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Edilizia scolastica fatiscente, organici ridotti, vantaggi alle scuole private

C’è bisogno di capire cosa sta cambiando nella scuola con a capo il ministro Valditara, salito alle cronache nazionali a più riprese per infauste/inopportune dichiarazioni. Non possiamo dimenticare le sue frasi sulla lotta al patriarcato e le violenze sessuali dovute all’immigrazione illegale; le linee guida per l’educazione civica dove propone di portare in auge il concetto di patria tra i banchi (una possibile introduzione su elementi d’educazione militare) e l’intenzione di rendere nazionale un buono scuola per gli istituti privati. E poi ci sono i mille problemi locali.

Ne parliamo con Giovanni La Rosa, segretario della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) della Cgil.

Possiamo partire dall’edilizia scolastica, sempre in sofferenza. A Siracusa come in provincia il problema prioritario è dato dalla carenza di locali e insieme da edifici che richiederebbero costante manutenzione. Recentemente alla Lombardo Radice si è ferito un bambino per la caduta di un intonaco, riportando una piccola frattura e molte scuole sono rimaste chiuse perché allagate per le ultime piogge per allagamenti.

Ma non esistono i fondi Pnrr?

Paradossalmente questi fondi sono giunti, ma non sono stati utilizzati tanto per intervenire su strutture fatiscenti quanto piuttosto per le nuove tecnologie in vari progetti e corsi speciali. Abbiamo avuto fino all’anno scorso il 110% ma nessuna applicazione sugli edifici scolastici. Devo ammettere che oggi tante scuole dovrebbero essere buttate giù e rifatte totalmente. Quando furono costruite erano non solo buone strutture, ma inserite anche logisticamente in città. Oggi l’inesistente manutenzione le ha portate allo sfascio.

Parliamo di organici, del personale docente.

Siamo sotto organico. Ogni anno fra febbraio e marzo l’ufficio scolastico regionale valuta il fabbisogno di ogni scuola per l’anno successivo ma poi ogni anno ci si ritrova con personale non sufficiente e bisogna chiedere a Roma nuove assegnazione. Non parliamo di poche nuove sistemazioni. Ad esempio a Siracusa ultimamente il bisogno di altri docenti raggiungeva quasi mille posti in deroga. Questo significa che quel calcolo di organico di diritto del personale docente è fasullo, sono tutti parametri che dovrebbero essere rideterminati. Con un cambiamento nel calcolo eviteremmo la perdita di posti di lavoro.

Il fenomeno della denatalità si sta già facendo sentire sul numero di alunni?

Sì certo. Per quanto riguarda la Sicilia, ma anche per Siracusa e provincia è ancora in atto il piano di ridimensionamento. Quindici giorni fa siamo stati convocati a livello nazionale per essere informati in merito. Sappiamo così che ventitré scuole regionali cesseranno d’esistere. Di queste si sa già diciotto quali sono. Tutto proviene dal decreto milleproroghe. Purtroppo nella nostra provincia saranno coinvolti due istituti superiori: l’Alberghiero di Lentini e l’Insolera di Siracusa. Quello di Lentini sarà aggregato al Vittorini di Lentini mentre l’Insolera sarà oggetto di una scissione tra l’istituto Rizza per la parte commerciale e l’agrario che andrà all’alberghiero.

Cosa dire sul buono scuola, di cui parla il ministro, da dare per invogliare alle scuole private?

Anche a Siracusa vi sono varie scuole private e sappiamo che non hanno un loro statuto, che invece serve. Queste strutture funzionano senza nessuna trasparenza. Le assunzioni vengono fatte senza curriculum, il personale docente che lavora in quelle scuole è sottopagato o per nulla pagato con la scusa di avere in cambio il punteggio. Così per immettersi nelle graduatorie tanti lavoratori accettano queste forche caudine. Per cui la proposta di Valditara significherebbe solo un ulteriore vantaggio per i privati. In questa maniera noi Stato andiamo ulteriormente a finanziare questi istituti. Invece, se vogliono esistere, dovrebbero essere tutte regolamentate a partire dalle assunzioni, con un giusto metodo di reclutamento. Insomma, c’è bisogno di maggior trasparenza. Dare da parte dello Stato finanziamenti a queste scuole significa anche abbassare la qualità del sistema scolastico. Avevamo anni fa una scuola che dall’infanzia alle superiori altri Paesi europei ci invidiavano, e ne sono sicuro perché interagivo personalmente con loro. Oggi non è più così. La scuola con i suoi attuali programmi è regredita. La didattica è stata portata indietro, lo vediamo dai programmi. A che punto si arrivava nello studio quindici anni fa? Oggi fra i programmi di ieri e quelli che seguono i nostri ragazzi c’è una differenza abissale, il livello qualitativo è sceso parecchio. Si tenta maggiormente di dare quelle quattro nozioni senza scendere nel dettaglio. Io giro tante scuole e lo noto. Attualmente con il Pnrr si pensa molto alla progettualità piuttosto che alla didattica. Il docente è chiamato a ciò che bisogna fare per i progetti del Pnrr. Poi a seguire tutto questo, ma non la didattica. E poi compiti burocratici: la compilazione del registro elettronico, quello sul Pnrr e tanto altro. È un nuovo fare che distrae e allontana dalla didattica.

Su quali direzioni si sta muovendo la Flc?

Come categoria abbiamo presentato a livello nazionale tre ricorsi al Tar. Uno riguarda il dimensionamento scolastico, l’altro l’autonomia differenziata che toccherebbe profondamente l’ordinamento scolastico e infine, da poco, sugli assistenti amministrativi. Attualmente quando il personale va in pensione se ne occupa l’Inps e invece noi chiediamo l’introduzione di un software affinché sia l’amministrazione scolastica a fare il controllo contributivo. Il motivo della nostra richiesta è perché l’Inps non ha né la competenza che la preparazione specifica per portare a termine in maniera più efficiente e rapida questi compiti. Così l’Inps rimarrebbe solo il custode dei nostri contributi, ma la delega del computo passerebbe all’amministrazione di ogni scuola per una valida certificazione dei contributi. Su questo argomento abbiamo avuto la scorsa settimana, in un seminario organizzato a Roma, un incontro come Cgil con i responsabili del Ministero dell’istruzione e del merito – oramai la parola Pubblico è scomparsa -: c’è sembrato che una parvenza di apertura su questa problematica ci sia stata.

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