Un’affollata assemblea cittadina, convocata dal Movimento Cinque Stelle, ha segnato un primo significativo passo verso un’alternativa concreta all’attuale ‘modello’ amministrativo. L’obiettivo: superare l’apatia dell’elettorato e costruire una coalizione credibile in vista delle prossime elezioni comunali.
Nonostante la giornata fredda e piovosa, e il pomeriggio prefestivo, la sala della Pio La Torre era piena. L’attenzione palpabile.
All’incontro pubblico, su input del referente per il gruppo di Siracusa del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Mirabella, hanno risposto numerose organizzazioni, associazioni, comitati e partiti del cosiddetto campo largo, o meglio ‘progressista’ come si è voluto specificare.
Non è stata una semplice riunione, ma un momento importante di confronto sentito dove chiunque abbia voluto intervenire, semplice cittadino o rappresentante di una forza politica o movimento civico, nei pochi minuti a disposizione, ha contribuito a tracciare un percorso comune.
Si è evitato di elencare, ancora una volta, i problemi “incancreniti” della città per proporre piuttosto una nuova traccia organizzativa in vista del prossimo appuntamento elettorale, che potrebbe avvenire prima della scadenza naturale della primavera del 2028.
Il principio guida emerso con forza è stato: “Unire e non dividersi sulle differenze”. Per farlo, la proposta condivisa è stata quella di costituire tavoli di lavoro tematici per stendere un programma comune, valorizzando le competenze presenti sul territorio.
In questo senso non si possono dimenticare le elaborazioni di alcune forze politiche sulla cui base sono stati già elaborati documenti ricchi di proposte che potrebbero costituire una base di partenza solida.
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Particolarmente significativo è stato l’intervento di Giulio, laureando in matematica a Catania, che ha lanciato un allarme generazionale: tra i suoi coetanei, chi vota per la prima volta o poco oltre quasi nessuno conosce approfonditamente le questioni politiche, né comprende i gravi problemi della città. Avvicinare i giovani, creare un linguaggio appropriato con uno spazio a loro vicino, è stato il suo invito. Si potrebbe prevedere infatti un gruppo specifico di lavoro su questo importante e significativo tema per iniziare a pensare alla formazione della prossima classe dirigente, al futuro politico e sociale della città.
Altro fronte cruciale è quello dei cittadini disillusi, ormai “migliaia”, completamente distanti dal voto. È da ricordare che il sindaco Francesco Italia è stato eletto da una minoranza dei Siracusani. Il disprezzo per la politica è totale, al punto che molti non credono neanche al contributo di un milione di euro del M5S per la frana di Niscemi, chiedendo di “vedere l’assegno”. “È rotto qualsiasi rapporto di solidarietà”. È questa l’amara constatazione. Si è diffusa l’idea che chi fa politica lo faccia esclusivamente per scopi pecuniari, affatto per interessi generali.
Contrastare questo pregiudizio appare come la prima, enorme sfida.
Il dibattito ha messo nero su bianco il paradosso siracusano, ben documentato dai report annuali del Sole 24 Ore. C’è una foto che viene presentata di una provincia di cui la città ha un peso dominante con uno dei PIL più alti in Sicilia, ma anche con la più alta percentuale di dispersione scolastica regionale, la prima per densità automobilistica, un alto numero di bassi ISEE e alto numero di pensioni minime (Inps, Istat). È la fotografia di una città spaccata tra una minoranza che si arricchisce e una maggioranza che si impoverisce. Il Sole 24 Ore ha collocato nell’ultimo report la provincia di Siracusa al penultimo posto per qualità della vita. Ma estrapolando dall’archivio storico e dai nostri relativi articoli questa discesa è iniziata trent’anni fa. È presente una realtà povera, non solo con forti contrasti economici ma anche a livello culturale, di mancanza strutturale di servizi e sicurezza nelle strade.
Di fronte a questo quadro, l’iniziativa lanciata dal coordinatore M5S Giuseppe Mirabella, affiancato dall’on. Gilistro e on. Filippo Scerra insieme a numerosi aderenti al Movimento, è stata giudicata importante e tempestiva. Tutti ne hanno richiesto un passo successivo. Infatti, alle conclusioni, Mirabella ha proposto un prossimo incontro più ristretto con due rappresentanti per ogni realtà che si è presentata, con la missione di giungere a tavoli di proposte concrete. La spinta viene anche dalla lezione del recente passato. In molti hanno sostenuto che non si potrà ripetere il “fallimentare esperimento” dell’ultima campagna elettorale, quando la coalizione di centrosinistra trovò il nome per il sindaco solo all’ultimo nanosecondo. “Un grande errore che si sta pagando duramente” con un’amministrazione giudicata “troppo lontana dai cittadini e dalle regole democratiche”, gestita in modo opaco e citata per le operazioni su acqua e rifiuti davvero esecrabili.
La speranza viene dai quartieri, si potrebbe affermare. I rappresentanti dei comitati di Mazzarona, Ortigia e Borgata hanno ribadito con forza la necessità di uscire dall’apatia, portando proposte autentiche che partano dalla promozione dei loro luoghi: dalla mancanza di verde ai problemi di sosta, sicurezza e decoro. Alla fine del dibattito, in molti si sono detti propensi a non far spegnere questo “inizio di fuoco”. La parola d’ordine è andare avanti, correre nell’organizzarsi. “C’è da far capire alla città che deve spezzare quest’apatia”. Costruire un’alternativa trasparente e credibile non è solo interesse delle forze in campo, ma di tutti coloro che vogliono bene a Siracusa. La strada è in salita, ma il primo passo, quello di sabato, sembra essere stato mosso.

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