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ZTL a Santa Lucia: scatta la protesta dei residenti. “Decisione folle, ci avete ignorati”

Con una mossa a sorpresa, il Comune ha presentato una proposta che estenderebbe la Zona a Traffico Limitato (ZTL) anche alla Borgata Santa Lucia, dove vivono circa 11.000 persone.
Il progetto prevede limitazioni al traffico nei giorni feriali, dalle 8 alle 20. Le regole per gli orari, l’accesso dei veicoli per le consegne e gli aventi diritto ai pass, come in Ortigia, verrebbero definiti da uno studio di fattibilità.
La notizia ha scatenato l’ira dei residenti. Molti la definiscono una “follia” e già accusano l’Amministrazione di non ascoltare le esigenze del quartiere. Da tempo, un comitato di cittadini aveva avanzato al sindaco richieste precise per risolvere problemi urgenti del quartiere quali la presenza della microcriminalità, l’illuminazione pubblica insufficiente e le difficoltà economiche delle attività commerciali con la chiusura di molti esercizi da affrontare eventualmente con incentivi studiati ad hoc. Invece di una risposta su questi fronti, i residenti hanno ricevuto l’annuncio della ZTL, percepita come un’imposizione calata dall’alto senza preavviso.
La protesta si sta già organizzando. L’obiettivo è indire un’assemblea pubblica al più presto, chiamando il sindaco a dare spiegazioni. La maggior parte degli abitanti è “sul piede di guerra”, in un momento già difficile per l’economia del quartiere.
Alcuni sollevano dubbi più profondi: “È democratico?” si chiedono, ricordando che il Comune ha già chiuso la circoscrizione e la biblioteca, un punto di riferimento per i servizi, creando grossi disagi soprattutto agli anziani.
Ma qual è il vero obiettivo di questa decisione? Molti sospettano che si voglia trasformare Santa Lucia in una “Ortigia 2”, ampliando la zona turistica per soddisfare il boom di case vacanza e la presenza di turisti tutto l’anno. Rimane forte la domanda: perché questa decisione improvvisa e autoritaria?
Il documento fa riferimento al SAP 2 (spiegato in fondo pagina).

* Nel documento citato troviamo la sigla SAP 2 in riferimento al PUMS (Aggiornamento Piano di Mobilità Sostenibile) come spiega Davide Biondini, portavoce del Comitato Ortigia Resistente.

Nel PUMS dell’anno 2024 di Siracusa i riferimenti a SAP 1 e SAP 2 sono due fasi di pianificazione e aggiornamento del Piano (“Sistemi di Attuazione e Programmazione”) previste per garantire continuità ai progetti del SAP 1 che rappresenta la prima fase tecnica di sviluppo del PUMS, in cui vengono raccolti e aggiornati quali: dati di traffico, sosta e mobilità; la rete viaria e il trasporto pubblico locale; indicatori ambientali e sociali; valutazione dello stato attuale delle infrastrutture.

Serve quindi a fotografare la situazione reale della mobilità urbana (il cosiddetto quadro conoscitivo) e a verificare la coerenza con la pianificazione pregressa (PUT, PRG, PIIM regionale). È una fase diagnostica, propedeutica alla costruzione delle strategie e degli scenari di intervento successivi.

Invece il SAP 2 – (Scenario di Piano e Azioni Programmate). È la fase di costruzione del Piano vero e proprio, dove si definiscono: gli obiettivi strategici (riduzione traffico privato, incremento TPL, ciclabilità, sicurezza, accessibilità); gli scenari alternativi e la scelta di quello ottimale; le azioni e gli interventi concreti (ZTL, parcheggi scambiatori, BRT, piste ciclabili, pedonalizzazioni, ecc.); le priorità temporali e il piano economico; i criteri di *monitoraggio e indicatori di performance (KPI)*.

In pratica, il SAP 2 traduce le linee guida del SAP 1 in scelte operative, articolando gli interventi per fasi di attuazione e coerenza territoriale.

SAP 1 = diagnosi e fotografia della mobilità attuale.

SAP 2 = visione strategica, obiettivi e misure operative.

Insieme costituiscono la struttura evolutiva del PUMS, che dovrebbe portare dalla conoscenza alla gestione sostenibile del sistema di mobilità urbana.

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