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CLASSIFICA QUALITA’ DELLA VITA: SIRACUSA PRECIPITA AL PENULTIMO POSTO

Anche quest’anno ci tocca registrare con amarezza e quasi rassegnazione la certificazione negativa (molto negativa) sulla Qualità della Vita riguardante il nostro territorio in base agli studi effettuati dal quotidiano Il Sole 24 Ore presentati domenica 24 maggio al Festival dell’Economia di Trento. Ricordando che i risultati della ricerca si riferiscono a tutto il territorio provinciale e non soltanto alla città capoluogo, Siracusa si piazza alla 106ma posizione su un totale di 107 province (penultima!) 2 posizioni in meno rispetto all’anno precedente. Al momento non risultano posizioni ufficiali e commenti da parte delle istituzioni e forze politiche chiamate in causa e non sappiamo cosa si possa provare, per chi detiene le redini e le responsabilità amministrative, nel vedere valutata la propria gestione in maniera così negativa, perpetUata e addirittura peggiorata negli anni. Ci asteniamo da commenti ulteriori (che si ripetono purtroppo oramai da tanti, troppi anni) e ci limitiamo a pubblicare soltanto dati (testi e immagini ripresi dai siti de Il Sole 24 Ore e da Sky TG24) nella speranza che un dibattito serio in merito si possa prima o poi intraprendere che coinvolga tutte le parti sociali nella convinzione che Siracusa (tra l’altro candidata a Capitale Europea della Cultura) meriti di più di una semplice immagine vetrina da glamour. 

 

   

 

I dati che emergono dalla nuova edizione della “Qualità della vita per fasce d’età” del quotidiano Sole 24 Ore, presentata domenica 24 maggio al Festival dell’Economia di Trento:

Firenze è la provincia italiana dove i BAMBINI vivono meglio.

Bolzano conquista invece il primato nella qualità della vita dei GIOVANI

Trieste guida la classifica dedicata agli ANZIANI.

L’indagine e gli indicatori base

L’indagine, giunta alla sesta edizione, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica della “Qualità della vita delle province italiane”, che Il Sole 24 Ore pubblicherà a fine anno. La nuova edizione amplia il numero degli indicatori territoriali, che passano da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra le principali novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti – farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali – e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di bisogno.

Indicatori selezionati e certificati

La classifica si basa su “indicatori sempre selezionati da fonti certificate“, ha spiegato Michela Finizio, giornalista del Sole 24 Ore che ha presentato la classifica a Trento. “Prima di tutto Istat, ma collaborano con noi anche altre realtà, come Infocamere, oltre a soggetti scientifici e istituzionali che ci forniscono pacchetti di indicatori di dati ormai molto consolidati. Parliamo, ad esempio, di indicatori legati ai farmaci, ai servizi, alle condizioni sociali ed economiche”.

La graduatoria dedicata ai BAMBINI
Dai dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali. Per quanto riguarda la graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).
La qualità della vita dei bambini
Osservando invece la classifica delle città per qualità della vita dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni), Firenze come detto è in testa. Milano e Aosta completanto il podio, rispettivamente in seconda e terza posizione. La maglia nera spetta invece a Trapani, con Catania e Crotone rispettivamente in penultima e terzultima posizione.

La graduatoria per GIOVANI e ANZIANI
Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato. Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell’assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d’Italia, pari a 26.300 euro annui. Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65.

La qualità della vita dei GIOVANI
La classifica sulla qualità della vita dei giovani, di età compresa tra 14 e 35 anni, mostra invece Bolzano in testa. A seguire si trova in seconda posizione Trento, mentre Gorizia occupa il gradino più basso del podio. Taranto è invece ultima, con Sud Sardegna e Barletta Andria Trani rispettiavamente in penultima e terzultima posizione.

La qualità della vita degli ANZIANI
E ancora, è presente la graduatoria della qualità della vita degli anziani. Qui è Trieste a primeggiare, seguita sul podio da Trento e Milano. Invece la maglia nera è per Vibo Valentia, preceduta da Frosinone e Cosenza in penultima e terzultima posizione.

(Fonte: Sky TG 24)

   

La Qualità della vita è la dimensione del benessere che più impatta sulla percezione soggettiva. La soddisfazione personale verso il contesto urbano in cui si vive, non sempre allineata alle performance rilevate dagli indicatori statistici, nelle province di Trento e Bolzano si sposa perfettamente con i risultati della 36esima edizione dell’indagine del Sole 24 Ore che incorona questi territori in cima alla classifica.

È proprio nelle due province autonome che, secondo l’ultima rilevazione Istat sugli «Aspetti della vita quotidiana» (pubblicata a maggio 2025) si rileva il più elevato livello di soddisfazione per la vita espresso dal 61,9% dei cittadini.

In particolare per il Trentino si tratta di una convalida: la provincia autonoma, che sale di un gradino e arriva al primo posto, quest’anno ha già vinto due tappe intermedie con indici tematici che contribuiscono a dare forma alla classifica di fine anno: l’Indice della sportività ed Ecosistema urbano, pubblicati sul Sole 24 Ore tra settembre e ottobre scorso.

Il primato di Trento rappresenta anche un ritorno: il palmarès trentino, dal 1990 al 2024, conta due ori, tre medaglie d’argento e ben nove di bronzo.

Il podio e la top 10 premiano arco alpino e Nord

Stringendo l’inquadratura sulle statistiche, il Trentino è uno dei più longevi e in salute: “batte” la media italiana in più della metà dei 134 indicatori considerati dal rapporto sul Benessere equo e sostenibile dell’Istat, molti dei quali inclusi tra i 90 della Qualità della vita. Perfino la percezione della sicurezza è elevata: sette persone su 10 camminerebbero da sole al buio.

Trento è la punta di un iceberg che poggia sulla solidità dell’arco alpino. Sul podio dell’edizione 2025, salgono anche Bolzano (già cinque volte prima, l’anno scorso era terza) e Udine, vincitrice dell’edizione 2023. Il territorio altoatesino viene spinto in seconda posizione dalle performance in «Affari e lavoro» e dai primati in alcuni importanti indicatori tra cui il quoziente di natalità (i nuovi nati ogni 1000 abitanti sono 8,4 contro i 6 della media nazionale). Udine, invece, è nella top 10 della classifica che misura la qualità di «Ambiente e servizi», terza per densità di impianti fotovoltaici.

La top 10 è tutta settentrionale e premia, come spesso accade nella “bilancia” dei 90 indicatori, piccole province come Bergamo (vincitrice nel 2024, ora al 5° posto), TrevisoPadova (che ritorna tra le teste di serie dopo 30 anni di assenza: era nona nel 1994) e Parma. E segna il ritorno all’apice della classifica generale anche delle grandi aree metropolitane come Bologna e Milano, rispettivamente al 4° e all’8° posto, in testa per «Demografia, società e salute», la prima e per «Ricchezza e consumi» e «Affari e lavoro» la seconda.

Le grandi città in risalita

Nel complesso, le città metropolitane registrano un miglioramento rispetto all’edizione 2024: solo due su 14, Bari e Catania, calano di posizione rispetto all’indagine dell’anno scorso, mentre altre due (Firenze, 36ª, e Messina, 91ª)risultano stabili. La competitività di questi territori sul piano degli affari e del lavoro, ma anche l’attrattività su quello degli studi e dell’offerta culturale, contribuiscono dunque a mitigare la presenza di disuguaglianze accentuate che rende queste aree più esposte alla polarizzazione interna.

A guidare la risalita con un avanzamento di 13 posizioni è Roma, che si piazza 46ª, mentre Genova sale di 11 gradini arrivando al 43° posto. In miglioramento anche le già citate Bologna, che rimane tra le prime dieci ma a +5 sul 2024, e Milano (+4). Torino sale di una posizione (57ª) .

La prima area metropolitana del Mezzogiorno, inteso nella sua accezione più ampia che comprende anche le isole, è Cagliari, che sale di cinque posizioni e si piazza 39ª, seguita da Bari (67ª, ma in calo di due posizioni), Messina (91ª), Catania (96ª, in calo però di 13 posizioni), Palermo (97ª)e Napoli (104ª) e Reggio Calabria, ultima per il secondo anno consecutivo.

       

Il Sud in coda

Se, come detto, il vertice della classifica è un buon mix tra piccole province e aree metropolitane del Nord, per individuare il primo territorio meridionale bisogna tornare al 39° posto di Cagliari.

Il dato conferma una spaccatura geografica che, in 36 edizioni della Qualità della vita, non ha accennato a sanarsi, nonostante i punti di forza del Sud nella demografia, nel clima, nel costo della vita decisamente più accessibile, e i fondi (inclusi quelli del Pnrr) che negli anni hanno contribuito a dare una spinta alle imprese e al Pil dei territori in questione: le ultime 22 classificate, infatti, continuano a essere province meridionali.

(Fonte: Marta Casadei e Michela Finizio Il Sole 24 Ore)

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