Il consiglio di amministrazione della Fondazione Inda si attribuisce i gettoni di presenza e ridetermina il trattamento economico del consigliere delegato e il rimborso spese, ma il ministero della Cultura blocca tutto e sconfessa il CdA anche sulla non disinteressata idea di fare del sovrintendente artistico e culturale un “mero esecutore” delle scelte artistiche dell’Inda.
I gettoni di presenza sono in contrasto con gli articoli 7 e 8 dello statuto della Fondazione. Secondo l’articolo 7 infatti “il presidente presta servizio a titolo gratuito”. Il presidente della Fondazione è di diritto il sindaco di Siracusa. La gratuità dell’incarico nel suo caso è del tutto naturale e se vogliamo metterla sul piano del prestigio istituzionale, essere presidente di un sodalizio culturale con oltre cento anni di storia sul teatro antico è, o dovrebbe essere, un onore impagabile.
Analogo il contenuto dell’articolo 8 che così dispone: “I consiglieri, fatta eccezione per il consigliere delegato, svolgono il proprio incarico a titolo gratuito”. Ciò nonostante il CdA non ha esitato a proporre al ministero della Cultura, con una delibera votata all’unanimità, alcune modifiche in aperto contrasto con lo statuto.
Le modifiche riguardano fondamentalmente due temi: il rimpasto delle competenze del consigliere delegato e del sovrintendente artistico e culturale da un lato e dall’altro il gettone di presenza per i consiglieri, la modifica del trattamento economico e il rimborso spese per il consigliere delegato.
Non conosciamo nel dettaglio le richieste avanzate dal CdA perché la relativa delibera non è stata mai pubblicata. Siamo riusciti tuttavia a ricostruire i passaggi più significativi della lettera con cui il direttore generale dello Spettacolo del ministero della Cultura riscontra, demolendola, la delibera del CdA dell’Inda.
Uno dei passaggi più trancianti è questo: “Sul tema dei compensi, emolumenti, rimborsi – fa notare il direttore – non dovrebbero essere determinati autonomamente dal CdA” in quanto la loro previsione è di competenza dei ministeri vigilanti (Cultura e Economia). Una sberla.
Ma la proposta più insidiosa per il modo con cui è stata confezionata è quella riguardante il trattamento economico del consigliere delegato. Per comprenderla, bisogna leggere l’articolo 9, comma 1, lettera m) dello statuto che così recita:” Il CdA determina con propria deliberazione, sottoposta all’approvazione del ministero della Cultura di concerto col ministero dell’Economia, il trattamento economico spettante al consigliere delegato……” Nella proposta di modifica statutaria avanzata dal CdA viene eliminato l’obbligo di sottoporre la deliberazione “all’approvazione dei ministeri vigilanti”, come rileva il direttore del ministero della Cultura che rigetta la proposta. I no del ministero sono vere e proprie bacchettate.
Apriamo una parentesi per avanzare un dubbio: il consigliere delegato ha votato la delibera contenente le proposte di modifiche statutarie? In caso affermativo, potrebbe essere incappata in un potenziale conflitto di interessi.
Quanto al rimborso delle spese sostenute dal consigliere delegato, il ministero mette precisi paletti: deve essere approvato dalle Amministrazioni vigilanti e riportato nel decreto di conferimento dell’incarico. Comunque, ricorda il ministero, il rimborso dovrebbe essere consentito esclusivamente per le attività istituzionali svolte al di fuori della sede amministrativa di Siracusa. In pratica, quando è a Siracusa per ragioni di lavoro, il consigliere delegato non ha diritto ad alcun rimborso, né per l’alloggio, né per i pasti e né per altro.
Venendo al tema della ridefinizione dei poteri e delle competenze del sovrintendente e del consigliere delegato, il direttore del ministero, nel rilevare il tentativo di ridimensionare il ruolo del sovrintendente, sottolinea come, per effetto delle modifiche statutarie proposte dal CdA, il sovrintendente sia relegato al compito di “mero esecutore” delle scelte artistiche della Fondazione. Pertanto la proposta del CdA non viene accolta. Vogliamo far notare che in tutti i teatri e in tutte le fondazioni culturali il sovrintendente artistico e culturale è la figura fondamentale. A Siracusa, chissà perché, il CdA, ritiene che per migliorare le performance artistiche dell’Inda si debbano sottrarre importanti competenze al sovrintendente per attribuirle al consigliere delegato. Non è un caso se negli ultimi tre anni si siano dimessi due sovrintendenti e che ancora oggi non sia stato nominato il nuovo sovrintendente. Non sarà che i signori del CdA dell’Inda considerino il sovrintendente una figura superflua?
Dopo la lettera del direttore del ministero, il CdA si è affrettato a recepire le osservazioni in essa contenute, ma neanche questa volta ha pubblicato la relativa delibera.
Poiché la Fondazione Inda è in controllo pubblico, ci piacerebbe sapere se la mancata pubblicazione delle delibere configuri un’omissione di atti dovuti, oltre a violare elementari princìpi di trasparenza.

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