DA NON PERDERE

SASOL. Incertezze sul futuro dei lavoratori di Augusta. Intervista ad Andrea Bottaro UILTEC

Giorno 24, presso la sede della Confindustria, è in programma un incontro tra sindacati Sasol e proprietà, e c’è grande preoccupazione. Ad esprimerla, nei giorni scorsi, una partecipata assemblea dei lavoratori dello stabilimento di Augusta.

La SASOL è ancora uno dei più grandi impianti chimici d’Europa presente sul nostro territorio dai primi degli anni 70, pur se cambiando nel tempo nome e proprietà. Il fatturato di Sasol Italy nel 2020 è stato di circa un miliardo di euro.

Il sito di Augusta è leader europeo nella produzione attraverso i suoi cicli di lavorazione di svariati prodotti derivati dal petrolio e utilizzati da clienti terzi per la preparazione finale dei detersivi domestici, liquidi e in polvere, di detergenti e lubrificanti, e la sua posizione viene considerata strategica per la vicinanza delle raffinerie (in particolare dalla Sonatrach) e la movimentazione della gran parte dei prodotti, in ingresso e in uscita, via nave grazie al molo in uso comune con la Marina Militare,

L’area occupata è di oltre 880mila m2 e prima dell’attuale crisi che ha visto un calo di produzione, l’azienda produceva circa 1.300.000 t/anno grazie ai suoi 130 serbatoi dal volume complessivo di quasi 480.000 m3. Di 70.615.101 il fatturato del 2023

L’oggi, come si legge in alcune dichiarazioni, vedrebbe la Sasol andare avanti con gli impianti al minimo tecnico e fermi sulla carta i progetti presentati con enfasi tempo addietro. Restano chimere le promesse, i programmi lanciati nel 2023: addirittura “la creazione di una Valle dell’Idrogeno nella Regione siciliana, con la potenzialità di essere fra le più grandi presenti in Italia”. Questa l’ambizione della Sasol e dell’algerina Sonatrach di cogliere le opportunità della transizione energetica puntando sull’idrogeno verde destinato ad avere un ruolo strategico nel raggiungimento degli obiettivi comunitari di decarbonizzazione al 2050 tramite la produzione di carburanti liquidi a basse emissioni di carbonio.

Obiettivo: una riduzione di emissioni di CO2 (anidride carbonica) pari a circa 120mila tonnellate l’anno mediante l’utilizzo di tecnologie innovative.

Altro che progetto Hybla con la salvaguardia dell’occupazione diretta e dell’indotto oltre a nuove assunzioni: circa 1.200 unità direttamente e 1.500 nell’indotto! Il timore è che il giorno 24 verrà invece comunicato (ancora una volta come in anni passati) lo stato di crisi dell’azienda e l’esubero di 40/70 unità per le quali sarebbero in dubbio gli stessi ammortizzatori sociali date presunte difficoltà finanziarie dell’azienda. La concorrenza di produttori favoriti per esempio da un inferiore costo del lavoro starebbe inducendo la multinazionale sudafricana, presente in 22 paesi al mondo con oltre 28mila dipendenti, a valutare seriamente la possibilità di rivedere la propria politica industriale.

Tra i tre stabilimenti presenti in Italia – a Terrranova dei Passerini (Lodi) e a Sarroch (Cagliari), circa 600 dipendenti: sui 360 ad Augusta, un centinaio a Terranova, un trentina a Sarroch e il resto impiegato nella sede di Milano – in questa, per ora solo ipotizzata, intenzione di ristrutturazione/ riorganizzazione dell’azienda i tagli al personale cadrebbero proprio su quello del Siracusano.

Ne abbiamo parlato con Andrea Bottaro, segretario generale della Uiltec Sicilia.

Buongiorno Andrea. Sappiamo che il 24 ci sarà un incontro in Confindustria. I lavoratori temono che l’azienda intenda procedere con tagli degli organici. È una preoccupazione reale?

Il rischio è reale. Aspettiamo venerdì per capire cosa verrà proposto quando avremo maggiori elementi per poter fare qualche valutazione.ma certamente, sebbene ancora l’azienda non abbia lasciato trasparire nulla, è ipotizzabile un intervento in tal senso. È chiaro che quello che sta avvenendo in Sasol, come noi diciamo da tempo, fa perfettamente il paio con i passi indietro che tutta l’area industriale sta facendo. E noi non intendiamo rincorrere i piani delle singole aziende. A nostro modo di vedere serve un intervento concreto collettivo, perché essendo un’area fortemente integrata, se noi ci limitiamo a ragionare solo su singole aziende, si produrrà l’ennesimo disastro. Questa è la nostra impostazione.

Si paventano tagli tra il 12 e il 22%. Uno scenario apocalittico improbabile?

Purtroppo lo scenario apocalittico potrebbe essere quello più prevedibile…

I licenziamenti sarebbero previsti solo per il sito di Augusta? 

Così sembrerebbe, Augusta è lo stabilimento principe in Italia, è quello più grande, quello che poi dà la sostanza a tutta l’azienda. Ci preoccupa molto un piano di tagli così, senza investimenti e senza prospettive future, ma è necessario aspettare venerdì.

Alcuni lavoratori si interrogano anche sugli ammortizzatori sociali.

Sono voci che stanno girando ma dobbiamo capire appunto dove eventualmente si voglia andare a colpire, perché ci sono zone dove gli ammortizzatori sociali si possono fare e zone dove non possono essere applicati. Mi spiego: su alcune funzioni non puoi fare per esempio cassa e dovresti intervenire direttamente insomma con un esodo, con dei licenziamenti. Quindi diciamo che il rischio ci potrebbe essere, però fin quando non sappiamo cosa accade siamo nel campo delle ipotesi. Ormai insomma manca qualche giorno e avremo qualche elemento più chiaro, però sicuramente c’è forte preoccupazione.

Tu hai detto che l’azienda non vi ha pre-informato sulle sue intenzioni. È un comportamento usuale nelle relazioni con il sindacato?

Direi proprio di no. In genere, soprattutto ai livelli più alti, per capire bene la situazione dei passaggi intermedi sono stati sempre fatti . Tuttavia l’incontro di venerdì non è un incontro decisivo, è solo un primo incontro. Certamente arrivare preparati ci avrebbe aiutato, e infatti abbiamo espresso le nostre perplessità.

L’ultima curiosità: che tipo di comunicazione avete ricevuto dalla società?

Solo la comunicazione dell’incontro in Confindustria per analizzare la situazione di difficoltà che vive la fabbrica. È questa purtroppo la nuova stagione… Ecco perché occorre dare più forza al sindacato, e noi ce la stiamo mettendo tutta.

Da leggere

L’occhio della Zillica. Un racconto di Giuseppe Raudino

É un pomeriggio d’agosto e sto seduto sull’orlo della banchina al porto Lachio. Le mie …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti