Per comprendere le sfide del territorio, abbiamo incontrato Franco Nardo, nuovo segretario della Cgil di Siracusa. Segretario Nardo, partiamo dal tessuto produttivo. Qual è la situazione nell’area industriale?
Stiamo vivendo una crisi silenziosa ma profonda. Prendiamo la Sasoil, l’unica industria chimica rimasta nel Sin, fatica a restare competitiva e rischia la chiusura. Ci stiamo adoperando per una fuoriuscita graduale, con pensioni anticipate per chi può accedervi. I lavoratori diretti sono circa 700, che diventano 1.400 considerando l’indotto. Per il personale non pensionabile promuoviamo percorsi di formazione, pur in assenza, al momento, di piani aziendali di riconversione. Dobbiamo affermare che il dialogo con le multinazionali è complicato da un problema strutturale: i centri decisionali sono tutti all’estero.
E gli altri grandi impianti?
Il caso più critico è quello dell’Isab che ha come proprietaria la Coin Energy, un interlocutore che è società finanziaria non industriale. Inoltre un eventuale congelamento dei beni, ancora siamo in questa fase decisoria, metterebbe a rischio l’approvvigionamento di materie prime e potrebbe portare alla chiusura delle raffinerie. L’Isab a detta dell’azienda negli ultimi 2-3 anni ha avuto una produzione notevole con buoni ritorni economici. Inoltre è prevista una manutenzione straordinaria per il 2027, ma le sue criticità dipendono più dai mercati finanziari che dalla produzione. Poi nel polo industriale la crisi colpisce duramente il settore metalmeccanico, fortemente interconnesso con quello petrolifero.
Passiamo a un altro tema cruciale: il depuratore consortile (IAS).
L’impianto, con i suoi circa 50 dipendenti e il piccolo indotto, ha già la capacità di trattare i reflui urbani di gran parte della provincia. La situazione sappiamo che è bloccata tra Regione e Magistratura. Noi riteniamo concretamente possibile allacciare i reflui della città di Siracusa (non funziona molto bene quello cittadino), ma anche di Augusta, utilizzando un tratto di tubazione già esistente. Nel Comune di Augusta, però, si discute se costruire un nuovo depuratore. Mentre il collegamento con IAS porterebbe a far si che le risorse per il depuratore ad Augusta verrebbero destinate ad altre opere urgenti per la città.
E sui controlli ambientali agli scarichi industriali? Manca personale Arpa.
Esatto, c’è una grossa carenza. Abbiamo la Sonatrach che ha sviluppato un sistema di recupero e riutilizzo delle acque e l’ISAB che sta aggiornando il proprio depuratore per ridurre l’impatto. Ma senza controlli adeguati il rischio è alto. Per questo abbiamo chiesto alla Regione – Assessorato alle Attività Produttive – di procedere con nuove assunzioni. L’assessorato ha indetto un bando per assumere chimici, con focus sulle zone industriali, è essenziale per monitorare i reflui e prevenire l’inquinamento.
Parliamo di mobilitazione. Come vi siete organizzati per lo sciopero generale del 12 dicembre?
C’è molta partecipazione da parte di tutti, i temi sono importanti. Noi abbiamo organizzato otto autobus con circa quattrocento lavoratori che da Siracusa partiranno per la concentrazione a Palermo. Le tematiche portanti sono fisco, salari e sanità.
Sul fronte sanitario provinciale, quali sono le vostre proposte?
Proponiamo una strategia degli “Ospedali Riuniti”, un collegamento organico tra i presidi del nord e del sud della provincia. Poi c’è la questione del nuovo ospedale, i cui lavori continuano a subire ritardi con un aumento dei costi stimato tra i 30 e i 35 milioni di euro. Il presidio ospedaliero a Siracusa è troppo fatiscente. Una nuova sua realizzazione è necessaria per ridurre la migrazione sanitaria e potenziare le specializzazioni, visto l’allungamento esponenziale delle liste d’attesa: dai 180-240 giorni per la Cardiologia fino a 3 anni per la Gastroenterologia.
State pensando alla situazione giovanile?
È necessario intercettare i giovani e consideriamo di cercarli nei posti di lavoro che sono principalmente precari fra part-time, a tempo indeterminato, ecc. per far conoscere loro i propri diritti creandosi una coscienza sindacale. Osserviamo che quando ci avviciniamo a loro li troviamo molto diffidenti pensano che si voglia avere qualche cosa. Un’altra maniera nella coscientizzazione è quella di avvicinarli negli ultimi anni di scuola anche con esperienze progettuali, alcune di queste sono state fatte anni fa con risultati positivi. Abbiamo trovato dirigenti aperti a tali progetti.
Sul tema Borgata?
Lo seguiamo con attenzione tramite la locale camera del lavoro vedremo gli sviluppi, noi come Cgil vogliamo avere una interlocuzione diretta con il sindaco per capire le sue intenzioni e portare avanti quelle rivendicazioni molto sentite nel quartiere.
L’amministrazione comunale sventola apertamente e velatamente la Ztl, già intrapresa in zone della città.
Ben venga un ampliamento, ma si deve partire dal dare prima i servizi adeguati a tutti i cittadini. Per superare quell’abitudine di usare l’auto anche come si osserva con un solo passeggero il Comune si deve attrezzare prima. Per compiere una politica seria c’è bisogno di conoscere gli orari della città metterli in relazione con i servizi farli sposare, così si supererebbero una serie di difficoltà esistenti nel traffico troppo intenso e caotico. È stata l’originale proposta portata avanti dal sindaco Fatuzzo che poi non ha avuto nessun seguito.
Ultimo tema: lo scenario sindacale interno alla Cgil e il rapporto con le altre confederazioni.
Nella CGIL a livello nazionale è in corso un dibattito precongressuale, con la contrapposizione tra la linea “landiniana”, di confronto più duro, e un approccio più dialogante. Il segretario Maurizio Landini ha annunciato che non intende candidarsi in politica, lascerà il sindacato. C’è un movimento di riposizionamento del sindacato nella realtà italiana nazionale, vedremo. A livello locale, svolgiamo con le altre confederazioni intese per ricercare l’unità d’azione. Attualmente, la UIL è guidata da una reggente temporanea, mentre nella CISL è subentrato il nuovo segretario Giovanni Migliore, proveniente da Ragusa e dal settore della formazione. Comunque, noi siamo sempre pronti al dialogo, senza pregiudiziali, adoperandoci per il bene dei lavoratori.

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