tombale sui fatti che lo hanno visto protagonista, nel novembre del 2024, di uno scontro ‘epico’ con il collega La Vardera del cui esito giudiziario siamo ancora in attesa – si è fermamente opposto al ricorso a professionalità esterne: “Esistono professionisti già risultati vincitori di concorso e prossimi alla presa di servizio. La procedura più corretta sarebbe stata attendere il loro insediamento, valutare le professionalità disponibili negli uffici e garantire un adeguato affiancamento con il direttore uscente, così da assicurare una consegna ordinata delle procedure e delle attività amministrative… Questa operazione, realizzata alla fine di luglio e con tempi ridottissimi, alimenta il sospetto che l’avviso possa essere costruito per favorire una candidatura già individuata”.
Non si possono che condividere in pieno i principi di legalità invocati da entrambi i contendenti, ma restiamo davvero curiosi di vedere come andrà a finire. A meno che, per il “bene” di tutti, non si preferisca alla fine fare marcia indietro. Siamo purtroppo abituati alle pacificazioni dopo che volano stracci.

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