Silenzio tombale sulla nomina del sovrintendente artistico e culturale della Fondazione Inda che va scelto dal ministro della Cultura sulla base dei tre nomi selezionati, a seguito di apposito avviso scaduto il 2 luglio scorso, dal consiglio di amministrazione della Fondazione. I tre nomi non sono stati resi noti dalla Fondazione.
Sulle cause della mancata nomina si possono fare solo ipotesi, prima fra tutte lo stato confusionale in cui versa il ministero della Cultura. C’è da dire che il ministro, qualora non ritenesse i tre selezionati all’altezza del compito (e gira voce che nessuno dei tre sia gradito), potrebbe invitare la Fondazione a fare un nuovo avviso.
Quali sono i compiti del sovrintendente quando sarà nominato? La risposta dovrebbe essere ovvia: quelli previsti dallo statuto dell’Inda. In realtà non è così a causa del pasticcio combinato dal consiglio di amministrazione della Fondazione il quale, lo scorso anno, aveva tentato di modificare lo statuto per sottrarre alcune fondamentali competenze al sovrintendente artistico e culturale e attribuirle al consigliere delegato.
Un vero e proprio colpo di mano che avrebbe snaturato il ruolo e le funzioni del sovrintendente a tutto vantaggio del consigliere delegato.
Così la pensa anche il ministero della Cultura che “boccia” senza indugi la delibera del CdA (sulla cui legittimità i dubbi sono infiniti) il quale si rimangia, con la coda fra le gambe, la propria precedente decisione e ne adotta un’altra con cui recepisce le indicazioni del ministero.
Quest’ultima delibera ad oggi non risulta riscontrata dal ministero e di conseguenza non è possibile stabilire con precisione i compiti del sovrintendente. Tant’è vero che nell’avviso di selezione, oltre allo statuto dell’Inda, si fa riferimento “alle modifiche che saranno apportate sulla base della proposta deliberata in data 23 marzo 2024 in corso di verifica del ministero vigilante“. Le eventuali “modifiche” riguardano proprio i compiti del sovrintendente.
Se questo è il quadro dei rapporti tra l’ Inda e il ministero vigilante, si può nominare il nuovo sovrintendente se prima non vengono definite le sue competenze? Evidentemente no. Nel frattempo la consigliera delegata si vede “costretta” a svolgere anche i compiti del sovrintendente, sua antica aspirazione, con retribuzione diversa e in condizioni diverse da quelle desiderate e indicate probabilmente nella famigerata delibera poi bocciata dal ministero. Dico “probabilmente” perché questa delibera non risulta pubblicata, come non risulta pubblicata la lettera del ministero che intima al consiglio di amministrazione l’altolà e neppure la citata delibera del 23 marzo scorso con cui il CdA fa marcia indietro. Tutto in nome della trasparenza.

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